Venerdì, 18 Giugno 2021
Politica

Il Foro Boario, la rotatoria di via Fiorentina e il destino dell'Università ad Arezzo. Le interrogazioni in consiglio

In apertura un minuto di silenzio per le vittime della funivia Stresa-Mottarone

Nuova seduta del consiglio comunale oggi ad Arezzo. In apertura dopo l'appello, su richiesta di Simon Pietro Palazzo è stato osservato un minuto di silenzio per commemorare la morte delle 14 persone per la caduta della funivia Stresa-Mottarone.

Poi il presidente del consiglio comunale Luca Stella ha dato il via alle interrogazioni.

La prima è stata presentata dal consigliere comunale Francesco Romizi sull’intitolazione del parco dell’ex Foro Boario a Enrico Berlinguer, oggetto di una petizione consegnata al protocollo comunale il 15 gennaio scorso e sottoscritta da oltre 400 cittadini. Romizi ha chiesto chiarimenti sui tempi dell’iter e il segretario comunale ha chiarito che la commissione toponomastica, organo chiamato a esprimere un parere obbligatorio, è stata recentemente ricomposta in vista di una sua prima seduta, presumibilmente a giugno. Dopo il parere della commissione, la palla passerà alla Giunta e alla Prefettura.

Valentina Sileno ha chiesto se i giochi nell’area verde di Battifolle recentemente tolti verranno ripristinati. L’assessore Alessandro Casi ha chiarito che con la recente variazione di bilancio, alcune risorse sono destinate proprio a questo tipo di sostituzioni. Le richieste sono già varie e “vedremo di accontentarle tutte”.

Valentina Vaccari è tornata sul tema università e in particolare sulle ultime vicende riguardanti il Dipartimento di scienze della formazione, scienze umane e della comunicazione interculturale di cui è stata paventata la chiusura per una questione relativa al numero minimo di docenti. Il vicesindaco Lucia Tanti si è detta rassicurata dalle parole del rettore Frati e ha chiesto che a queste segua un reale tavolo tecnico-operativo che lavori proprio per scongiurare il depotenziamento o la chiusura della sede aretina.

Donella Mattesini ha chiesto l’istituzione della Commissione territoriale per il contrasto al disagio abitativo a nome di Pd, Arezzo 2020 e Movimento 5 Stelle: “la legge regionale 2 del 2019 stabilisce che i Comuni, nell’ambito del Lode al fine di contenere il disagio abitativo dei nuclei familiari soggetti a procedure esecutive di sfratto, possono istituire tali commissioni per promuovere azioni coordinate al fine di garantire la sostenibilità sociale dello sfratto e favorire il percorso di passaggio da casa a casa dei soggetti che non sono in possesso di altra abitazione”.

L’assessore Monica Manneschi ha replicato che c’è l’intento di istituire quest’organo precedendo la sua costituzione da audizioni propedeutiche con i soggetti da coinvolgere.

Giovanni Donati ha lamentato la mancata attuazione da parte della Giunta degli atti di indirizzo dell’opposizione comunque approvati dal Consiglio Comunale ricordando in particolare quello sul decoro e la sicurezza stradale.

Ancora Giovanni Donati ha chiesto che i marciapiedi cittadini siano liberati dalle erbacce che rendono lo stesso passaggio pedonale, in alcuni punti, molto difficoltoso. “La vegetazione consente inoltre di celare bottiglie o siringhe che costituiscono pericolo per chi vi transita o per gli stessi animali domestici a passeggio”.

L’assessore Alessandro Casi ha ricordato che il contratto con la società di manutenzione dei marciapiedi prevede tempi puntuali per gli interventi in questione. “L’intento è terminare quelli in centro storico a maggio e quelli nel restante perimetro urbano a giugno”.

Donato Caporali ha sollevato la questione degli “usi civici”, terreni di proprietà né pubblica né privata ma “collettiva e comunitaria”. Recentemente disciplinati da una legge nazionale, ne sono state individuate per il Comune di Arezzo alcune fattispecie a Rigutino. Caporali ha chiesto a quale tipo di disciplina urbanistica andranno incontro.

Alessandro Caneschi è tornato sulla rotonda di via Fiorentina, un’opera il cui progetto esecutivo risale oramai al 2018 e che non ha trovato realizzazione. “La mancanza dei lavori determina il venir meno per la città di uno snodo fondamentale e soprattutto si pone la questione dei finanziamenti ministeriali visto che questa è la forma prevista per reperire le risorse relative. Se non si rispetta il crono-programma, dovremmo anche restituire i finanziamenti”?

L’assessore Marco Sacchetti ha ricordato il problema fondamentale che ha determinato il ritardo, ovvero la presenza di tutti i sottoservizi possibili e immaginabili e le relative infrastrutture nel sottosuolo. Sacchetti si è detto tuttavia “moderatamente ottimista” in vista del “bivio decisivo da affrontare: la ripresa delle opere o la risoluzione del contratto. Questo perché l’amministrazione comunale sta lavorando sotto ogni profilo, tecnico, economico e giuridico per addivenire a una perizia di variante che faccia tabula rasa del pregresso, sia accolta dalla controparte e rappresenti il nuovo punto di partenza da cui procedere poi a pieno ritmo. Per quanto riguarda il finanziamento spiegheremo al ministero i motivi che hanno determinato i ritardi e contiamo che siano reputati validi e convincenti”.

Donella Mattesini ha affrontato il tema delle discriminazioni di cui sono ancora vittime le persone lgbt e comunque tutti coloro che ne soffrono a causa di sesso, religione e perfino disabilità. Mattesini ha chiesto che il Comune di Arezzo torni ad aderire alla Rete Re.a.dy per meglio prevenire, contrastare e superare tali fenomeni.

L’assessore Giovanna Carlettini ha ricordato che da parte di questa giunta “mai verrà tollerata alcuna discriminazione di qualsiasi tipo. Sta per essere completata la costituzione della Consulta per le pari opportunità dove ciascun membro avrà voce in capitolo per sollevare problemi ed esigenze. In merito alla Rete Re.a.dy non ravvedo la necessità per il Comune di Arezzo di parteciparvi, visto che esistono già leggi nazionali che combattono la discriminazione e alle quali ovviamente ci atterremo”.

Due gli atti di indirizzo finali, il primo di Valentina Sileno sul Museo dell’oro e il mancato rispetto del crono-programma previsto inizialmente per la sua realizzazione e il secondo di Giovanni Donati sulle condizioni di sicurezza in città che stanno progressivamente venendo meno. Entrambe rivolte al sindaco, avranno risposta scritta.

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