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Cristiano Rossi: "L’odio non appartiene alla nostra città"

"Occorre sviluppare politiche intelligenti di accoglienza e integrazione che sappiano coniugare il rispetto delle identità culturali di tutti coloro che appartengono alla stessa comunità di vita"

Purtroppo l’odio e la xenofobia, amplificati dalla propaganda di un’ultradestra e di una Lega che fomentano le paure identitarie degli italiani, ha generato episodi gravissimi di intimidazione e di offesa a sfondo razziale che non appartengono alla cultura democratica della nostra città". È il candidato al consiglio regionale con Toscana a Sinistra per la circoscrizione di Arezzo, Cristiano Rossi, che interviene in seguito agli ultimi episodi che si sono verifica nel quartiere di Saione dove, ancora una volta, sono apparse scritte razziste.

"Saione è un quartiere popolare, ricco di attività e servizi, che ha visto negli ultimi anni lo sviluppo di numerosi esercizi commerciali gestiti, oltre che da italiani, da cinesi, pakistani, marocchini, romeni, nigeriani. Saione è un quartiere in cui si possono trovare prodotti da tutto il mondo, in cui i bambini che si incontrano a scuola e giocano nei parchi parlano aretino, pur chiamandosi Giuseppe, Xian o Khaled. Saione è un quartiere ricco e vitale, internazionale, che rappresenta, se ben gestita, un’occasione e una straordinaria opportunità per la nostra città. Purtroppo l’odio e la xenofobia, amplificati dalla propaganda di un’ultradestra e di una Lega che fomentano le paure identitarie degli italiani, ha generato episodi gravissimi di intimidazione e di offesa a sfondo razziale che non appartengono alla cultura democratica della nostra città. Mi auguro che tutti i candidati a sindaco della città e quelli a consigliere e governatore della Toscana si esprimano nettamente contro questi episodi, come quello avvenuto in via Trasimeno la notte scorsa che, se non arginati prontamente, potrebbero facilmente degenerare in episodi di violenza. Oggi le nostre città sono naturalmente multietniche: questo è un fatto legato al momento storico che stiamo vivendo e che appartiene a processi che interessano tutti i paesi dell’Occidente e non solo. Occorre, quindi, sviluppare politiche intelligenti di accoglienza e integrazione che sappiano coniugare il rispetto delle identità culturali di tutti coloro che appartengono alla stessa comunità di vita, dalla scuola, luogo privilegiato di costruzione di relazioni, alle piazze, luoghi naturali di incontro, alle attività commerciali, luoghi di scoperta e di lavoro. Felice Toscana a Sinistra a tutti".

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