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Azioni di tutela del Comune per il processo Coingas-Estra: il dibatto in consiglio comunale

Gli emendamenti illustrati da Romizi sono stati respinti. L’atto di indirizzo di maggioranza è stato approvato con 18 voti favorevoli e 11 contrari

Il documento dei 4 gruppi di maggioranza sulla vicenda processuale Coingas, illustrato da Simon Pietro Palazzo, muove innanzitutto dalla “piena fiducia alla magistratura, al sindaco e nel suo buon operato, certificato peraltro dalle elezioni dell’autunno scorso, e fornisce pieno appoggio alla richiesta della Giunta di sollecitare l’assemblea dei soci di Coingas affinché valuti l’attivazione di un’azione civile separata nei confronti dell’ex amministratore unico di Coingas alla luce delle sue dimissioni del gennaio 2019.

L’invito alla giunta è duplice: valutare innanzitutto il più opportuno strumento giuridico tra la costituzione di parte civile e l’attivazione immediata di separate azioni civili contro quei soggetti nei confronti dei quali è contestato un reato qualificabile come contro il patrimonio della pubblica amministrazione. Valutare inoltre azioni civili di risarcimento danni, anche non patrimoniali, verso tutti quei soggetti cui sono contestati reati di vario genere solo all’esito dell’accertamento in via definitiva della responsabilità penale.

Il documento rappresenta un punto di sintesi a garanzia dell’interesse patrimoniale dell’ente senza indulgere in strumentalizzazioni politiche che muovono da un approccio giustizialista”. I capigruppo di maggioranza sottolineano come in questo modo vengono affidati alla Giunta non uno ma due strumenti per la tutela giuridica ed economica del Comune.

Francesco Romizi: “proponiamo l’eliminazione dal dispositivo della parte in cui si fanno riferimenti politici, anche di attacco all’opposizione, che erano assenti nel nostro atto. Secondo aspetto: nel documento della maggioranza si rimandano alla giunta alcune valutazioni sull’opportunità degli atti da prendere. Se è un atto di indirizzo è semmai il Consiglio Comunale l’organo a cui ricondurle. Per cui chiediamo di procedere immediatamente, prima della prossima udienza preliminare, alla costituzione a parte civile da parte del Comune. Terzo emendamento: chiediamo al punto uno del dispositivo finale di sollecitare l’assemblea di Coingas a deliberare la costituzione a parte civile della società stessa”.

Michele Menchetti dopo aver espresso solidarietà umana verso l’ex amministratore unico di Coingas, ha rilevato che il sillogismo con le recenti elezioni vinte dal centrodestra è discutibile. “Non è che l’esito del voto giustifichi ogni comportamento futuro. Abbiamo cercato inoltre di sostenere la nostra posizione con pareri legali circostanziati che mostrano come quanto richiesto non fosse illegittimo o peregrino”.

Dopo che Simon Pietro Palazzo ha definito “irricevibili” gli emendamenti, Alessandro Caneschi ha insistito “come l’unico atto sia la costituzione a parte civile e derubricarlo come secondario non ci trova d’accordo. È grazie alla costituzione a parte civile che è possibile chiedere l’eventuale risarcimento integrale. Il Comune è la parte lesa e chiedere il ristoro dei danni subiti dovrebbe essere il minimo, ma questa amministrazione, registriamo, non intende procedere in questa direzione. La volontà a questo punto è chiara: attendere i tre gradi di giudizio penale e solo a sentenza definitiva, dopo anni, iniziare un’azione civile che richiederà tempi ulteriori e saremo arrivati a un momento in cui l’interesse verso l’azione di risarcimento sarà venuto meno”.

Marco Donati: “nel 2016, con il decreto Madia, è stato dato seguito alla necessità di tagliare a livello nazionale le partecipazioni in aziende con determinate caratteristiche. Fra queste Coingas. Ma questa azienda ha continuato a esistere e sono state ridefinite le sue funzioni. Per cui la prima valutazione è di carattere generale e muove da questo presupposto. Dopo il precedente atto delle opposizioni, che peraltro non vedeva Scelgo Arezzo tra i firmatari, la maggioranza ha scelto la strada di un documento che cerca di tenere tutto assieme. L’atto di maggioranza, dunque, si sostanzia di contenuti politici che mascherano le divisioni al suo interno. Scelgo Arezzo continuerà ad augurarsi che tutti i soggetti coinvolti escano indenni dalla vicenda, allo stesso tempo ritiene giusto che l’ente sia tutelato e il documento delle opposizioni appariva più funzionale a raggiungere questo obiettivo. Se il Consiglio si ergeva a protagonista di un atto condiviso assumeva un ruolo davvero importante. Dopo di che, dovremo fare uno sforzo in più verso le partecipate, renderle più produttive e adeguate alle esigenze dei cittadini”.

Alessandro Calussi: “desidero sottolineare la bontà di questo atto di indirizzo rispetto al precedente delle opposizioni. Nella sostanza, quest’ultimo costringeva la Giunta a seguire una sola strada, limitativa anche sulla base della normativa codicistica. Il nostro atto dice di costituirsi parte civile in sede penale laddove è opportuno e dove non lo è partire subito con l’azione civile. Una strategia che accorcia i tempi e non li allunga come sostenuto da altri nei loro interventi”.

Giovanni Donati: “se tutti questi problemi non esistevano fin dall’inizio, perché non presentarsi a un Consiglio Comunale, votare contro in un secondo e arrivare a oggi dopo questo teatrino”?

Gli emendamenti illustrati da Romizi sono stati respinti. L’atto di indirizzo di maggioranza è stato approvato con 18 voti favorevoli e 11 contrari.

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