Mercoledì, 4 Agosto 2021
Politica

Direzione Pd di fuoco dopo il ko in Provincia. Ricci si prende le colpe, gli scenari

Stasera vertice dopo l'inaspettata sconfitta di Ginetta Menchetti

Una sconfitta partitcamente più pesante della perdita del Comune di Arezzo, perché se le dinamiche del voto dei cittadini sono sempre meno controllabili e prevedibili, dovrebbero esserlo più facilmente quelle dei consiglieri e dei sindaci eletti nelle proprie liste, nelle proprie coalizioni.

E' proprio questa l'analisi che si pone come un macigno al centro della direzione provinciale del Pd di Arezzo che si terrà questa sera alla sede di piazza Sant'Agostino. I membri sono convocati per le 21,15 e Albano Ricci annuncerà le proprie dimissioni, che questa volta appaiono irrevocabili. Pesa sul suo mandato anche la perdita della Provincia e va ad aggravare una situazione già precaria.

Cosa è accaduto è ormai noto e sviscerato, ma in alcuni aspetti merita di essere di nuovo inquadrato.

Alle elezioni di secondo grado per rinnovare la carica di presidente della Provincia e la platea dei consiglieri, la candidata del centro destra Silvia Chiassai ha battuto, anche se per poco, la sfidante del centro sinistra Ginetta Menchetti. Quest'ultima ha preso 229 preferenze, contro le 186 della Chiassai, ma sono stati i voti ponderati a consegnare la Provincia al centro destra. Menchetti ne ha riportati 42827, Chiassai 43511.

I conti non sono del tutto chiari, ma è ormai certo che 36 consiglieri comunali del centro sinistra, da varie zone della provincia non siano andati a votare e altri, nell'urna, addirittura non hanno sostenuto la propria candidata. E questo offre una lettura del fenomeno politico in corso. 

Analisi a parte per i voti espressi dai consiglieri del comune capoluogo, quello di Arezzo. In 31 si sono recati alle urne, tutti tranne i 5Stelle, una scheda è stata annullata durante lo spoglio perché riportava sia la scelta del candidato presidente che quella del consigliere, due sono state quelle bianche. 9 voti sono andati a Ginetta Menchetti, 19 alla Chiassai. Cosa sarebbe successo? A distanza di giorni, l'analisi consegnerebbe un forte dubbio, probabilmente le due schede bianche sono del centro destra e un consigliere dell'opposizione ha votato per il candidato Chiassai. La cosa apparirebbe ancora più marcata nelle espressioni di voto per i consiglieri. 21 preferenze sono andate alla lista di Scapecchi e company, 1 è stata annullata perché oltre ad esprimere la preferenza per Rivi era stata barrata la casella di Ginetta Menchetti e il voto disgiunto in questo titpo di elezione non è ammesso. 9 dunque le preferenze per i consiglieri del centro sinistra, anche in questo caso evidentemente una è mancata a favore della controparte. Motivazioni di voto personali?

Tant'è che per il partito, per la coalizione è stato difficile dunque portare al voto i propri consiglieri.
E dopo la direzione? La palla passa all'assemblea che avrà di fronte più strade, scegliere un segretario al suo interno, aprire una fase congressuale oppure pensare ad una reggenza.

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