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Dimissioni presidente pari opportunità, continuano le reazioni. Donne Dem: "Le cose in comune tra Ghinelli e Angiolini"

Una nota pubblica in seguito allo scoppio del caso Angiolini nato da un post Facebook è stato inviato anche dalla Consulta per le Pari Opportunità del Comune di San Giovanni Valdarno

"Vi chiederete cosa c’è in comune tra il sindaco di Arezzo Ghinelli e la presidente, pare dimissionaria, della commissione provinciale pari opportunità Rossella Angiolini.  Il primo, già indagato per la vicenda Coingas, ha cercato di far leva sulla propria posizione di primo cittadino per farsi vaccinare il prima possibile, passando avanti ai suoi concittadini; l’altra, con assoluta spensieratezza, ha messo un post offensivo verso persone di altro credo politico, scherzando allegramente sull’atroce uccisione di Saman, la giovane donna di origine pakistana che è stata vittima di maschilismi feroci; infine, in nome del suo presunto spirito libero, si è dimessa."

Comincia così una nota delle Donne Democratiche tramite la portavoce per la città di Arezzo Giulia Travi che aggiunge: "Hanno molto in comune: un far politica che non ha una vision se non il mettere al primo posto i propri interessi senza lavorare per creare una società più giusta e aperta. Si fermano allo sventolare il famoso motto “prima gli italiani”, che in realtà è “prima io”, rimproverando alle altre forze politiche di non dare soluzioni, quando essi stessi non ne hanno e non ne hanno avute. Per lavorare bene, il primo passo è essere critici verso se stessi per costruire qualcosa. Ricordiamo a Ghinelli che come primo cittadino dovrebbe dare l’esempio virtuoso e avere a cuore la salute di tutti coloro che risiedono nel comune, lasciando il posto per vaccinarsi alle persone più fragili e secondo regole uguali per tutti; a Angiolini che con la chiusura della Casa delle culture sono state abbandonate a se stesse tutte le donne migranti, donne che trovavano in quella casa un luogo di ascolto, incontro, accoglienza che sono gli strumenti fondamentali per un vero processo di inclusione e di rispetto della legge. La criminalizzazione di una religione o una nazionalità riducono in modo semplicistico delle realtà presenti, ma non saranno mai strumenti per far funzionare società sempre più complesse perché multietniche. E’ bene che i rappresentanti del centrodestra facciano un bagno di umiltà ed  entrambi cerchino nel mandato a loro affidato di avere la decenza di rispettare le persone, le leggi e l’educazione. Ben venute, quindi, le dimissioni dell’Angiolini, che nel suo mandato non ci pare abbia fatto gran che."

Una nota pubblica in seguito allo scoppio del caso Angiolini nato da un post Facebook della ormai ex presidente della commissione pari opportunità della provincia di Arezzo è stato iniviato anche dalla Consulta per le Pari Opportunità del Comune di San Giovanni Valdarno che attraverso l'assessora Laura Ermini "esprime profondo orrore e unanime condanna per la vicenda della presidente della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Arezzo. Tutti/e noi componenti della Consulta, uomini e donne, cittadini/e impegnati quotidianamente e costantemente alla lotta a qualunque forma di discriminazione ci ritroviamo profondamente feriti/e dalle parole di Rossella Angiolini. È a dir poco disarmante constatare che, chi come noi ha scelto di vestire abiti che dovrebbero contraddistinguere una certa tipologia di valori e che proprio per gli stessi motivi, viene nominata per ricoprire ruoli istituzionali a tutela delle vittime di discriminazioni, riesca poi in poche oscene parole a denigrare così profondamente l’essere umano in generale e quello femminile in particolare. L’uccisione di Saman rappresenta purtroppo un altro tragico capitolo nella tematica della violenza di genere. Non riusciamo a capacitarci di come sia possibile usare questa tragica, triste vicenda per svilire l’impegno e la passione di chi dedica ore della propria vita a lottare per questi valori. La scelta delle parole da usare, in quanto esseri umani pensanti dovrebbe stare sempre alla base della comunicazione ed evidentemente in questo caso quello che emerge è una scelta offensiva, svilente e terribilmente grave per la quale, opportunamente, sono stati presi provvedimenti seri. Come donne, consigliere, amministratrici e cittadine ci sconvolge l’esternazione social della Presidente della Consulta Provinciale delle Pari Opportunità della Provincia di Arezzo che, con un linguaggio inappropriato e svilente, ha ricondotto una vicenda così tragica ad una questione di politica, diatriba tra destra e sinistra. Del pari ci stupiscono le parole della Presidente della Provincia di Arezzo che, condannando l’esternazione dall’avv. Angiolini, ha comunque voluto rilevare come, a suo avviso, nessuna forza politica si fosse espressa, fino a quel momento, condannando l’efferato omicidio. Umanamente ci chiediamo quando la nostra società abbia assunto come prova della riprovevolezza di un comportamento, la gogna mediatica. Quando la misura dell’umano disprezzo per la barbarie si è legata in maniera assoluta alla pubblica esternazione della condanna, sostituendosi ad un compito sbigottimento ed a un dolore raccolto, rispettoso silenzio di chi non vuol necessariamente ritagliarsi un ruolo da protagonista in una vicenda in cui, purtroppo, il personaggio principale è colui che ha perso la vita. Lasciamo volutamente in conclusione una piccola nota per l’evidente strumentalizzazione politica che La Presidente della Commissione Angiolini fa con il suo post, citando a modo nostro le parole di una famosa canzone di Giorgio Gaber. “Cosa è la destra... Cosa è la sinistra” quando i valori che dovrebbero guidarci nella lotta a queste piaghe dell’umanità, sono universali, trasversali ed imprescindibilmente appartenenti ad ognuno di noi?"

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