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Centrosinistra unito per Arezzo, il punto di Convenzione democratica

Il punto di Convenzione democratica Leggere il segno dei tempi, riflettere su quella che può essere definita una rivoluzione elettorale anche nei nostri territori, una rivoluzione che può tingersi di colori reazionari, quelli che vanno dal...

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Il punto di Convenzione democratica

Leggere il segno dei tempi, riflettere su quella che può essere definita una rivoluzione elettorale anche nei nostri territori, una rivoluzione che può tingersi di colori reazionari, quelli che vanno dal populismo al sovranismo; il tema che propongo a una rinnovata proposta di centrosinistra è il superamento di un individualismo coatto, rozzo, che potrebbe trasformarsi in una deriva dalle tinte fosche per Arezzo e il nostro Paese. Già molti mesi fa ammonivo sui pericoli di sovranismo all'italiana. Ora c'è bisogno di unità del centrosinistra non didascalica ma creata da un confronto vasto, serio, culturale, la ripresa di uno studio approfondito e mi ritrovo in pieno nelle recenti parole del filologo Luciano Canfora quando accenna alla frattura tra classe dirigente e popolo del centrosinistra e definisce la dirigenza sconfitta come " ?adoratori della velocità, spesso incolti ", io aggiungo inclini alle forme modaiole. Ho seguito in ascolto il percorso della direzione provinciale del PD aretino e mi colpivano gli accenti, i suoni fonetici, l'uso di termini come " sentiment ", " storytelling " da parte d'intervenuti che troppo spesso hanno mostrato la voglia smodata d'isolare il PD.

Oggi è il tempo di aprire nei territori un confronto di centrosinistra, senza veti, senza esclusioni, per culminare anche a livello aretino in una nuova Gargonza, come mi ricordava sere fa un amico ulivista. Il centrosinistra può e deve rispondere con un programma comune che riconquisti il vuoto civile alla politica della coesione sociale, riesca a ricucire la " città divisa ". La solitudine del cittadino deve ritrovare nel centrosinistra la speranza di una proposta politica all'altezza dei tempi. Oggi dobbiamo riflettere su metodo e struttura, su confronto e sintesi, su scelta di programma comune.

All'individualismo liberale possiamo rispondere con il personalismo comunitario. Alla società liquida e alla polverizzazione popolare possiamo confrontarci sulla società del ben essere e sui territori comunità. Ora riprendere a tessere il programma comune del centrosinistra unito che per la nostra città potrebbe prendere il nome fascinoso diArezzoDemocratica è compito ineludibile.

Si tratta di ripudiare snobismi inutili, vocazioni maggioritarie, isolazionismi ed estremismi negativi. Torniamo a ragionare del bene comune e dei beni comuni, insieme confrontiamoci su cultura, turismo, bellezza della nostra città, dentro e fuori le mura: Arezzo città unita oltre la polverizzazione localistica. Penso allo sviluppo municipale che sappia con la società delle regole ristabilire un patto civico di cittadinanza.

Una nuova alleanza che su beni comuni e partecipate sappia determinare riflessioni e scelte di discontinuità.

Oltre le nostre originalità, nei territori comunità, in questo tempo rivoluzionario/reazionario possiamo dare fiato a una proposta di centrosinistra che riapra il campo a un confronto serio su regole e diritti, sicurezza, ambiente e beni culturali, turismo e sviluppo della città intermodale, formazione continua e lavori socialmente utili.

Il vuoto civile omologa i nostri centri storici e le nostre periferie, espellendo le solidarietà.

Ritroviamo insieme con ArezzoDemocratica la speranza della comunità solidale-

Giuseppe Giorgi Convenzione democratica

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