Di ruolo ma non troppo, Mugnai (FI) «Se verrò eletto tra i primi impegni sanare anomalia insegnanti»

Di ruolo ma non troppo: sono 79.558 insegnanti italiani con diploma magistrale – 6.724 solo in Toscana – la cui vita lavorativa è rimasta impigliata nelle maglie di modifiche normative che li rendono al tempo stesso sia di ruolo che precari. Una...

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Di ruolo ma non troppo: sono 79.558 insegnanti italiani con diploma magistrale – 6.724 solo in Toscana – la cui vita lavorativa è rimasta impigliata nelle maglie di modifiche normative che li rendono al tempo stesso sia di ruolo che precari. Una carriera col piede su due staffe, insomma, in cui da un lato vale il titolo di studio in sé per sé abilitante, mentre dall’altro lato pesa la normativa che prevede l’accesso all’insegnamento per via concorsuale. Ecco: nel mezzo di questo doppio canale di reclutamento dal 2006, anno in cui sono stati sanati solo i docenti già in servizio e trasformate le graduatorie da dinamiche ad esaurimento, sono rimasti gli insegnanti di scuola d’infanzia e primaria di cui sopra.

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E sono loro il primo impegno che Stefano Mugnai, candidato con Forza Italia alla Camera dei deputati per le elezioni politiche del 4 marzo prossimo come capolista nei collegi plurinominali 4 (Arezzo, Siena, Grosseto) e 3 (Firenze, Sesto Fiorentino, Empoli), promette di portare con sé nei palazzi romani: «E’ chiaro: qui il governo ha abdicato al proprio dovere, governare per l’appunto, per delegare tutto alla giurisprudenza. Politicamente, così, non scontenta nessuno. Non è questa la politica che ci piace. Se sarò eletto mi impegnerò fin dal primo giorno per portare la vicenda a soluzione, magari con una sanatoria che segni un ‘punto zero’ da cui poi ripartire con un canale di reclutamento unico».

«La questione – sottolinea Mugnai – è ovviamente contingente per quanto attiene la buona e piena occupazione di questa platea di lavoratori, ma la sua importanza va ben oltre, perché qui si parla della formazione dei nostri bambini e dei nostri ragazzi. In questo nodo c’è parte del futuro del paese».

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