Campi estivi, De Robertis replica a Tanti: "Non dia colpe alla Regione. E' il Comune di Arezzo ad essere lento"

Dettagliata nota della vice presidente del Consiglio regionale, che spiega: "Noi siamo a posto, forse è il lavoro svolto dall'amministrazione che lascia a desiderare"

"Si legge in un post pubblicato su Facebook dall’assessore Tanti che il Comune di Arezzo attende che si sblocchi la piattaforma regionale per pubblicare i soggetti che quest’estate organizzeranno i campi estivi. La piattaforma regionale della rete dei Suap dei comuni toscani contiene con data 3 giugno le indicazioni su come presentare i progetti per i centri estivi. Consente l'inoltro della pratica al Suap del comune di riferimento, utilizzando lo spid o la carta sanitaria se abilitata. La Regione è a posto – sottolinea la vice presidente del Consiglio Regionale Lucia De Robertis – forse è il lavoro svolto dal Comune che lascia a desiderare". E' polemica sul post di Lucia Tanti, pubblicato ieri mattina alle 11 e che recita:

"Siamo in attesa che la Regione sblocchi la piattaforma per pubblicare tutti i soggetti che organizzano i campi estivi nei Comuni....se da Firenze non risolvono entro stasera, faremo da soli anche questo. Nel frattempo è stato deciso sempre dalla Regione che il "via libera" nella sostanza lo daranno i Comuni e non la Asl (che ha collaborato con grande attenzione e disponibilità). Decisione del 31 maggio. Comuni, tutti, sempre più in trincea e sempre più soli. La responsabilità quindi per la sicurezza sanitaria dei campi estivi è tutta nostra. E tutta ce la prendiamo".

La replica del Pd

"Purtroppo non è neppure la prima volta – sottolinea il gruppo consiliare del Pd - ricordiamo infatti la tempistica con cui è stata gestita  l’erogazione dei buoni spesa, il Comune di Arezzo è stato infatti tra gli ultimi enti locali ad erogarli. Purtroppo le criticità rispetto alla volontà dell’assessore Tanti - anche questa solo verbale - di attivare in tempi brevi servizi di supporto alle famiglie quali i campi estivi sono proseguite. Alcuni dei soggetti interessati all’organizzazione dei campi estivi infatti hanno ricevuto risposta negativa alla richiesta di avere le piantine degli immobili individuati dal Comune per lo svolgimento di tali attività che devono essere obbligatoriamente allegate nella comunicazione al Suap. Diniego che non si giustifica e che si somma all’incertezza e scarsa trasparenza circa l’assegnazione ai soggetti gestori degli immobili individuati dal Comune. Si poteva evitare tutto ciò? Sicuramente sì, come dimostra il Comune di Terranuova Bracciolini che dalle ore 12 del 3 giugno ha consentito alle famiglie di iscrivere i bambini ai centri estivi organizzati dall’amministrazione comunale".

L'attacco di Lucia De Robertis

Sottolinea Lucia De Robertis: "L’assessore Tanti ancora una volta dà alla Regione colpe che non ha. Ma ci siamo abituati: quando non si hanno argomenti per difendersi, generalmente si attacca. Lei dice che si sarebbe scaricato sui comuni l’onere del controllo sui centri estivi per bambini e adolescenti, anziché sull’azienda sanitaria locale. Da ‘buon’ amministratore l’assessore Tanti dovrebbe saper leggere gli atti e i documenti. E allora che legga bene l’allegato 8 al Dpcm 17 maggio 2020, decreto che all’articolo 1 comma 1 lettera c) ha aperto alla possibilità di attivare i centri estivi nel rispetto di quanto previsto proprio nell’allegato 8. Allegato dove sta chiaramente scritto, al punto 3.9 che “il gestore dell’attività deve garantire l’elaborazione di uno specifico progetto da sottoporre preventivamente all’approvazione del Comune nel cui territorio si svolge l’attività, nonché, per quanto di competenza, da parte delle competenti autorità sanitarie locali”.

L’ordinanza della Regione Toscana numero 61 del 30 maggio, cui Tanti fa evidentemente riferimento, in materia di soggiorni estivi dice anche che le modalità di realizzazione delle attività ludiche, ricreative – Centri estivi - per i bambini di età superiore a tre anni e gli adolescenti sul territorio regionale sono svolte, a partire dal 15 giugno 2020, sulla base delle Linee guida di cui allegato 8 del DPCM del 17 maggio 2020, punto 3.9, già recepite con ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 57 del 17 maggio 2020. Si specifica inoltre che i soggetti proponenti attività ludico-ricreative - Centri estivi - debbano sottoporre all’amministrazione comunale territorialmente competente, attraverso piattaforma Suap, come appunto previsto da Dpcm, il progetto tramite inserimento del modulo di comunicazione di inizio attività predisposto dalla Regione e allegato l’ordinanza, proprio per facilitare gestori e comuni a d una realizzazione omogenea dei soggiorni nel territorio regionale. Si prevede che il soggetto gestore delle attività ludico-ricreative - Centri estivi è tenuto a sottoscrivere insieme a ciascuna famiglia dei bambini iscritti il patto di corresponsabilità finalizzato al rispetto delle regole di gestione e delle misure di contenimento della diffusione del contagio epidemiologico da Covis -19, secondo lo schema tipo di cui all’allegato 2 all'ordinanza. Perciò ricapitolando: il Dpcm obbliga i gestori dei centri estivi a presentare il progetto al Comune. La Regione ha predisposto una bozza di comunicazione da utilizzare, per facilitare gestori e comuni, nulla volendo (e nulla potendo) modificare di quanto disposto dal Governo. Di suo ha aggiunto, a tutela dei bambini e dei ragazzi, l’obbligo dell’adozione di un patto di corresponsabilità fra gestori e famiglie, perché i centri estivi si svolgano in sicurezza e tranquillità anche in questo tempo del Covid. Domanda: non è che l’assessore Tanti cerchi un qualche pretesto per non far organizzare su territorio queste attività, visto come si è comportata anche rispetto alla possibilità che la Regione le aveva dato di proseguire, con modalità a distanza, le attività dei servizi alla prima infanzia? E’ utile a beneficio delle tante famiglie che attendono l’avvio di questi servizi che il contributo complessivo tra Regione e Comune di Arezzo per l’avvio dei campi estivi ammonta a 200mila euro ma il Comune di Arezzo non ha ancora chiarito quali saranno i costi effettivi a carico delle famiglie ed i criteri di pagamento e copertura delle rette. Ad 11 giorni dall’inizio dei campi estivi è chiara una cosa: l’evidente lentezza ed incapacità a gestire da parte di questa amministrazione anche questi servizi".

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