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Martedì, 17 Maggio 2022
Politica

Aree interne, fiscalità con il taglio del 30% dei contributi: la Toscana invia proposta al Parlamento

Le dichiarazioni di Marco Niccolai e Vincenzo Ceccarelli (Pd): "Estendere a tutte le aree interne del nostro Paese, non solo a quelle del Sud, i benefici fiscali previsti dal decreto 104/2020"

Estendere anche ai comuni ricompresi nella mappatura aree interne le agevolazioni contributive previste dal decreto legge 14 agosto 2020, n.104 per i territori svantaggiati. Questo lo scopo della proposta di legge al Parlamento, approvata oggi all’unanimità dal Consiglio regionale, il cui primo firmatario è Marco Niccolai (Pd), presidente della commissione Aree interne.

«Questa proposta – ha spiegato in aula Marco Niccolai – nasce dal lavoro fatto in commissione Aree interne attraverso l’approvazione, nell’ottobre scorso e dal confronto con i Comuni. Abbiamo la consapevolezza che lo spopolamento si combatte creando occasioni di lavoro in questi territori e condizioni per lo sviluppo. Occorre quindi il riconoscimento di una condizione oggettiva, di svantaggio rispetto ad altre aree, dove le imprese sostengono costi maggiori. Ci siamo interrogati, quindi, per capire quale fossero gli strumenti più adatti per intervenire sul tema della fiscalità di vantaggio, anche considerato che la Regione non ha competenze dirette in materia. E, in questo senso, la proposta di legge al Parlamento ci è apparsa la più efficace. L’altro interrogativo al quale abbiamo cercato di rispondere è stato: quale può essere la misura più concreta? Certamente quella che il governo Conte ha messo in atto per le aree del Sud nel 2020 ci è sembrata una misura utile perché sostiene chi crea lavoro: questa misura dove applicata ha creato 600mila nuovi contratti lavoro dove è stata applicata nel primo semestre 2021. Una misura immediata e continuativa che sostiene chi crea lavoro e sviluppo. Anche altri Consigli regionali del centro-nord – ha annunciato Niccolai -  vogliono seguire la proposta che la Toscana oggi ha fatto al Parlamento. E’ importante fare presto, perché questi territori hanno bisogno di interventi concreti. Per proseguire – ha concluso – la battaglia per la coesione sociale nel nostro paese e per superare le diseguaglianze territoriali».

«In sostanza – conclude il capogruppo Vincenzo Ceccarelli - si tratterebbe di estendere a tutte le aree interne del nostro Paese, quindi non solo alle aree svantaggiate che, sostanzialmente, sono quasi tutte al Sud, i benefici fiscali previsti dal decreto 104/2020. Quello che chiediamo, quindi, è di applicare, a partire dal 2024, anche ai comuni compresi nelle aree interne l’esonero contributivo. Un ulteriore conferma del nostro impegno costante e trasversale a favore delle aree più svantaggiate, nella logica di una Toscana sempre più forte e coesa».

Se il Parlamento accoglierà la proposta si andrà ad intervenire sul “Bilancio di previsione dello Stato 2021 e pluriennale 2021-2023”, in particolare l’articolo 27 del decreto legislativo 104/2020 che ha introdotto, in favore dei datori di lavoro privati la cui sede di lavoro sia situata in aree svantaggiate, con esclusione del settore agricolo e dei contratti di lavoro domestico, un esonero pari al 30 per cento del versamento dei contributi previdenziali complessivamente dovuti all’Istituto nazionale della previdenza sociale. In sostanza, si tratterebbe di estendere a tutte le aree interne del nostro Paese, quindi non solo alle aree svantaggiate che, sostanzialmente, sono quasi tutte al Sud, i benefici fiscali previsti dal decreto 104/2020.

Si chiede, quindi, di applicare, a partire dal 2024, anche ai comuni compresi nelle aree interne l’esonero contributivo.

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