Un patto municipale per Arezzo. Lettera di Giuseppe Giorgi dal Pd per il Pd

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la riflessione che guarda anche alle amministrative per il Comune di Arezzo

Al di là della notizia, le dimissioni di Albano Ricci, già ampiamente documentate dalla stampa, la direzione provinciale del PD di Arezzo merita conoscenza pubblica e riflessione politica. Provo in poche righe, ovviamente opinabili, a farne esercizio.

Nei pressi del Comitato provinciale ho pensato ad una serata difficile, entrando ho trovato un salone che traboccava di tanti volti, tante storie, tante generazioni che testimoniavano tanta parte della democrazia aretina. Amministratori, dirigenti, militanti, una folla interessata al PD.

Ho scelto il silenzio e ho preferito l’ascolto attento e la redazione di appunti politici, alcuni di questi li declino su questa pagina bianca. La prima emozione che mi ha ghermito vedendo la sala piena: questa bella idea del PD.

Nella serata di dimissioni del Segretario provinciale, ottima persona, colta, perbene, il partito esteso era presente non per un funerale politico ma per marcare una presenza politica. Il momento grave non si è svolto a colpi di recriminazioni, a colpevolizzazioni postume, ma il dibattito si è dipanato lungo la traiettoria del fare futuro. Per troppo tempo il PD si è accartocciato nella sindrome depressiva della sconfitta, nel masochismo di attardarsi a rafforzare il colore giornalistico che tende a evidenziare le divisioni alla stregua di un tribalismo decadente. La Direzione del PD aretino ha invece mostrato una folla attenta e interessata. 

Quante forze politiche aretine avrebbero, in analoghi frangenti, espresso una così formidabile partecipazione?

A tal proposito, prima da cittadino e poi da politico sono indignato per i cori vergognosi intonati dalle destre al risultato delle elezioni provinciali nella Sala dei Grandi della Provincia insignita di medaglia d’oro alla Resistenza. Cori indecenti di cui, eccetto poche lodevoli eccezioni, gli organi di stampa non hanno dato notizia.

Dalla Direzione in poi, insieme, dobbiamo avere la capacità di trasformare la funzione critica in prospettiva politica e l’analisi in proposta. Insieme dobbiamo prendere l’iniziativa e traggo dal dibattito in Direzione alcuni spunti positivi come gli accenti sull’appartenenza ad una comunità che si riconosce, alla idea di una alternativa che io chiamo popolare che unisca su un programma comune tutto il centrosinistra. Ginetta Menchetti ha svolto un nobile, difficile compito e il suo intervento è stato severo e dignitoso. Il tema, ora, all’ordine del giorno del PD, è nel territorio l’organizzazione dell’alternativa popolare. 

Solo la comunità condivisa, l’unità plurale, possono portare questa bella idea che è il PD sulla via dei successi elettorali insieme a tutto il popolo del centrosinistra. Organizziamo nei territori comunità forum sui temi fondamentali del lavoro per tutti, salute di tutti, scuola e formazione eccellenze sociali, turismo e cultura opportunità per lo sviluppo, ambiente destino della persona umana. Proposte da organizzare con incontri aperti che coinvolgano chi è andato via, chi ha votato deludenti forze populiste. cittadinanza diffusa. In Direzione  si è accennato a trasversalismi cattivi, macchiati da accordi contronatura, io dico che ci sono trasversalismi buoni che alla luce del sole possono siglare un Patto, ad esempio, per AREZZODEMOCRATICA, un Patto municipale per Arezzo CITTANOVA e per altre realtà dei territori comunità che andranno al voto. Con nerbo il PD dia il via ai comitati aperti di vallata per il governo municipale. Il trasversalismo cattivo creerà liste civiche populiste attorno a personalità significative, liste civetta con accordi preconfezionati con la destra.

Se quest’ultimo prevarrà, a vincere sarà il circo baraonda dei saltimbanchi che nella Sala dei Grandi hanno insultato il Gonfalone della Provincia insignito di medaglia d’oro alla Resistenza. 

Per orgoglio e dignità il PD aretino deve trovare la via dell’unità plurale per partecipare a una nuova stagione del centrosinistra.

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