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Giuseppe Conte, il presidente del Consiglio si è dimesso

Giuseppe Conte, il presidente del Consiglio si è dimesso

E' ufficiale: Conte si è dimesso. Cosa succede adesso

Il presidente del Consiglio ha rassegnato le proprie dimissioni. Le quattro strade che ha di fronte il Paese, con le possibilità di formare nuove maggioranze oppure sciogliere le camere

Giuseppe Conte si è dimesso da presidente del Consiglio dei Ministri. E' arrivata poco fa la conferma dal Quirinale.

Le intenzioni di Conte

Stamani si è riunito il Consiglio dei Ministri, la seduta è iniziata alle ore 9,25 a Palazzo Chigi, e in apertura della riunione, Conte ha informato i ministri dell’intenzione di recarsi dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per rassegnare le dimissioni del Governo. A metà giornata è arrivata la nota della presidenza delal Repubblica.

L'ufficialità dele dimissioni

"Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al palazzo del Quirinale - spiega la nota - il presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Avv. Giuseppe Conte, il quale ha rassegnato le dimissioni del Governo da lui presieduto. Il Presidente della Repubblica si è riservato di decidere e ha invitato il Governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti. Le consultazioni avranno inizio nel pomeriggio di domani, mercoledì 27 gennaio".

Cosa succede ora

Il Conte-Ter, cioè un nuovo Governo Conte, è l'obiettivo del premier dimissionario e, per ora, anche della maggioranza che lo sostiene. Con una maggioranza allargata a centristi e pezzi di Forza Italia, con o senza il ritorno di Renzi. La seconda opzione - argomenta Today - è un governo con la stessa maggioranza e un nuovo premier, che potrebbe essere del Partito Democratico (Franceschini? Gualtieri?), del MoVimento 5 Stelle (Di Maio?) o un nome terzo che metta d'accordo le forze politiche in campo. La terza strada porta a un premier tecnico. Chi lo sosterrebbe? L'attuale maggioranza con Forza Italia, oppure il centrodestra con il Pd, oppure ancora tutti i partiti nella formula del "governo di salvezza nazionale". L'ultima possibilità, qualora non si coauguli una nova maggioranza con l'attuale Parlamentoi, è quella delle elezioni anticipate. E, sempre come sostiene Today, il ritorno in gioco di Italia Viva, potrebbe rimettere in pista l'aretina Maria Elena Boschi per un ruolo da ministro. Un'ipotesi già ventilata qualche settimana fa.

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