Campi estivi con 25 gestori e quasi 4.800 posti. Tanti: "Pronti anche per i nidi, ma Azzolina è lenta"

Dal Comune spazi gratis e un fondo per ristorare fino al 30% delle rette. Pronti a riaprire i nidi ma mancano risposte da Roma. Tanti: "Chiedo al Pd aretino di sollecitare il suo alleato e “lento” ministro Azzolina”

Immagine di repertorio

25 associazioni impegnate in altrettante strutture dislocate nelle varie zone della città. Due terzi di queste opereranno negli spazi comunali messi a disposizione gratuitamente. Sono quasi 4.800 i posti per le famiglie nei campi estivi di Arezzo che potranno partire dal 15 giugno prossimo.

A quattro giorni dalla data fatidica l'assessore Lucia Tanti snocciola numeri, dati e progettualità: “Il Comune ha trovato l'accordo con 25 associazioni del territorio con le quali stipulerà altrettante singole convenzioni. Insieme abbiamo predisposto un'offerta complessiva che dà una potenziale risposta fino a settembre a 4.785 bambine e bambini; grazie al lavoro delle associazioni e dell'ufficio scuola - coordinato dalla dottoressa Pepi e al supporto di medici di chiara fama - abbiamo steso protocolli di sicurezza sanitaria tali da dare certezza alla famiglie".

Le strutture e le rette

"Due terzi dei campi estivi saranno organizzati negli spazi comunali che gratuitamente sono stati messi a disposizione, cioè 17 scuole, mentre il Comune parteciperà alle spese per le rette con un contributo diretto che coprirà il 30% del costo di ogni singola famiglia. Ovviamente, maggiori attenzioni saranno dedicate a situazioni di particolari criticità che verranno valutate caso per caso. Per iniziare vi è un fondo, per ora di 152mila euro, comprensivo dei 52mila euro messi a disposizione dalla Regione, che si inquadra all'interno del progetto “Arezzo non molla e riparte”, finalizzato a mettere in campo tutte le iniziative e le misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza economica e sociale creata dalla diffusione del Covid-19".

Le associazioni che organizzeranno i campi estivi

Uisp con sede alla scuola primaria di Olmo; Cooperativa Progetto 5 nelle scuole dell'infanzia infanzia Acropoli, Tricca, Matrignano Staggiano, San Giuliano, Don Milani; primaria San Leo; Hallo Children alla scuola Margaritone; Thevenin alla scuola primaria Leonardo Bruni e alla materna Bastione; Cooperativa Koinè alla materna Pallanca; I Care alla scuola Severi e al centro Ciak; L'Accademia Britannica alla scuola Monte Bianco; Macchia Blu alla scuola IV Novembre e Santa Firmina; nelle parrocchie di Saione, Santa Maria delle Grazie, Bagnoro e Pescaiola; Baseball Arezzo nella sede propria via Simone Martini; Nuovamente alla scuola Chimera; Spazio Seme nella sede propria di via del Pantano; Circolo Tennis Giotto nella sede propria via Divisione Garibaldi; Comitato Scuola Aperta ad Antria e la Chiassa;  Scuderia Pan nella sede propria località Molinelli; Oratorio Santa Croce alla parrocchia Santa Croce - San Gemignano; Vasari Rugby nella sede propria via dell'Acropoli;  Oratorio Don Bosco nella sede propria di San Leo;  Polisportiva Policiano nella sede propria località Policiano; Il Chiodo Fisso nella sede propria località San Firenze; Orange Calcio nella sede propria via dei Pianeti; Aliotti nella sede propria Aliotti;  All Stars nella sede propria località Agazzi; Cooperativa Sociale Maria Teresa Scrilli nella sede propria scuola Sant'Antonio via Trasimeno; Helen Doron al club ippico San Leo;  Associazione Il Mondo di Clè presso la scuola primaria Pitagora località Chiassa Superiore e la scuola dell'infanzia Do-Re-Mi località Antria.

La questione asilo nido

"Saremmo pronti a far riaprire per alcune settimane anche i nidi municipali - ha spiegato l'assessore al sociale e scuola - ma aspettiamo da giorni le linee guida dal Ministero che purtroppo non arrivano. Forse qualche partito che sostiene la maggioranza del governo Conte, farebbe bene a farsi sentire con il suo alleato e "lento" ministro Azzolina - che ci delizia tra imbuti da riempire e banchi da ingabbiare - perché vi è un altro problema emerso oggi e che riguarda settembre, e cioè che la scuola è inginocchiata da due scelte governative: le nuove regole sul distanziamento sociale e la decisione, ad oggi, di non aumentare il personale docente. E' necessario che le famiglie sappiano che se rimangono queste due condizioni insieme, rimodulazioni degli spazi e non investimento nei docenti, la scuola italiana è davvero impiccata e ciò nonostante il lavoro dei Comuni - di tutti per la verità - e del provveditorato”.

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