Direzione Pd, Ricci lapidario: "Dimissioni irrevocabili. Gettare il cuore oltre l'ostacolo non basta più"

Dalle difficoltà interne ai pesanti problemi economici del partito: ecco le motivazioni dell'addio del segretario provinciale.

"Quando ci sono i risultati e c'è la passione, allora si può gettare il cuore oltre l'ostacolo e andare avanti nonostante le avversità. Ma in questa situazione, con un partito in gravi difficoltà, la passione senza risultati non basta. Serve una scossa e io, con le mie dimissioni, spero di averla data". E' stata una lunga notte quella dell'ultima direzione del Pd aretino, durante la quale il segretario provinciale, Albano Ricci, ha dato le sue dimissioni. 

"Sono irrevocaboli", commenta lapidario Ricci, che nella serata di ieri ha inviato la comunicazione ufficiale alla  segretaria regionale Simona Bonafè. L'iter prevede adesso che la decisione venga ratificata nell'assemblea provinciale. Ma non sembrano esserci margini per ripensamenti da parte di Ricci. 

"E' stato un anno intenso e non positivo in termini di risultati - commenta - quanto avvenuto alle elezioni provinciali lo abbiamo visto tutti. E a volte per chiarire certe situazioni più che commenti, sarebbe necessario il silenzio. Per quanto accaduto in questo periodo qualcuno se ne deve prendere la responsabilità: la prendo io. Se una squadra va male, il primo a farsi carico delle conseguenze è l'allenatore, non è pensabile che si mandino via tutti i giocatori. Ma spero comunque di aver dato uno scossone, che porti il partito aretino ad una riflessione e magari anche a una nuova coesione".

Un anno complesso per il Pd aretino, che Ricci ripercorre puntando l'attenzione sulla questione economica e logistica che ha reso difficile il lavoro. 

"Da un lato c'è una nuova mappa politica a livello nazionale: se ci fossero nuove elezioni molto probabilmente non ci troveremmo più di fronte ad un bipolarismo che vede fronteggiarsi centro destra e centro sinistra, ma centro destra e Movimento 5 Stelle. Dall'altro c'è la situazione in cui ho trovato il partito dall'inizio del mio mandato: con grandi problemi economici e logistici. Basti pensare che per le persone che lavoravano per il Pd è stato necessario un concordato sindacale: non c'erano più soldi per gli stipendi. Così come oggi non ci sono soldi per sostenere i servizi e le utenze. Il Pd aretino ha bisogno di essrere traghettato verso una nuova fase da qualcuno che se ne possa occupare a tempo pieno. E io non posso farlo. Fortunatamente - lo dico per me e per mia figlia che ha 10 anni - ho un lavoro a tempo pieno, un lavoro che dista anche vari chilometri da Arezzo. E non potevo portare avanti questo mandato con l'impegno che richiede in questo momento. Perché se ci sono i risultati e la passione, allora puoi gettare il cuore oltre l'ostacolo e andare avanti. Ma se i risultati non ci sono, la passione non basta più. Serve grande lucidità e determinazione, per ritrovare l'anima di quel partito che mi ha dato tanto e del quale vorrei solo il bene". 

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