Martedì, 18 Maggio 2021
Politica

Gli sfratti, le pratiche edilizie, lo stabile di via Filzi. Le sei interrogazioni in consiglio comunale

Poi ci sono stati gli interventi sulla soddisfazione o meno delle risposte ricevute a precedenti interrogazioni da parte di assessori

Sono state soltanto sei, come deciso dall'ufficio di presidenza del comune di Arezzo, ad essere state presentate questa mattina nella prima parte del consiglio comunale. Una scelta che era stata motivata e comunicata, ma che è stata comunque motivo di discussione perché secondo i consiglieri di opposizione non sarebbe trascorsa la concordata ora di tempo a disposizione per le interrogazioni. Lamentele iniziate con Michele Menchetti dei 5 Stelle che aveva depositato due interrogazioni, ma nessuna delle due sono state ammesse tra queste sei. 

L'elenco delle interrogazioni

La prima interrogazione è stata presentata dal consigliere comunale Renato Viscovo sulle condizioni di sicurezza a Ponte Buriano dopo alcune risse avvenute nella frazione a ridosso delle abitazioni, nate in una struttura socio-educativa che ospita minori. “Chiedo quali siano le caratteristiche del soggetto che la gestisce, quali persone hanno diritto a esservi accolte, cosa s’intende fare per impedire il ripetersi di questi episodi”.

Ha risposto la vicesindaca Lucia Tanti: “siamo pronti a un confronto serio con questa realtà. Incontreremo il referente durante la prima settimana di maggio per capire come contemperare i diritti degli ospiti con quelli dei cittadini che chiedono ordine e tranquillità”.

Donella Mattesini ha chiesto quali siano le iniziative previste per fornire sostegno alle persone nel momento in cui si sbloccheranno gli sfratti e le stesse potranno essere destinatarie dei decreti ingiuntivi. “Quante risorse nazionali, regionali e comunali sono state investite e destinate finora a questa criticità, quanti nel 2020 hanno potuto fruire degli aiuti previsti dalla legislazione nazionale e regionale, quanti sono stati gli esclusi”?

Giovanni Donati: “oltre alla situazione oramai drammatica dell’archivio storico dove 90 giorni per un appuntamento non bastano, rilevo anche l’impossibilità di accedere agli uffici di urbanistica ed edilizia. Chiediamo che questi ultimi siano riaperti regolarmente alla presenza dei professionisti e aperture straordinarie dell’archivio storico”.

L’assessora Francesca Lucherini:abbiamo destinato l’intera mattinata del mercoledì alla consultazione delle pratiche edilizie e un nuovo addetto all’archivio. Stiamo dunque facendo il possibile, costretti anche a tenere presente gli spazi di via della Fiorandola, che per le normative anti-Covid non possono ospitare più dipendenti di quelli che attualmente vi sono. Adesso abbiamo individuato due grandi stanze all’ufficio edilizia dove destineremo due dipendenti amministrativi: in base alle richieste e prenotazioni vi verranno portate alcune pratiche dall’archivio storico per la relativa consultazione. L’auspicio, in base anche alle stime che abbiamo fatto, è dimezzare le tempistiche. L’ufficio edilizia non è assolutamente chiuso, i tecnici devono lavorare in smart working ma seguono ugualmente l’istruttoria delle pratiche. A breve ci saranno due nuovi geometri a tempo indeterminato a sostegno degli attuali. Altri due a tempo determinato valuteremo come distribuirli”.

Alessandro Caneschi ha chiesto come mai le recenti celebrazioni del 25 aprile si sono svolte senza il gonfalone del Comune. “Quali motivazioni hanno indotto tale mancanza? Nei canali istituzionali del Comune non è stata data alcuna notizia della ricorrenza”.

