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Consiglio comunale aperto. Pd replica a OraGhinelli: "Ma quale passerella?"

Il gruppo consiliare del Partito Democratico replica alle dure accuse mosse dai banchi della maggioranza in merito alla partecipazione pubblica nell'ultimo consiglio comunale

"Com’è possibile parlare di “passerelle" e "strumentalizzare” un importante momento istituzionale?". Sono le domande che il gruppo consiliare del Partito Democratico di Arezzo si pone all'indomani dell'ultima seduta del consiglio comunale cittadino che, come noto, si è svolto sempre in forma virtuale ma ha consentito la partecipazione di circa 40 cittadini che si erano precedentemente iscritti per poter prendere parola durante la seduta dell'assise. Al termine del consiglio dalle fila della maggioranza, da OraGhinelli è stato sottolineato come l'esperienza del consiglio comunale aperto sia stata "bellissima" visto che i "cittadini iscritti regolarmente hanno portato idee, suggerimenti e proposte. Un doveroso ringraziamento quindi a questo gruppo che ha partecipato assieme alle autorità civili e politiche invitate". Allo stesso tempo è sempre dai banchi della maggioranza che viene sottolineato il "tentativo non riuscito di strumentalizzazione di una parte delle opposizioni con diversi interventi di rappresentanti dello stesso partito, oltre a quelli dei consiglieri regionali invitati e graditi sempre, visto il ruolo ricoperto nella maggioranza di Giani. Nessun partito o lista di maggioranza ha avuto l’ardire di doppiare i propri iscritti a intervenire, rispettando gli eletti e la correttezza istituzionale. Questa simil passerella mediatica della sinistra locale, se nata per amplificare la visibilità politica di chi non ne riesce a ottenere con proposte e iniziative, ha palesato due verità incontrovertibili. La prima, che il più grande partito dell’opposizione non si riconosce negli eletti in Comune visto che deve fare intervenire dei non eletti sugli stessi argomenti. La seconda, che tra eletti, iscritti e apparato non c’è sintesi politica, vero elemento di unione di un partito. Trovarla è sempre difficile ma oggi il Partito democratico somiglia molto a una Caporetto politica interna".

Affermazioni pesanti alle quali ha fatto seguito la replica da parte del Pd. "Oltre un anno dopo l'inizio della pandemia, i cittadini, grazie alla campagna vaccinale, stanno tornando pian piano alla normalità, ma la strada verso un completo recupero della socialità è molto lunga e ancora di più lo sarà quella della ripresa economica. La città ha sopportato una prova durissima e gli aretini sono stati abbandonati a sé stessi da un’amministrazione inadeguata è troppo spesso assente, priva di una visione politica lungimirante di cui Arezzo avrebbe assoluto bisogno. Per sottolineare il valore di questo momento di ripartenza e dimostrare la vicinanza tra le Istituzioni e i cittadini, non c’era niente di meglio che aprire il consiglio comunale alla cittadinanza, come richiesto dalle forze di opposizione con il contributo fondamentale del Pd. Ma anche questa volta la maggioranza non ha perso occasione di segnare l’ennesimo autogol trasformando quest’occasione di partecipazione in un motivo di polemica. Com’è possibile parlare di “passerelle" e "strumentalizzare” un importante momento istituzionale? Come si può scambiare il desiderio di partecipazione dei cittadini come una mancanza di fiducia nei propri eletti? Quanto si può essere ciechi e lontani dal concetto stesso di democrazia se si interpreta la pluralità delle opinioni come confusione e mancanza di sintesi? Continuiamo ad incalzare la maggioranza affinché lavori, affinché assolva al proprio incarico e concretizzi le promesse in azioni, con meno assenze, meno chiacchiere e meno polemiche. Quanto a noi, facciamo la nostra parte perché la città possa aspirare ad un recupero economico e sociale completo, perché si arresti subito il degrado che sempre più spesso ultimamente sfocia in azioni criminali che preoccupano la cittadinanza e perché Arezzo, meravigliosa città ricca di storia e d’arte dalle grandi potenzialità, possa trovare finalmente la collocazione che le spetta nel panorama delle mete turistiche di eccellenza con la ricadute economiche che ne conseguirebbero. Aprire il consiglio ai cittadini è segno di trasparenza e stimolo alla partecipazione e trasformare questa occasione, che le forze di opposizione hanno saputo promuovere, in motivo di polemica politica dà il metro dell’inconsistenza dell’amministrazione, dell’inadeguatezza delle azioni compiute e delle intenzioni future che, evidentemente, il sindaco e i suoi preferivano non sottoporre all’inevitabile, giudizio degli uditori che, con il consiglio aperto, hanno potuto constatare la pochezza di chi, nostro malgrado, governa la città e preferisce proseguire nella non azione ma lontano dalle orecchie degli elettori. Che sentano, che parlino, che votino qualcuno che li rispetta e li include".

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