Martedì, 22 Giugno 2021
Politica

La risposta del sindaco c'è stata: Bardelli era un illuso

Ghinelli aveva il dovere di chiarire di fronte alla cittadinanza di Arezzo le frasi, catturate nelle registrazioni audio di Sergio Staderini, in cui il sindaco sosteneva che si sarebbe attivato per far rispettare i "patti"

Era attesa la risposta del sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli sull'ultimo caso di sospetta corruzione scaturito dalla scandalo Coingas e che riguarderebbe la nomina del presidente di Multiservizi. Il primo cittadino ha parlato venti minuti, non a braccio, ma leggendo un testo scritto di suo pugno, concordato con l'avvocato. Esplicitamente dell'inchiesta Ghinelli non ha parlato. Non è indagato e ne parlerà con gli inquirenti, eventualmente, qualora dovesse essere chiamato a farlo. Ma qualcosa, sulla nomina in Multiservizi, ha detto. Aveva però il dovere di chiarire di fronte alla cittadinanza di Arezzo le frasi, catturate nelle registrazioni audio di Sergio Staderini (ex presidente di Coingas e indagato nell'ambito dell'inchiesta), in cui il sindaco sosteneva che si sarebbe attivato per far rispettare i "patti".

VIDEO | Il discorso integrale del sindaco

Perché il sindaco era chiamato a chiarire

In sostanza, è il cuore del teorema accusatorio, il consigliere di maggioranza Roberto "Breda" Bardelli avrebbe fatto da facilitatore per la nomina di Luca Amendola (FI) a presidente di Multiservizi. E quest'ultimo, una volta ottenuta la carica, non avrebbe corrisposto quanto pattuito, ovvero fargli agevolare da una banca un prestito di 200mila euro. Dal canto suo il sindaco, in base alle registrazioni, avrebbe promesso di sollecitare il presidente della partecipata. Ecco la gravità politica del caso.

Un'altra tegola per Ghinelli, peggio di Coingas

Che cosa ha sostenuto il sindaco in sua difesa

Il lungo discorso, con artifici presi a prestito dalla retorica classica, potrebbe indurre a credere che Ghinelli abbia cercato di svicolare. Ma il sindaco tocca un punto politico chiave della vicenda, dando la sua verità. In merito all'accusa principale, quella che lo vedrebbe come vigile che facilita e smista richieste e favori, dice: "Vengo quindi al Bardelli, che - siamo nell’agosto del 2016 – mi rende partecipe di un suo problema personale". Le parole del consigliere vengono bollate dal sindaco come "chiacchiere campate in aria, fumose, illusorie, inconsistenti, insomma pie illusioni di una persona in difficoltà". Ghinelli dice di non averci capito granché nei suoi discorsi ma "in quel momento per me Bardelli era un cittadino, un conoscente, prima ancora che un consigliere, che si rivolgeva a me per un consiglio paterno". Insomma, il consigliere aveva un problema economico e il sindaco lo avrebbe ascoltato. Per provare a risolverglielo? Magari sollecitando Amendola? Perché in questo caso il sindaco avrebbe commesso qualcosa di grave. Ghinelli respinge ogni dubbio su liceità ed eticità con queste parole: "E attenzione che non solo la liceità, ma anche l’eticità della condotta di un politico, come di qualunque persona, non va misurata sulle parole, ma sui fatti. Men che meno può essere valutata su chiacchiere in libertà fraudolentemente captate, volte unicamente a rincuorare una persona in difficoltà". Insomma il sindaco dice apertamente che le sue parole su possibili sollecitazioni erano "parole in libertà", di circostanza, non vere, che servivano solo "a rincuorare" Bardelli.

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Inchiesta Coingas e Multiservizi: il punto sulle indagini

Il chiarimento sulla "spartizione" e i punti oscuri

Ghinelli ha poi esplicitato il metodo di "spartizione" politica delle nomine delle partecipate, dicendo che quella di Multiservizi spettava a Forza Italia. "Amendola, come ho detto e ripeto, è stato nominato d’intesa e su indicazione di Forza Italia, non certo del consigliere Bardelli". Aggiungendo che "Amendola, successivamente ai colloqui in questione è rimasto saldamente al suo posto, anzi, è passato, come detto, da presidente del CdA ad amministratore unico, con probabile scorno del Bardelli. Con altrettanto probabile disappunto del Bardelli, è stato di recente da me riconfermato". Questo spiegherebbe, secondo il sindaco, perché il teorema dell'accusa non è fondato: Bardelli non sarebbe corruttibile, perché nulla c'entrerebbe con la nomina di Amendola.

Il file audio: "Vuoi bene al Breda? Nominalo"

Restano però le parole sull'attivismo - al momento emerso solo in alcuni passaggi coperti da omissis delle registrazioni (il cui "corpus" sarebbe ben più sostanzioso, circa 50 minuti di audio) - per cercare di chiarire se l'accordo tra Bardelli e Amendola ci fosse o meno. Su questo aspetto però, lo stesso Ghinelli, ha sorvolato.  

La stessa tesi di Forza Italia

D'Ettore e Mugnai: "Siamo noi gli omissis"

Nei giorni scorsi i due parlamentari di Forza Italia avevano - attraverso una nota - espresso il medesimo concetto. Stefano Mugnai e Maurizio D'Ettore erano infatti usciti allo scoperto ammettendo di essere nel file audio dell'inchiesta come omissis. E su Bardelli avevano detto: "può forse accadere che chi si trova in difficoltà personali si affidi a speranze ed idee anche se totalmente infondate ed inverosimili, senza avere la fortuna di avere qualcuno intorno che anziché assecondare tali speranze ed idee ti riporti su un piano di realtà".

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