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Biblioteca e polizia municipale agli ex macelli. L'opposizione: “Penalizzato il centro storico”

L’amministrazione ha deciso pertanto di aprire sì un nuovo cantiere, ma sempre con le idee confuse, fatto che ci auguriamo non porti a situazioni come quella della scuola materna “Brogi”

Di seguito la nota stampa del gruppo consigliare di opposizione Cittadini al Centro in merito alla nuova destinazione d'uso dell'edificio "ex macelli" situato in prossimità del centro storico di Castiglion Fiorentino.

In uno dei primi consigli comunali dopo le elezioni del 2019, relativamente al famoso “concorso di idee” promosso sul finire del primo mandato Agnelli per ammaliare i cittadini castiglionesi, con una interpellanza “Città al Centro” aveva chiesto chiarimenti sull’esito del concorso per il recupero dell’ex mattatoio comunale e delle aree limitrofe, ma anche contemporaneamente su presunte irregolarità segnalate da alcuni cittadini che avevano inviato a diversi indirizzi di politici locali e ad autorità una lettera anonima. 

In consiglio ci fu risposto che non era possibile fornire informazioni proprio a causa delle indagini sulle presunte irregolarità: da allora è passato oltre un anno, ma le informazioni richieste non sono mai arrivate. 

Nello scorso consiglio comunale del 30 settembre e nella commissione bilancio che l’ha preceduto è arrivata però la notizia che 380.000 euro erano stati destinati al restauro/riuso del complesso dei macelli: anche in questo caso nessuna informazione aggiuntiva, assoluto riserbo, tutto sarebbe arrivato a tempo debito; nello stesso consiglio comunale ci fu anche rimproverato di non “approvare al buio” le numerose variazioni di bilancio , tra cui proprio quella relativa a quei 380.000 per i macelli con destinazione futura ignota. 

Il gran silenzio, teso a fare crescere l’attesa, è durato fino al giorno 5 novembre quando sul sito del comune è stata pubblicata la delibera di giunta n. 217 del 19 ottobre 2020. Erano passati 17 giorni da quando la giunta aveva preso al riguardo la decisione ufficiale, ma ancora 6 giorni fa gli stessi amministratori fornivano notizie parziali e distorte agli stessi organi di stampa. Finalmente la delibera di giunta viene pubblicata, proprio il giorno prima della conferenza stampa che doveva avere l’effetto sorpresa, stupire e affascinare tutti i cittadini con un sistema che a parere nostro è teso a considerare i castiglionesi più sudditi compiacenti che appunto cittadini, ma questa è forse solo la nostra opinione. 

Il grande annuncio degli amministratori recitava più o meno che nessun partecipante al “Concorso di Idee” - sembra 40 studi professionali sparsi in Italia – avesse avuto l’idea giusta, perché questa l’aveva già partorita il Comune e nessuna era parsa tanto valida da poter scalzare quella iniziale. Ci viene quindi da chiedere che senso abbia avuto scomodare tante persone e soprattutto sostenere costi per organizzare concorsi di idee, coinvolgendo oltre ai professionisti partecipanti anche ulteriori figure professionali e politici per la giuria, quando – avendo essa il dono dell’onnipotenza - tutto era già stato sostanzialmente deciso dalla giunta.

La delibera, ancora prima della conferenza stampa del giorno 6 novembre 2020, chiarisce finalmente il senso di certe mirabolanti idee: sindaco e assessori hanno deciso di aggravare ulteriormente l’agonia del centro storico. Si trasferiranno infatti dalle loro attuali sedi agli ex macelli, la biblioteca comunale e la polizia municipale, perché ritenute scomode per la loro fruizione, cancellando e ignorando le motivazioni per le quali due precedenti giunte, esattamente quella di Presentini circa la polizia municipale e quella di Alpini per la biblioteca comunale, avevano investito su quelle sedi con il tentativo di portare all’interno delle mura di un centro storico che già dava preoccupanti segni di crisi , vita e vitalità. Crediamo che la scelta dell’amministrazione sia pertanto fortemente sbagliata e priva di motivazioni valide, specie tenendo conto del fatto che essa comporterà la spesa di una montagna di denaro (importo ancora imprecisato) che impegnerà, oltre a quello attuale, i prossimi 2-3 bilanci. 

L’amministrazione ha deciso pertanto di aprire sì un nuovo cantiere, ma sempre con le idee confuse, fatto che ci auguriamo non porti a situazioni come quella della scuola materna “Brogi” dove i tempi ed i costi sono più che raddoppiati rispetto alle previsioni, tanto che ancora oggi – saltuariamente - si vede pubblicata qualche determina per liquidare costi relativi a quella ristrutturazione; lo stesso dicasi per lo stadio “Faralli” in cui si è sbagliato ad oggi praticamente tutto e tempi e costi saranno tre volte superiori a quelli preventivati. 

Sulla delibera di giunta, che invitiamo a consultare nel sito del comune nell’albo pretorio-online (che se frequentato dai cittadini porterebbe a conoscere meglio l’opera amministrativa condotta in questo paese), ci preme segnalare come sia quantomeno “creativa”; in essa infatti si dice: 

- Atto di indirizzo per l’affidamento del progetto esecutivo e lavori di restauro del Complesso immobiliare degli ex macelli. Ma esiste quindi un progetto preliminare ritenuto valido dalla Giunta onnipotente? chi lo ha redatto? 

- Come si fa a dire che è il progetto di restauro degli ex Macelli e allo stesso tempo avere impegnate solo euro 380.000,00 in bilancio per poi proclamare a giornali e tv che il lavoro ha un costo attualmente imprecisato, ma sicuramente superiore ad un milione di euro? Non sarebbe forse stato più corretto suddividerlo in sequenze successive? E se il progetto definitivo una volta pronto dovesse costare magari 2.000.000 di euro? 

- Viene dato mandato alla responsabile dei lavori pubblici di predisporre un appalto integrato (grande potere): ossia per la progettazione ed esecuzione delle opere, oppure solo della progettazione come sta scritto nel rigo sottostante? 

- Come si fa ad appaltare complessivamente un progetto in cui non esiste attualmente copertura in bilancio se non limitata a 380.000?

A parere nostro qualcosa non torna o è stato omesso, magari per fare una ulteriore sorpresa ai castiglionesi. Tutta la vicenda è sicuramente molto interessante ed aspettiamo di vederne i prossimi sviluppi, soprattutto perché va ricordato che il denaro che si spende è quello dei castiglionesi, quello da tutti (speriamo), versato grazie ai tributi locali che sono nel nostro paese ormai da 10 anni i più alti di qualunque comune della Valdichiana, della provincia di Arezzo e quasi sicuramente della intera Toscana. 

In democrazia, va ricordato, non si spende infatti il denaro di sindaco e giunta, ma quello dei cittadini e a questi va dato conto con indiscutibile trasparenza.

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