Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

Caos Pd sui franchi tiratori, Civitella: "Spudorati, gioco al massacro". Donella Mattesini: "Fuori i vigliacchi"

E' bagarre nel partito dopo la mancata elezione di Ginetta Menchetti a presidente della Provincia

La mancata elezione di Ginetta Menchetti a presidente della Provincia di Arezzo ha provocato uno sconquasso all'interno del Partito Democratico aretino. I malumori, manifestati a caldo dalla diretta interessata, sono comuni a quelli di tanti iscritti, sconvolti dall'accaduto: una ventina i franchi tiratori che hanno cambiato voto nel segreto dell'urna rispetto alle indicazioni di partito. E alle sue parole di rammarico

Non si può perdere per tradimento così plateale - aggiunge Menchetti -, chi ha votato contro di me ha giocato sporco. Che significato ha, allora, appartanere a un partito? Sono delusa dalla superficialità di chi non ha votato e costernata di chi ha tradito. E non ha tradito me, ma il Pd. Stare dentro un partito, significa avere dei valori. Qualcuno non li ha.

si aggiungono quelle, pesantissime, del circolo Pd di Civitella, comune di cui Menchetti è sindaco:

Il Pd di Civitella: "Manca l'onestà"

Il Partito Democratico di Civitella, in merito alla sconfitta alle elezioni provinciali di mercoledì 31 ottobre, esprime tutto il sostegno a Ginetta Menchetti la quale si è messa a disposizione del partito con estrema dedizione e impegno per vincere questa difficile sfida.
La sconfitta ci può stare, ma non così, non con queste dinamiche. Quello che è mancato nuovamente nel Pd è stata l’unità e l’onestà. Ancora una volta ci sono stati coloro che organizzano il dissenso contro chi non la pensa nello stesso modo nonostante nei congressi facciano appello a solidarietà e compattezza. Confidavamo, come deterrente, che chi vota o tradisce nel voto sarebbe stato riconoscibile ma ci siamo sbagliati perché non c’è stato pudore, vergogna, né senso di responsabilità che abbia impedito a queste persone delle istituzioni di votare scheda bianca o addirittura Chiassai per non parlare poi di chi non ha partecipato al voto. Siamo un partito ridotto ad una serie di personalismi svuotato di ideali, di spirito di appartenenza, di un sistema valoriale condiviso. Tutto questo ha avuto un prezzo e per quanto ci riguarda è inaccettabile poiché dopo 70 anni abbiamo consegnato una Provincia insignita della medaglia d’oro al Valor Militare per attività partigiana ad una destra estrema e pericolosa.

La nota, firmata dal segretario dell’Unione Comunale Pd Civitella Paolo Randellini e condivisa dal resto della segreteria formata da Lisa Capacci, Mauro Guerri, Monia Amaddii, Michelangelo Vanni, Luca Terrazzi, Francesca Martini e Nico Laurini, si conclude così:

Chiediamo chiarezza perché questi giochi  al massacro non ci rappresentano. I valori e le idee che caratterizzano il centro sinistra devono venire prima dei propri interessi, è necessario che qualcuno risponda di quello che è successo. Fare i conti con la propria coscienza, ammesso che qualcuno ancora ce l’abbia, è dura, ma deve iniziare a farli.

Donella Mattesini: "Che vigliacchi"

A questa durissima presa di posizione, arrivata dopo il comunicato del segretario provinciale Ricci, si aggiunge anche quella di Donella Mattesini, ex parlamentare e presidente dell'assemblea provinciale del Pd, che dice: "Il Pd ha perso, il Pd deve reagire. Alzare di nuovo la testa  ma non con gli occhi chiusi".

Primo obiettivo: dentro gli onesti, fuori quelli che non lo sono. Nessuno pensi a caccia alle streghe ma nessuno s'illuda che anche stavolta la responsabilità non debbano nitidamente emergere. Da troppo tempo assistiamo ad elezioni perdute da noi e non certo vinte dagli altri. Chi ha lavorato contro in modo vigliacco ha tradito l'indicazione unanime espressa dalla Direzione provinciale e, soprattutto, non ha rispettato i legami di sincerità e onestà che devono legare coloro che condividono una casa comune quale dovrebbe essere un partito. Oggi nessuno si nasconda dietro le assunzioni di responsabilità del segretario Albano Ricci. Quelle vere stanno altrove e sono le stesse che hanno messo metodicamente in forte difficoltà il Pd in molte elezioni comunali. In qualità di Presidente dell'Assemblea provinciale sento il dovere anche di chiedere scusa  agli iscritti, agli elettori, ai cittadini che ci hanno dato fiducia. E chiedo scusa a Ginetta Menchetti: non meritava questa sconfitta.

E aggiunge:

Secondo obiettivo:  ricostruire i legami di fiducia con i cittadini. Il Pd non ha perduto solo la Provincia ma ha messo fortemente a rischio la sua credibilità e la sua reputazione. Bisogna ripartire daccapo e dal basso: dalle persone, delle associazioni, dalle forme reali di aggregazione dei cittadini. Va costruito un nuovo progetto politico che faccia leva sul protagonismo dei cittadini e degli elementi migliori della comunità. Un progetto capace di creare una nuova visione di Arezzo solidale e innovativa. Terzo obiettivo: una nuova cultura politica, basata sull'umiltà, sul confronto, sulla ricerca di nuove soluzioni, sul rispetto delle indicazioni assunte e condivise. Senza arroganze: individuali o di piccoli gruppi. Una stagione è definitivamente tramontata. Il Pd dovrà essere capace di costruirne una nuova.

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