Centro di cottura unico per le scuole, Popolari: "Il risparmio non può prevalere sulla qualità"

L’amministrazione deve spiegare alle famiglie tutti i dettagli e i vantaggi portati da questo progetto.

La razionalizzazione delle risorse non può prevalere sulla qualità del servizio della mensa, soprattutto se destinato ai bambini. I Popolari per Arezzo, raccogliendo le lamentele e le preoccupazioni di alcune famiglie, esprimono contrarietà al progetto dell’amministrazione di attivare un centro di cottura centralizzato per l’intero servizio di ristorazione scolastica.

Il Comune ha pubblicato un’indagine di mercato per la manifestazione di interesse per un project financing orientato alla realizzazione e alla gestione di questa futura struttura, ma l’associazione evidenzia dubbi sull’opportunità di concretizzare un intervento che sembra orientato esclusivamente al risparmio ma che andrebbe a penalizzare il servizio offerto ai bambini aretini. Una produzione di un numero di pasti tanto elevato da distribuire tra tutte le scuole comunali, infatti, non può essere paragonata per qualità, attenzione e cura alla produzione in piccole realtà o in cucine interne.
Un’ulteriore considerazione dei Popolari per Arezzo riguarda la scelta di ricorrere al project financing che, di conseguenza, sottrae il centro di cottura centralizzato dalla gestione e dal controllo diretto del Comune, favorendo un ulteriore interessamento del privato che renderebbe ancor più marcata l’esigenza del profitto economico.

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"Occorre fornire risposte più precise alle famiglie che pagano le rette per i loro figli - commentano i Popolari per Arezzo, - precisando se questa operazione comporta un reale miglioramento del servizio e in quali termini. Trattandosi di grandi numeri, infatti, quali saranno i tempi di produzione e distribuzione? E cosa sarà fatto per preservare la qualità dei pasti? Se, infatti, per risparmiare qualche euro dovesse essere messa in discussione la qualità e l’efficienza di un servizio tanto importante quale quello della mensa, riteniamo che sia il caso di interrompere il progetto. Numerose famiglie sono in allarme, dunque invitiamo l’amministrazione a fare piena chiarezza".

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