Martedì, 22 Giugno 2021
Politica

Banca Etruria, Pd in fermento. Gotor al ministro Boschi: "Parole inopportune su Vicenza"

"Mi permetto di suggerire" a Maria Elena Boschi "maggiore disinteresse, presente e futuro, nell'intervenire in vicende relative alla Banca Etruria". Il senatore Pd Miguel Gotor, bersaniano, non ha apprezzato le parole del ministro al Corriere...

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"Mi permetto di suggerire" a Maria Elena Boschi "maggiore disinteresse, presente e futuro, nell'intervenire in vicende relative alla Banca Etruria". Il senatore Pd Miguel Gotor, bersaniano, non ha apprezzato le parole del ministro al Corriere della Sera a proposito di Banca Etruria, definendo "non consigliabile né opportuno" quanto detto a proposito della "mancata aggregazione dell'Etruria con la Banca Popolare di Vicenza".

Ho letto - scrive su facebook - che il ministro Boschi sul Corriere della Sera interviene sulla mancata aggregazione della Banca Etruria con la Banca popolare di Vicenza. Non mi sembra né consigliabile né opportuno che un ministro della Repubblica si esprima oggi, ad un anno di distanza, su una aggregazione bancaria che spettava allora al Consiglio di amministrazione della banca in cui sedeva suo padre. Se è vero che nella posizione del ministro non si configura alcun conflitto di interesse, mi permetto in ogni caso di suggerire almeno maggiore disinteresse, presente e futuro nell'intervenire su vicende relative alla Banca Etruria, mentre sono ancora in corso indagini della magistratura che è bene proceda nella più totale autonomia e senza indebite pressioni.

Queste le parole di Maria Elena Boschi, riportate ieri dal Corsera.

Come governo abbiamo fatto quello che era giusto e doveroso fare, rispettando regole che l'Europa ci impone. Siamo intervenuti per salvare un milione di correntisti di quattro banche, perché non c'è solo Banca Etruria. Mi fa un po' specie che ci siano degli ex ministri che ora ci spiegano autorevolmente che cosa dovremmo fare, ma che quando erano ai loro posti si sono dimenticati di intervenire. Magari se fossero intervenuti tempestivamente quando c'era la necessità di farlo, oggi non ci troveremmo a dover gestire un'emergenza. Ciò premesso, io ho detto in Parlamento quello di cui sono convinta e lo ribadirei anche oggi.L'ipotesi di un mio conflitto di interessi è a dir poco fantasiosa. Ed è un po' surreale che rispetto a questa vicenda molto complessa e articolata che riguarda la fase che sta vivendo il sistema bancario italiano, si parli solo ed esclusivamente di Banca Etruria, che, anche per le sue dimensioni, ha un ruolo molto circoscritto. Se la cosa non fosse così seria, mi farebbe anche sorridere il fatto che alcuni autorevoli esponenti oggi prendano determinate posizioni, pur sapendo che sono le stesse persone che un anno fa suggerivano a Banca Etruria un'operazione di aggregazione con la Banca Popolare di Vicenza. Se fosse stata fatta quell'operazione credo che oggi avrebbero avuto un danno enorme i correntisti veneti e quelli toscani. Ma sono consapevole di come vanno le cose, so che per mesi si continuerà a parlare di Banca Etruria. Non è una cosa che finisce qui, però so anche che il tempo e la verità stanno dalla nostra parte, perciò non ho paura.

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