Cittadini in comune: "A quando la fine della stagione delle varianti?"

L'intervento è quello della lista civica Cittadini in comune per cambiare, gruppo di opposizione in consiglio comunale a Bibbiena

Gianni Galastri

La dura vita dell’opposizione in consiglio comunale a Bibbiena.

E’ così che inizia una nota stampa che porta la firma della lista Cittadini in comune per cambiare, coalizione che durante la scorsa tornata elettorale ha appoggiato la candidatura di Gianni Galastri alla poltrona di sindaco. 

Lo spunto arriva all’indomani dell’ultima seduta del consiglio comunale che si è svolta lo scorso 11 ottobre.

“Abbiamo presentato tutta una serie di interrogazioni ed un importante ordine del giorno che però non sono stati messi in discussione vista la “complessità ed importanza” dei temi già calendarizzati nel consiglio; li affronteremo la prossima volta. 

Abbiamo cercato di analizzare dal punto di vista tecnico giuridico gli argomenti trattati, soprattutto in materia di urbanistica, evidenziando come la stagione delle varianti non fosse ancora finita e come il loro uso eccessivo si prestava, da un lato, a dare corso a profili di illegittimità e dall’altro a pericolosi precedenti. Non abbiamo avuto risposte di sorta.

Esemplificando meglio: il comune stipula una convenzione con un privato che prevede che vengano realizzate tutta una serie di opere pubbliche  di urbanizzazione primaria decisive per il paese a fronte della realizzazione nell’area lottizzata di immobili per civile abitazione. La legge prevede alcuni punti fermi: durata decennale della convenzione,  prorogabilità per legge della stessa (massimo tre anni),  fidejussione a garanzia del fatto che il privato realizzi anche le opere di interesse pubblico.

È scaduta la convenzione decennale, è scaduta la proroga prevista dal “decreto del fare” ma nessuna opera di interesse pubblico è stata realizzata né è dato sapere quando tali opere saranno realizzate.

Abbiamo auspicato durante la discussione in consiglio che il comune  in situazioni analoghe, mettesse dei punti fermi indicando al privato un termine ben definito entro cui le opere di interesse pubblico dovranno essere effettuate pena, in caso contrario, l'escussione della fidejussione. Ciò per due motivi, il primo perché, la mancata escussione della fidejussione potrebbe configurare danno erariale ed il secondo perché genererebbe un pericoloso precedente : nel nostro comune si possono firmare tutte le convenzioni e prestare tutte le fidejussioni del caso, tanto poi  le convenzioni si prorogano all’infinito e  le fidejussioni non si escutono. Ovviamente la convenzione è stata prorogata, sul presupposto che vi fosse interesse pubblico nel continuare a dare efficacia allo strumento urbanistico al fine di riscuote l’IMU ed i possibili oneri di urbanizzazione collegati. Tale motivazione, per altro legittima ed in parte anche condivisibile,  non è tuttavia in alcun modo in contrasto  con la pretesa del rispetto della convenzione sottoscritta anche escutendo la fidejussione prestata a garanzia.

Non vediamo in tutto ciò “l’interesse pubblico” che dovrebbe guidare l’azione amministrativa di un comune. Forse, come ha detto il sindaco Vagnoli, la nostra è una visione più restrittiva dell’argomento  mentre l’amministrazione avrebbe una visione più liberista volta ad ottenere consenso elettorale… questo non è liberismo a nostro avviso, ma mancato rispetto di regole ben precise dettate dalla legge.

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Ci auguriamo quindi la fine della stagione delle varianti, a cui possa finalmente seguire una stagione caratterizzata da un’urbanistica più coerente ed organica su tutto il territorio al fine di consentire alla nostra amministrazione di essere liberista nel rispetto delle regole vigenti".

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