Arezzo 2020: "Sui Cas l’assessore Tanti eserciti il suo ruolo e ascolti le proposte per aperture in sicurezza"

La riapertura dei circoli culturali e ricreativi è possibile adottando precise precauzioni per la prevenzione del contagio che, sostanzialmente, sono quelle che valgono per gli esercizi commerciali

Il Cas di Villa Severi

Il protocollo predisposto dalla Conferenza Stato Regioni e la conseguente ordinanza del presidente della Regione Toscana consentono, come per altre attività, la riapertura dei circoli culturali e ricreativi adottando precise precauzioni per la prevenzione del contagio che, sostanzialmente, sono quelle che valgono per gli esercizi commerciali. "Tenere chiusi i Centri di aggregazione sociale e gli altri circoli, nonostante queste norme, ci parrebbe una scelta irragionevole per diversi motivi." affermano i rappresentanti di Arezzo 2020.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

"In primo luogo queste realtà associative costituiscono una diffusa rete che favorisce la ripresa della socializzazione tra cittadini, esigenza quanto mai diffusa dopo il lungo periodo di clausura che tutti abbiamo osservato, della quale si sono fatti interpreti i presidenti dei Cas e di vari altri circoli. In secondo luogo il rischio di contagio, che è bene non sottovalutare mai, può essere adeguatamente contenuto con l’adozione delle misure di prevenzione indicate dalla normativa. Così come per le fabbriche e i negozi, sarà interesse dei presidenti dei circoli aggregativi, anch’essi in difficoltà per la chiusura forzata imposta dalla pandemia, adottare e far rispettare i presidi anti contagio per non rischiare la chiusura dell’attività. Insomma, non bisognerebbe trattare chi gestisce i circoli come irresponsabili che fanno “richieste obiettivamente prive di senso”, perché buona parte degli associati a queste realtà sono gli stessi che, in questo periodo di emergenza, si sono prodigati come volontari nella distribuzione delle mascherine e nella raccolta e distribuzione degli aiuti alimentari. Infine, ridurre queste realtà associative a semplici luoghi dove gli anziani ballano e che, quindi, non vale la pena riaprire, è profondamente sbagliato, perché stiamo parlando di luoghi importanti per la vita della nostra comunità, soprattutto nelle frazioni, al pari dei negozi. Invece di affrontare la questione con semplici “niet”, un buon assessore al sociale dovrebbe, caso per caso, verificare e sostenere, anche economicamente, le soluzioni che i presidenti dei Cas e dei circoli possono proporre per adeguare le loro strutture ai protocolli per la riapertura in sicurezza. Assessore Tanti, ci auguriamo che le sollecitazioni sincere e fattive che in vario modo le arrivano e le arriveranno dal territorio siano tenute in considerazione e la portino ad intavolare un ragionamento costruttivo anche con i circoli culturali e ricreativi presenti ad Arezzo."

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Vasco Rossi incontra Scanzi e Mastandrea: "Saluti dall'Italia, quella bella"

  • Calciomercato dilettanti, la tabella dei trasferimenti

  • Travolta dal marito in retromarcia: è in prognosi riservata

  • Il prof Caremani: "Attenzione, il virus non è più buono d'estate. E i politici diano l'esempio, vedo foto da irresponsabili"

  • Un'altra vittima in moto: scontro fatale per un 61enne. Era presidente del Consorzio Agrario di Ancona

  • Arezzo, già 12 casi di Legionella. La Asl: "Ecco come si può contrarre e come prevenirla"

Torna su
ArezzoNotizie è in caricamento