Martedì, 16 Luglio 2024
Politica

“Fondazione Guido d’Arezzo: dolenti…note”

Dichiarazione dei consiglieri comunali Marco Donati e Valentina Sileno (Scelgo Arezzo)

“Un pozzo senza fine. La Fondazione Guido d’Arezzo sta approssimandosi a questo non invidiabile traguardo. Tra Consiglio Comunale e Giunta, si sussegue uno stillicidio di provvedimenti e delibere che con puntualità aggiungono risorse a favore di quell’ente. Sempre un passo alla volta ma frutto di richieste costanti che puntualmente sono soddisfatte dall’amministrazione comunale."

Questa la dichiarazione dei consiglieri comunali Marco Donati e Valentina Sileno di Scelgo Arezzo che hanno chiesto chiarimenti in consiglio comunale sui 100mila euro per la fondazione Guido D'Arezzo per la prossima stagione concertistica.

"Noi possiamo parlare soprattutto nel nostro ruolo di consiglieri comunali: a ogni seduta in cui l’assessore al bilancio propone una variazione, spunta sempre una voce relativa a un preciso capitolo di spesa. Scelgo Arezzo chiede puntualmente chiarimenti in merito, questi vengono forniti senza tuttavia offrire un quadro organico da cui trarre risposta soddisfacente alla domanda principale: come programma la fondazione?

A ben vedere, di programmazione neanche sente il bisogno, visto che la stessa può contare sull’ancora di salvezza dell’amministrazione comunale che risponde presente perfino quando si tratta di finanziare a giugno l’acquisto di un palco per gli spettacoli, che non si capisce quando verrà montato visto che il calendario estivo, a eccezione del Polifonico, è praticamente finito, o un disavanzo di 100.000 euro, la differenza tra le spese sostenute per l’Estate in Fortezza e le entrate derivanti dagli spettacoli.

Ci preme soprattutto far notare l’ammontare richiesto, poi ottenuto, il 23 giugno dalla fondazione al Comune: ben 390.000 euro al di fuori della programmazione e che si sommano agli ingenti trasferimenti.

Quanto poi alla classifica diffusa dall’ultimo rapporto Symbola - Unioncamere, i commenti entusiasti del sindaco tradiscono alcuni fraintendimenti: è la provincia nel suo complesso e non il Comune di Arezzo a essere preso in considerazione, siamo in quella posizione dai primi anni del 2010 ma soprattutto il rapporto elabora e quantifica la trasposizione della cultura di un territorio sul settore manifatturiero e sulla sua capacità di produrre oggetti di pregio. Non stiamo dunque parlando di qualità degli eventi ma di valori prettamente economici”.

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