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"Violenza in centro? Ragazzi ammassati senz'altro da fare che bere. Ghinelli crei eventi per giovani in periferia"

La proposta degli Under 30 di Azione: "L'obiettivo è decentrare: creando occasioni di ritrovo in aree verdi e spazi all'aperto in altre zone della città, poco vissute. Organizzando concerti e serate alternative, in cui l'attrazione principale non sia l'alcol"

L'intervento in piazza della Badia

Sul caso di violenza del fine settimana in piazza della Badia, con un agente ferito da una bottigliata, interviene il gruppo under 30 di Arezzo in Azione, proponendo soluzioni di “decentramento”.

In una lunga nota i giovani di Azione si dicono "sinceramente delusi dalle dichiarazioni del sindaco che vede come soluzione il fare leva sulla 'moralità' dei baristi, che – a suo dire - non dovrebbero somministrare alcolici. Chiedere a un barista di non somministrare alcolici è giusto solo laddove tale somministrazione sia proibita da un divieto, come nel caso dei gestori dei bar che somministrano alcolici ai minori, che devono essere controllati e sanzionati, come dovrebbe già accadere. La dichiarazione del Sindaco, oltre che illiberale, è anche controproducente e soprattutto irrealizzabile: i baristi fanno il loro lavoro e far leva sulla moralità del barista è ipocrita e di poco spessore politico". Inoltre il problema non si risolverebbe secondo Azione neanche "aumentando i presidi; basti pensare che è stato ferito proprio un membro delle forze dell’ordine presente sui posti oggetto di critica. Non si nega che comunque esista il bisogno di porre attenzione sulla sorveglianza ascoltando direttamente le richieste e indicazioni dei vigili e delle altre forze dell’ordine. Non si nega che una soluzione potrebbe essere, intanto, tenere aperti almeno tutti i presidi esistenti, come ad esempio quello in piazza Guido Monaco che troppo spesso, invece, è chiuso".

Il modo per prevenire la violenza, dicono da Azione, ci sarebbe, "disperdendo gli assembramenti, che ricordiamo non sono solo un problema in era covid. Noi ragazzi in questi mesi abbiamo sofferto e stiamo soffrendo ancora un disagio enorme a causa del fatto che non abbiamo avuto, né lo stiamo avendo ora, alcuna possibilità di trascorrere il tempo libero in modi costruttivi e sani. L'amministrazione comunale deve essere protagonista nel risolvere questo problema offrendo ai giovani aretini una risposta. Arezzo in Azione Under 30 crede fermamente che l'amministrazione comunale debba avere come obiettivo principale quello di decentrare il caos della movida al di fuori del centro storico. Visto da noi giovani Under 30, il problema principale del centro è proprio il fatto che esso costituisce un unico punto di interesse aggregante con la conseguenza evidente di incentivare gli assembramenti e il totale caos che si crea nelle piazze centrali. Crediamo che la prima azione che il Comune debba svolgere per risolvere questo problema sia attuando un processo di sparpagliamento delle masse di giovani al di fuori del centro storico attraverso un’azione di decentramento. Il Comune dovrebbe creare delle attrazioni per i giovani nei quartieri che si trovano nella cinta della città, come vari eventi musicali o serate di cinema all’aperto, dovrebbe riqualificare le zone verdi delle periferie illuminandole e gestendo le erbe infestanti fuori controllo e potrebbe permettere ai gestori dei locali extra centro di creare o utilizzare delle strutture esistenti creando delle piccole isole di attrazione e divertimento, anche tematiche, sparse per tutti quartieri. Questo intervento non aumenterebbe il disagio perché allevierebbe i principali fattori che secondo noi stanno causando l’aumento delle violenze, cioè l’assembramento di troppe persone nello stesso punto e la mancanza di distrazioni al di fuori dell’assunzione di alcolici. Questa può essere una strategia giusta per la comunità giovanile di Arezzo. Ciò, atteso anche il fatto che di fronte a noi abbiamo vari problemi: l’ammasso di persone nel centro che sono, spesso causa di violenze, lo stato di desolazione nei quartieri decentralizzati e la difficoltà dei gestori dei locali della periferia che sono rimati fermi per mesi. Crediamo che questa azione possa dare un vantaggio a tutti i soggetti citati e coinvolti: sia ai giovani, che cercano delle attrazioni al di fuori del centro storico, sia per i residenti stessi del centro, sia per i titolari nelle attività periferiche che si trovano in difficoltà".

Infine, la nota conclude così: "Il divertimento e la presenza di centri di aggregazione delocalizzati dal centro implicano la diffusione del controllo sociale. Il controllo sociale è sicuramente uno dei fattori fondamentali per la gestione della sicurezza e della gioventù aretina in integrazione con la fondamentale azione delle forze di polizia urbana, le quali devono essere sempre rese partecipi dei percorsi inerenti la sicurezza e ascoltate quali cerniera sociale".

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