Bilancio sociale del Comune di Arezzo, quanto mi costi? Voce per voce, come sono stati spesi i 74mila euro

Un documento di Arezzo 2020 evidenzia i passaggi che hanno portato alla realizzazione e alla stampa (a Parma) di libri e opuscoli. Che in questi giorni vengono finiti di distribuire agli aretini

Dopo la pausa forzata per l'emergenza coronavirus si avvia verso il completamento la consegna, casa per casa, del volume e dell'opuscolo intitolato "Il futuro è già qui" alle famiglie aretine. Il primo è un tomo 20x25 da oltre 200 pagine elegantemente rilegato, l'altro la versione "light". L'amministrazione Ghinelli li ha fatti realizzare in migliaia di copie come "Bilancio sociale di fine mandato" al termine del quinquennio di governo cittadino. Un'operazione resa pubblica lo scorso marzo, appena prima del lockdown. Alcune delle opposizioni hanno poi manifestato le proprie perplessità con comunicati. Il movimento Arezzo 2020 ha detto, lo scorso giugno, che l'operazione, considerata mera "propaganda elettorale", è costata 74mila euro; si è aggiunto il Movimento 5 Stelle, che ha fornito qualche altro dettaglio sui costi dell'iniziativa, a distanza di qualche giorno.

Proprio ieri il consigliere comunale Francesco Romizi, di Arezzo in Comune e anima della lista Arezzo 2020, ha tirato di nuovo in ballo l'argomento con un post su Facebook, mostrando pacchi di questi libri all'entrata del municipio.

Questa mattina ho "ringraziato" Ghinelli per il dono.
74.000 euro di soldi pubblici dei cittadini aretini spesi per la sua propaganda elettorale.
E all'ingresso del Comune ci sono scatole piene (foto in copertina) di questo libello elettorale.

La cifra, 74mila euro, ricorre. Ma come è stata calcolata? Lo spiega un documento approfondito di Gabriella Cecchi, realizzato per il movimento Arezzo 2020 durante il lockdown, che è stato poi la base per un'interrogazione in consiglio di Romizi sull'argomento. 

Operazione trasparenza?

Ogni Amministrazine è tenuta, per trasparenza, a una relazione di fine mandato. Piuttosto tecnica e che deve essere mandata alla Corte dei Conti. Magari è questo il "bilancio sociale" inviato agli aretini, a cui ogni Comune non può sottrarsi. Tuttavia la "necessità" dell'operazione viene così smontata.

Appare evidente, sotto il profilo normativo, che la pubblicazione del Comune di Arezzo scorrettamente assimilata a “bilancio sociale” - si legge nel documento - non ha alcuna attinenza con la “relazione di fine mandato” di cui al D. Lgs. 6.9.2011 n. 149, art. 4: unica rendicontazione obbligatoria, da realizzare non oltre 90 giorni antecedenti la data di scadenza del mandato. Redatta dal servizio finanziario dell’Ente (o dal segretario generale) e sottoscritta dal sindaco, tale relazione contribuisce a garantire la trasparenza delle decisioni assunte in materia di entrate e di spese, descrivendo in dettaglio la situazione finanziaria e patrimoniale dell’Ente, il suo sistema di controlli interni, le diverse azioni intraprese per i fini elencati nello stesso art. 4, comma 4. Certificata dai revisori dei conti e trasmessa alle competenti sedi ministeriali nonché alla Corte dei Conti, la “relazione di fine mandato” è quanto di più lontano e diverso si possa immaginare rispetto alla patinata brochure donata agli aretini.

L'affidamento di gennaio

In ogni caso, l'operazione prende corpo. Con provvedimento n. 149 del 23.1.2020, a firma del Segretario generale, si procede con “l’ideazione e la produzione esecutiva di una brochure di circa 180/200 pagine dedicata alla narrazione del mandato di governo dell’amministrazione comunale di Arezzo”, affidata a una ditta di Parma con trattativa diretta: la Unsocial sas. E perché si procede? Questa la spiegazione dell'amministrazione.

“[…] per assicurare a tutti i cittadini e agli stakeholders di riferimento un’informazione originale, coerente con lo stile narrativo dell’ente e pronta per un pubblico sia interno sia esterno al Comune, al fine di diffondere e di veicolare una cultura dei valori e di sguardi al futuro che sappiano mettere al centro del proprio operato l’esclusività del messaggio di fine mandato”.

Il costo? 45.140euro (Iva compresa), di cui 8.488,85 imputati provvisoriamente, in attesa della variazione di bilancio.

I costi di stampa

Il provvedimento n. 315/2020 prevede la stampa nella versione patinata, 2.000 copie, "presumibilmente destinate a soggetti di rispetto” dice Arezzo 2020, e in una versione economica, tipo opuscolo, per la generalità delle famiglie aretine, in 50.000 copie. Viene impegnata una spesa di 25.803 euro, Iva compresa, con affidamento diretto alla ditta Luca Coruzzi. Sempre di Parma.

Con provvedimento dirigenziale n. 496 del 26.2.2020 (a firma del Segretario generale) c'è l'affidamento diretto a favore della cooperativa Futura per il servizio di distribuzione degli opuscoli “presso gli stimati 40mila capo-famiglia della città di Arezzo” per 3.416 euro Iva inclusa. "Evidenziando a latere che la definizione di capo-famiglia è gravemente errata", si osserva giustamente nel documento.

La somma dei costi

E così si possono tirare le fila: ideazione, stampa e distribuzione. Costo totale: oltre 74mila euro.

"Quindi, complessivamente, l’onere a carico del Comune, relativo alla citata pubblicazione, ammonta a 74.359 euro, per quanto si può desumere - conclude il documento - dagli atti faticosamente accessibili, stante la recente soppressione, nel sito comunale, dell’Albo on-line che per oltre un decennio aveva consentito ai cittadini di visionare liberamente i provvedimenti dirigenziali e le deliberazioni degli organi comunali, fatti salvi i casi di riservatezza previsti dalle norme vigenti".

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