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Caso Caridi, la lettera integrale del sindaco che spiega perché lo ha sollevato dall'incarico

E' stata letta dal primo cittadino in consiglio comunale questa mattina in apertura

Il testo delle comunicazioni che il sindaco ha rilasciato in Consiglio Comunale in merito al mancato rinnovo di Franco Caridi nella figura di Segretario Generale del Comune di Arezzo. Le stesse si sono concluse con l’annuncio dello stesso Alessandro Ghinelli sul nuovo segretario generale. Si tratta di Pasquale Criscuolo, che vanta un’esperienza pluriennale in molte amministrazioni locali e proviene dal Comune di Genova.

Comunicazioni del sindaco

Signor Presidente del Consiglio, Gentili consiglieri,

desidero con questa nota rendere edotto questo Consiglio Comunale circa i fatti e le considerazioni, di ordine amministrativo e politico che hanno condotto, il 12 gennaio u.s., alla richiesta all'apposito ufficio del Ministero degli Interni di attivazione della procedura per la nomina di un Segretario Generale nel Comune di Arezzo, nonché gli sviluppi e gli esiti di tale procedura.

Per ben comprendere quanto avvenuto pare il caso di ricordare in estrema sintesi quanto contenuto nel TUEL, all'art. 99, a proposito dell'istituto della “Nomina”.

Testo integrale dell'art. 99 del TUEL

Vale la pena anche di sottolineare la distinzione che in tal modo il normatore ha voluto introdurre rispetto all'istituto della “Revoca” oggetto del successivo art. 100.

Testo integrale dell'art. 100 del TUEL

Risulta dunque evidente che è il legislatore che, a monte, ha stabilito che il Segretario Generale cessa il suo incarico alla scadenza del mandato, riconoscendo il diritto insindacabile del Sindaco di nominarne un altro. Casomai quindi è la riconferma che è un caso eccezionale a fronte di un fisiologico ricambio. Tanto fisiologico e auspicabile che il legislatore ha previsto l'istituto della cessazione automatica ex lege alla cessazione di ciascun mandato.  Nel frattempo il Segretario già cessato ex lege prosegue in regime di prorogatio fino alla nuova nomina. Come dire che il Segretario è stato rimosso dal legislatore e non dal Sindaco, che casomai avrebbe potuto “rinominarlo”. Preciso che la scelta del legislatore di prevedere la decadenza automatica del Segretario alla cessazione del mandato del sindaco, è passata indenne al vaglio di costituzionalità, avendo la Consulta affermato che tale previsione non viola l'art. 97 Cost., non implicando alcuna compromissione dell'imparzialità dell'azione amministrativa, né della sua continuità (potete andarvi a leggere Corte cost., Sent. 22-02-2019, n. 23)

Quanto fin qui riferito, dunque, ritengo possa aiutare a fare chiarezza definitiva circa la

fisiologicità, legittimità e conformità ai principi di buon andamento dell’azione amministrativa della procedura di nomina attivata il 12 gennaio scorso. Risultano pertanto fuori luogo, e fuori norma le richieste di parte della opposizione circa la convocazione d'urgenza della Commissione Controllo e Garanzia. Vadano i consiglieri  che hanno chiesto la convocazione della commissione a “controllare” la legge, prima di parlare e di imbarcarsi in sterili azioni a “garanzia” del nulla.

Si pretende qui di sindacare non un atto del Sindaco, ma una decadenza automatica ex lege.

La richiesta indirizzata al sindaco di motivare una scelta del legislatore denuncia la mancanza di conoscenza del TUEL da parte di chi la pone.

Nonostante l’evidente irritualità della richiesta non mi imporrebbe alcuna interlocuzione sul punto, non intendo sottrarmi ad una breve esposizione delle ragioni che hanno condotto la Giunta alla decisione di non confermare il Segretario. Ricordo a tal proposito che la Giunta nella sua attuale conformazione è stata nominata il 15 ottobre scorso Da quel momento sono state svolte 18 adunanze di Giunta, tutte assistite dal Segretario. Tutte effettuate da remoto, per espressa indicazione del Segretario al riguardo. A tal proposito ricordo che dall'iniziale lock down dell'8 marzo 2020, al 12 gennaio di quest'anno, pochissime sono state le occasioni di incontro della Giunta con il SG, che ha sostanzialmente “gestito” il suo ufficio da casa.

Orbene sul lavoro svolto dal SG nella sua funzione di “dirigente apicale” della struttura amministrativa e tecnica del Comune di Arezzo, la Giunta, intendo la nuova Giunta, non ha mai avuto osservazioni importanti da effettuare. Il rapporto di fiducia tra Sindaco e Segretario, in queste funzioni da lui svolte non è mai venuto meno.

