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"Cinghiali record, pericoli in strada e danni insostenibili all'agricoltura"

La nota di Stefano Mugnai di Coraggio Italia: " La situazione è palese nelle città ed è diventata insostenibile nelle campagne con danni per almeno 200 milioni di euro all'anno alle produzioni agricole"

Foto di repertorio

"Ho voluto subito accogliere l'appello locale Toscano e Nazionale che si è alzato da tutti gli agricoltori per fermare l'invasione da cinghiali. In Italia secondo le stime della Coldiretti il problema è inquietante: il numero degli ungulati in Italia sarebbe aumentato del 15% nei mesi della pandemia Covid, quando l'emergenza ha ridotto la presenza dell'uomo negli spazi aperti. In Italia hanno raggiunto la cifra record di 2,3 milioni di esemplari. La situazione è palese nelle città ed è diventata insostenibile nelle campagne con danni per almeno 200 milioni di euro all'anno alle produzioni agricole, ma viene compromesso anche l'equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali in aree di pregio naturalistico con la perdita di biodiversità sia animale che vegetale - sostiene la Coldiretti". Attacca così il vice presidente vicario del Gruppo Coraggio Italia alla Camera dei Deputati Stefano Mugnai.

"Sulle strade italiane - dice Mugnai - negli ultimi quattro anni, ricorda la Confederazione italiana agricoltori (Cia) sui dati Asaps, si sono verificati 469 incidenti causati da animali, con 830 segnalazioni di feriti gravi. Sono morte 56 persone, 16 solo nel 2020 nonostante la minore circolazione per effetto delle restrizioni Covid. In Italia, sempre nel 2020 (157 incidenti significativi, 215 feriti seriamente e 16 morti), è la Lombardia a detenere la maglia nera con l'11% di incidenti con il coinvolgimento di animali. Seguono Emilia-Romagna (10%), Piemonte (9%), Abruzzo e Campania (8%), Toscana e Liguria (6%); Veneto, Lazio e Sardegna (5%). Inoltre, l'85% degli incidenti tra il 2018 e il 2020, sono da attribuire agli animali selvatici e solo il 15% a quelli domestici. Contrariamente a quanto si possa pensare, poi, si sono verificati per lo più di giorno (78%) e per il 97% sulla rete ordinaria; su autostrade e strade extraurbane principali solo per il 3%".

"Oltre 8 italiani su 10 (81%) pensano che vada affrontata con il ricorso agli abbattimenti, soprattutto incaricando personale specializzato per ridurne il numero secondo il sondaggio Coldiretti/Ixè. Un allarme condiviso, sostiene la stampa, dall'Autorità per la sicurezza alimentare Europea (EFSA) che ha lanciato un appello agli Stati dell'Unione Europea chiedendo misure straordinarie per evitare l'accesso dei cinghiali al cibo e realizzare una riduzione del numero di capi per limitare il rischio di diffusione di malattie come la peste suina africana (psa). Per questo nella mia interrogazione ho chiesto di sapere quali azioni intendano intraprendere il Governo ed i Ministeri competenti per andare incontro rapidamente alle richieste degli agricoltori ; quali interventi intenda prevedere il Governo per tutelare la sicurezza dei cittadini nelle città e nei paesi, viste le ultime pericolose e frequenti invasioni da cinghiali ed infine se non sia opportuno coinvolgere la Conferenza Stato - Regioni vista la valenza nazionale del pericolo. Non è più possibile rinviare il problema. Va subito affrontato e risolto con il contributo di tutti coloro che vivono questa situazione, per uscirne così al più presto".

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