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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Politica Anghiari

"Sì alle opere pubbliche, no al bilancio: si mettono le mani nelle tasche dei cittadini"

Mario Checcaglini capogruppo di Anghiari Unita, opposizione ad Anghiari, spiega le scelte dell'ultimo consiglio comunale

Nota di Mario Checcaglini capogruppo di Anghiari Unita.

"Il voto positivo sul piano triennale delle opere pubbliche – si legge – è coerente con la volontà del nostro gruppo di contribuire far confluire ad Anghiari le importanti risorse che il PNRR, piano nazionale di ripresa e resilienza, stanzia anche per le opere pubbliche di cui i comuni hanno necessità.

18 milioni di investimenti in tre anni che altrimenti non sarebbero mai possibili per il comune di Anghiari che può vantare una capacità di contrarre finanziamenti di poco superiore ai 300 mila euro ogni anno e che ha già un debito superiore ai 5 milioni di euro.

Realizzare parcheggi, rigenerazione di spazi pubblici, sistemare finalmente piazza Baldaccio e piazza IV Novembre, realizzare le opere edili che migliorino le scuole non sarebbero possibili senza il piano straordinario di interventi che il Parlamento ha approvato.

La critica che abbiamo formulato – continua Checcaglini – ha riguardato semmai la pressoché assenza di interventi nelle frazioni. Mi riferisco a luoghi importanti e popolati, come San Leo, Tavernelle e Motina. Anche questi luoghi hanno necessità di interventi di riqualificazione che migliorino la loro vivibilità.

Per le frazioni il piano prevedere solo 70 mila euro da destinare alla realizzazione di un marciapiede a San Leo. Nulla per le altre frazioni.

Sbagliato e colpevole solo se si considera il complesso degli interventi del piano nei tre anni.

Nonostante l’insensibilità dimostrata dalla maggioranza di centro destra sul tema ricordato e la necessità di giudicare i singoli interventi quando approderanno al progetto definitivo non abbiamo voluto negare il consenso del nostro gruppo, continua Checcaglini, ad un piano che può cambiare la vita dei cittadini di Anghiari.

Il voto è stato invece negativo sul bilancio di previsione triennale, 2022-2024.

Innanzi tutto, afferma Mario Checcaglini, si mettono, come si dice, le mani sulle tasche dei cittadini, seppur non in maniera plateale con evidenti incrementi, non evidenti ma diffusi, questo si. Ne indichiamo alcuni, secondo noi sbagliati.

Iniziamo dall’Imposta unica sugli Immobili, l’IMU. Forse non è inutile ricordare che non si paga sulla prima casa e sui terreni agricoli, si paga invece su tutti gli altri immobili. Anghiari applica già dal 2021 l’aliquote massime stabilite dalla legge e l’aliquota è confermata nel 2022 ed è pari all’ 1,08 per mille.

Il nostro gruppo ha chiesto attenzione alle attività economiche in sofferenza. Ha chiesto di ridurre l’aliquota sugli immobili con questa destinazione, allineandola a quelle più ridotte che si applicano sulla stessa tipologia di edifici nella gran parte dei comuni della Valtiberina.

Cresce anche l’addizionale IRPEF. Non su tutti i redditi, il provvedimento del comune riduce a 10 mila euro la fascia di reddito esente, su cui non si paga, nel 2021 era a 15. Si amplia la platea dei contribuenti che devono versare l’imposta, si amplia a redditi minimi e per giunta quando il dibattito pubblico si attesta sulla necessità di ridurre il peso delle imposte sulle famiglie e sulle imprese. L’aliquota rimane pari allo 0,8%, la massima che consente la legge.

Cresce ancora la Tari, la tassa sui rifiuti. La fattura che il comune prevede di pagare nel 2022 è di 825 mila euro, contro i 752 mila del 2021. Più 73 mila euro. La somma che dovrà essere spalmata sulle fatture del servizio che arriveranno alle famiglie e alle imprese. Eppure l’amministrazione di centro destra anghiarese impunemente continua, anche in questi giorni, a parlare di riduzione dei costi del servizio. Tutt’altro, e le famiglie lo costatano con le cifre che riporta l’F24 arrivato a casa.

Inoltre, la responsabilità della continua crescita dei costi non può che essere attribuita alla stessa parte politica che amministra Anghiari, difatti tutti i comuni capofila dell’Ato, organismo che decide le tariffe, da Grosseto a Siena ad Arezzo, sono della stessa parte politica, il centro destra, della maggioranza anghiarese.

Invece sul lato delle uscite, abbiamo criticato, continua Checcaglini, le scarse risorse destinate al settore turistico e alla cultura. Settori dalla cui crescita si gioca il futuro economico di Anghiari e su cui perciò occorre investire.

Si devono trovare le risorse per questi settori, continua Checcaglini, tra le pieghe di un bilancio di milioni di euro.

Nulla, ciò la cifra indicata è zero; si avete letto bene, zero al settore commercio a sostegno delle sue importanti attività, non ultime quelle di animazione. Ci sentiremo dire che le risorse si troveranno in altri capitoli del bilancio, probabile. Ma indicare zero nel capitolo ad esso dedicato ha un significato, quello secondo noi che alle difficoltà del settore non si attribuisce l’attenzione che merita.

Si prevede inoltre la riduzione della spesa sociale, perlomeno nel capitolo sostegno alle famiglie: il capitolo con questa descrizione passa da 145 mila del 2021 a 2 mila euro di oggi.

Certamente questa la voce nel 2021 era influenzata dalle risorse trasferite dallo stato e dalla regione con i decreti per affrontare la difficoltà delle famiglie per la crisi pandemica, certamente Anghiari non può destinare con il proprio bilancio analoga somma, pur tuttavia soli 2 mila euro su di un capitolo così importante al nostro gruppo apparsa una decisa disattenzione al problema delle famiglie in difficoltà.

Per queste ragioni il bilancio ha ottenuto il netto no del gruppo Anghiari Unita".

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