Sulla modalità di esecuzione dell'incarico nella funzione precipua di Segretario Generale del Comune, quindi di garante della legittimità degli atti deliberativi assunti dalla Giunta, e dal Consiglio, invece, numerosi sono stati nel tempo i motivi di perplessità e di disappunto, di più di un componente di Giunta stessa. Ricordo al proposito le numerose occasioni nelle quali le delibere iscritte all'Ordine del Giorno della Giunta, erano prive del prescritto, e necessario parere di regolarità contabile. La circostanza è stata più volte segnalata nel corso della Giunta stessa, a cura dei più attenti assessori che avevano analizzato con cura la documentazione allegata all'atto deliberativo, con il conseguente rinvio della pratica, ovvero, in caso di urgenza per scadenza dei termini, con l'assunzione della delibera in pendenza di un suo perfezionamento successivo. E' tuttavia evidente che un tale comportamento da parte del SG ha suscitato progressivo e crescente malumore da parte della Giunta.

In esito a tale sensazione di disagio si è giunti alla adunanza di Giunta comunale del 12 gennaio.

Iscritti all'ordine del giorno due argomenti, uno del Vicesindaco Tanti, ed uno dell'assessore Lucherini. Una Giunta a tutta prima “facile”, ed “agile”. Nella illustrazione della seconda delibera, quella dell'assessore Lucherini, senza entrare qui nel dettaglio, sorgono dubbi ad alcuni assessori circa la corretta interpretazione della  parte deliberativa. A richiesta specifica al Segretario, questi non riesce a fugare i dubbi sorti in alcuni dei presenti,  e dimostra di non conoscere, se non sommariamente, l'argomento. Sorge spontanea una domanda, che rivolgo direttamente al Segretario: “Segretario, ma lei questa  delibera, l'ha letta?”. La risposta immediata; “No, non la ho letta, ma l'argomento è semplice, e non contiene nulla di particolare”.

Mi dilungo solo un istante per sottolineare, e far comprendere appieno ai nuovi consiglieri comunali, la gravità di tale affermazione. Le delibere che vengono assunte in Giunta, espongono gli assessori e il Sindaco ad una responsabilità civile e penale. Ritengo quindi che il Segretario abbia quantomeno il compito di verificare la corretta istruttoria della pratica, conoscendo il contenuto del deliberato e verificando che vi siano i necessari pareri.

D'altro canto una delibera che configuri una spesa non giustificata da parte dell'Amministrazione, può produrre una richiesta danni da parte della Corte dei Conti, che chiede il ristoro degli eventuali denari spesi in maniera poco consona a Sindaco e Assessori. Ma non al Segretario Generale. Da tali rischi ci si difende in due modi. Un buon Segretario Generale ed una buona assicurazione. Il primo, in generale rende ultronea la seconda.

E' evidente che in esito a tale adunanza ho sentito il dovere di convocare nel pomeriggio dello stesso giorno martedì 12 gennaio, alle 17.00, una Giunta straordinaria, per convenire con gli assessori, il da farsi. Stante la scadenza ormai imminente del termine di tacita conferma del mandato del Segretario, il 4 febbraio, oltre la quale una eventuale sostituzione sarebbe dovuta passare attraverso l'istituto della Revoca, molto più coinvolgente, e stringente, riguardo alla condotta del Segretario stesso, la Giunta unanime ha deciso di avviare la procedura necessaria ad attivare la richiesta al competente ufficio del Ministero degli Interni, per l'apertura della procedura comparativa per l'individuazione del Segretario Generale del Comune di Arezzo.

Tale processo si concludeva alle ore 19.30 circa, ora alla quale firmavo la lettera di richiesta al Ministero degli Interni. Data l'ora, ed il tenore della conversazione, ho ritenuto opportuno fare quella telefonata la mattina successiva.

Il resto è cronaca nota, il Segretario non mi ha voluto rispondere al telefono, c'è stato uno scambio di messaggi whatsapp, tra me ed il Segretario, nel quale, a fronte della gravità dell'atto sostenuta dal Segretario stesso, ho ammesso che l'unico fatto che potevo rimproverarmi era quello di non averlo chiamato telefonicamente prima di firmare l'atto di cui sopra, mancanza di tempestività di cui ho dato spiegazione poc'anzi. Il Segretario è andato poi in Procura a riferire, e ha rilasciato interviste ai giornali.

La procedura è andata avanti nei tempi previsti , sono stati auditi sette aspiranti, rispetto al numero complessivo di domande pervenute (27), ed è stato individuato il profilo più in linea per provenienza, esperienza, caratteristiche professionali e tratto umano con le aspettative dell'amministrazione.

Circa infine i commenti e le dichiarazioni che il Segretario ha voluto fare ai giornali ad esito dell'avvio della procedura indicata, e che mi riguardano personalmente, ho già dato mandato ai miei avvocati di valutare irritualità e contenuto di tali dichiarazioni.

Ritengo con ciò di aver compiutamente ed esaustivamente dato le necessarie delucidazioni e spiegazioni circa la procedura attivata il 12 gennaio u.s., ben al di là di quanto, a termini di legge, avrei dovuto fare.

Grazie per l'attenzione.

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