Il sindaco Alessandro Ghinelli: “in una lettera che il prefetto ha inviato, a ridosso del 25 aprile, a vari soggetti tra cui i sindaci della provincia, Sua Eccellenza ha fatto presente che le celebrazioni sarebbero dovute avvenire, a causa della situazione attuale, in forma necessariamente limitata ai primi cittadini, a un rappresentante della Confederazione provinciale fra le associazioni combattentistiche e partigiane, a un esponente delle forze di polizia e delle polizie locali, comunque escludendo la presenza della popolazione. Dinanzi a questa impostazione, che personalmente ho trovato corretta, ho valutato attentamente e successivamente ritenuto di non fare uscire il gonfalone del Comune in mancanza della Provincia che non avrebbe potuto esporre il suo. Non è stata certo una mancanza di rispetto nei confronti del 25 aprile ma una scelta di correttezza nei confronti della Provincia stessa. Per quanto riguarda la deposizione dei fiori e delle corone a cippi e monumenti significativi, questa avviene in genere a luglio in occasioni quali l’eccidio di San Polo e la liberazione della città. Adempimenti a cui non mancheremo”.

Francesco Romizi: “stiamo svolgendo questo Consiglio Comunale in corrispondenza di un’assemblea delle rappresentanze sindacali che discutono delle questioni poste dalla presente interrogazione. Per il 2021, il piano delle assunzioni prevede infatti 5 nuovi dirigenti e 7 dipendenti. Perché si continua a perseguire questo tipo di politica e non si fa riferimento invece alla proposta alternativa dei sindacati dove si sottolinea proprio la carenza di personale in tanti uffici e si richiede semmai la creazione di posizioni organizzative e non dirigenziali”?

Il sindaco Alessandro Ghinelli: “le nuove assunzioni, in realtà, riguardano solo 2 dirigenti a tempo determinato, a fronte di due pensionamenti a tempo indeterminato avvenuti nel 2020, mentre 3 sono già inseriti in organico. Il fatto che uno di questi nuovi dirigenti sarà destinato a quello che io ritengo un mio punto di forza, la creazione di una centrale unica di committenza per il Comune di Arezzo, dà il senso della ratio di questo tipo di scelte. L’obiettivo è evitare la parcellizzazione di acquisti e appalti e una dispersione delle risorse poco produttiva. Un nucleo operativo nuovo di questo tipo avrà la funzione di economizzare e ottimizzare iter, tempi e risposte. Abbiamo voluto poi rimettere mano a una macro-organizzazione, quella impostata nello scorso mandato, che non ci aveva soddisfatto fino in fondo, riportando a un unico livello tutte le dirigenze e costruendo per alcune di esse meccanismi virtuosi. Non sempre è possibile, inoltre, con le sole posizioni organizzative dare quel livello di responsabilità che può invece garantire una posizione dirigenziale”.

Valentina Vaccari ha chiesto che il sindaco ponga immediata attenzione allo stabile di via Filzi, “oggi insicuro a seguito degli atti vandalici di cui è stato oggetto ma che resta un edificio ampio e versatile, da destinare magari a un polo sportivo e didattico che potrebbe costituire il centro di in un circuito virtuoso, con altre scuole del quartiere, per la valorizzazione di Saione”.

Il sindaco Alessandro Ghinelli: “il percorso per la realizzazione della nuova caserma della PM è oramai avviato, c’è un soggetto aggiudicatario e questa sarà la futura destinazione. Per quanto riguarda gli atti vandalici citati nell’interrogazione, li ritengo ovviamente ingiustificabili e se un edificio comunale è stato occupato abusivamente non sarà tollerato”.

Poi ci sono stati gli interventi sulla soddisfazione o meno delle risposte ricevute a precedenti interrogazioni da parte di assessori.

Michele Menchetti ha ricordato come ancora non ci sia stato alcun incontro tra il sindaco e Paolo Giusti, il cittadino coinvolto in una querelle giudiziaria con il precedente comandante della PM. “Ghinelli sembrava averlo anticipato in occasione di precedenti Consigli Comunali”.

Giovanni Donati ha rilevato la sostanziale “non risposta” dell’assessore Marco Sacchetti in merito alla sua interrogazione sulla tutela della frazione del Bagnoro dagli allagamenti causati dal reticolo secondario. “Mentre in merito alla mia interrogazione sui cimiteri periferici, rilevo dalla risposta fornita come per la Multiservizi si possa solo parlare di mancanza di organizzazione e scelte discutibili”.

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