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Cantarelli assegnata in affitto alla bulgara Richmart, CasaPound:”Si faccia chiarezza”

Era attesa per la giornata di ieri l’apertura delle buste relative alla gara per l’affitto d’azienda della Cantarelli, storica casa di moda aretina, dichiarata fallita lo scorso maggio dopo l’infruttuoso esito della procedura di amministrazione straordinaria. Ancora i risultati ufficiali non sono stati resi noti, ma dalle indiscrezioni filtrate nelle ultime ore sembra che ad aggiudicarsi la gestione dell’impresa aretina sia l’azienda bulgara Richmart, che già in passato si era interessata all’azienda durante l’iter dell’amministrazione straordinaria. A riguardo è intervenuta CasaPound con un comunicato, esprimendo i propri dubbi per l’accettazione di una proposta che solo pochi mesi fa era stata ritenuta non convincente dai commissari.

“Quello di oggi è solo l’ultimo atto di una storia tragica – dichiara Andrea Perugini, responsabile cortonese di CasaPound - la storia del fallimento della Cantarelli, un’azienda eccellente del nostro territorio completamente abbandonata al suo destino, il cui tracollo ha avuto un impatto economico disastroso non solo nel comune di Cortona, ma in tutta la Val di Chiana e nella vicina Umbria. Basti pensare infatti che lo stabilimento della Cantarelli contava più di 200 dipendenti fino al momento della sua messa in liquidazione. Una storia fatta di lassismo e di disinteresse politico, che ha portato l’azienda in forte crisi direttamente al fallimento, senza che arrivasse il benché minimo aiuto dalla politica per tentare concretamente di risollevare le sorti dell’impresa”.

“Infatti durante i due anni e mezzo di amministrazione straordinaria – prosegue Perugini - l’azione del commissario straordinario Leonardo Romagnoli, di nomina ministeriale, ha lasciato perplessa più di una persona, arrivando addirittura a rifiutare l’offerta di acquisto di Martin Yordanov e del suo gruppo a causa della mancanza delle necessarie garanzie. Peccato che ieri sia stata proprio l’offerta dell’imprenditore bulgaro a risultare vincente all’asta per l’affitto dell’azienda, e viene dunque da chiedersi quali siano stati i motivi del precedente diniego, e soprattutto se una scelta di questo tipo abbia realmente fatto gli interessi dei lavoratori della Cantarelli e del tessuto produttivo locale”.

“Il bando per l’affitto d’azienda – conclude Perugini - prevede infatti una base d’asta di 5mila euro mensili di affitto del capannone di Terontola oltre a 340mila euro per l’acquisto in stock dei 10mila capi rimanenti e dei 94mila metri di tessuto e materie prime nella fabbrica cortonese, richiedendo inoltre l’impegno ad assumere a tempo indeterminato almeno tre ex dipendenti. Delle condizioni molto più sfavorevoli rispetto alla precedente offerta della Richmart rifiutata durante l’amministrazione straordinaria, che aveva proposto l’acquisto del marchio e del capannone oltre all’assunzione di qualche decina di dipendenti per far ripartire l’azienda scongiurandola dal fallimento. Viene quindi da chiedersi quale siano le ragioni che hanno spinto il commissario Romagnoli a questa scelta, e soprattutto se queste non siano ragioni di mera opportunità politica ed economica, garantendo ai nuovi acquirenti delle condizioni di favore attraverso la disciplina, particolarmente favorevole, dell’affitto d’azienda, e sacrificando così gli interessi di centinaia di lavoratori arrivando al fallimento della Cantarelli. Ovviamente ci auguriamo che le ragioni siano altre, e ci impegniamo in prima persona per assicurarci che vengano rispettati gli interessi degli ex dipendenti della Cantarelli, un patrimonio del territorio abbandonato dalla politica, che deve essere salvaguardato e non svenduto per un tozzo di pane”.

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