Politica

"La giunta non espropri la città agli aretini con le fondazioni"

Intervento sul tema delle fondazioni del Comune di Arezzo da parte di Giuseppe Giorgi per conto di Demos, Osservatorio cattolici democratici

Nota da parte di Giuseppe Giorgi per conto di Demos, Osservatorio cattolici democratici.

"La giunta comunale progetta e pensa nuove fondazioni - si legge - uno strumento che sottrae agli aretini controllo e stimoli, carrozzoni che servono a sottrarre risorse alla buona amministrazione comunale, ad esempio alla storica tradizione comunale aretina di attenzione al sociale. Lo strumento fondazione ci appare un vero esproprio della proposta politica e della sensibilità popolare, in breve una sottrazione di sovranità di cittadinanza. Il Codice Civile regola le fondazioni insieme alle associazioni come espressioni, entrambe, di volontà private, provenienti, si direbbe oggi, dal basso. Le associazioni presuppongono una pluralità di soggetti mentre le fondazioni possono provenire da un unico soggetto, anche per volontà testamentaria. Come sia diventato possibile, oggi, che Enti Pubblici Territoriali costituiscano queste fondazioni, con tanta disinvoltura, testimonia con evidenza la distorsione di un istituto nato per ben altre finalità. Venendo alla realtà locale, ad Arezzo abbiamo il Comune che, affidando a fondazioni private molti compiti di sua competenza, induce a qualche considerazione (in ordine sparso): l’idea fissa che il privato sia migliore del pubblico ovvero che, dando una struttura privatistica ad attività di competenza pubblica, miracolosamente tutto diventi efficiente ed efficace. Evitare responsabilità e controlli dell’attività svolta per cui la valutazione dell’operato si riduce ad un consuntivo, aggiustabile come qualunque bilancio di società privata. Alla base di questi arbìtri, la vecchia concezione di popolo bue, una maggioranza di cittadini a cui non interessa la cosa pubblica e che rifiutano la fatica di capire, delegando ad altri: pensaci tu che io non ho voglia. Assiomi, dubbi, perplessità, l’Osservatorio Demos continua la sua battaglia sociale, culturale, civile, sullo strumento fondazioni brandito dalla giunta comunale. Arezzo ha bisogno di veri assessorati al Turismo, alla Cultura, al Sociale. Riportiamo cultura e turismo a palazzo dei Priori, il sociale appartiene a tutte le aretine, a tutti gli aretini. Alla giunta comunale: non espropriate la città!"

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