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Mercoledì, 10 Agosto 2022
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“Arezzo città simbolo del collasso del Pd”. Ghinelli: “sindaci civici e di centro destra uniamoci”

All'indomani del ballottaggio tenutosi a Lucca e della vittoria del candidato di centrodestra, il sindaco di Arezzo rivolge un invito ai colleghi amministratori: "riunione in città metà settembre"

Arezzo come modello per una nuova idea di governo per l’Italia. “Sì perché - sottolinea il sindaco Alessandro Ghinelli - nel 2015 siamo stati i primi della Toscana a mandare il Pd all’opposizione. Da allora l’escalation politica di modelli simili al nostro è stata esponenziale”.

Considerazioni che traggono forza dall’esito dell'ultimo ballottaggio toscano, quello vinto da Mario Pardini eletto sindaco di Lucca. Un risultato che mette inequivocabilmente in chiaro il cambio di colore della regione dove, su 10 capoluoghi di provincia, sette sono governati da formazioni civico-centrodestrorse. Per non parlare del panorama provinciale dove 17 dei 33 comuni presenti sono amministrati da giunte che non includono né il Pd né altre realtà di centrosinistra.

“Intendo mettere a disposizione la mia città per un momento di riflessione ma soprattutto di elaborazione, molto pragmatica, per scrivere un nuovo progetto per l'Italia, partendo dalla Toscana - specifica Ghinelli in una nota stampa - Arezzo è stata, nel 2015, la prima città Toscana che ha mandato il Pd all'opposizione e qui, nella nostra provincia, da sette anni a questa parte il Pd praticamente non tocca più palla: sette anni di vittorie, quasi senza interruzione, che trovano nel buon governo la loro ragione e la loro solidità. Dopo le conferme dei bravissimi Vivarelli Colonna a Grosseto, Tomasi a Pistoia e la vittoria di Lucca con il progetto Pardini, la Toscana è diventata la Regione "debole" del Partito democratico. Per noi è chiaro il perché: troppa ideologia e poche risposte concrete, troppa supponenza e vecchiezza e poca lungimiranza. Qui è nato il modello delle liste civiche alleate dei partiti tradizionali che insieme costruiscono proposte di governo nuovo: dall'ambiente alla cultura, dalle politiche sociali alla sanità, passando per economia e turismo. La sintesi di questi anni, di azioni ma anche di pensiero, è già un manifesto per l'Italia che penso si debba mettere a sistema da condividere con i partiti e le realtà civiche perché possa diventare un solido modello di governo aperto al contributo di tutti che valorizzi il centro destra, federi le esperienze civiche, allarghi il campo emarginando una sinistra - Pd e Cinque Stelle- che sono scollegate dalla realtà. I tempi sono maturi per cominciare questa strada proprio da Arezzo dove è stato fatto il primo passo”.

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