Agnolucci: "Il Covid corre, ma noi avremmo dovuto correre di più, le istituzioni collaborino"

Secondo il neo eletto consigliere comunale Angiolo Agnolucci della lista Ralli ognuna delle parti in causa ha delle ragioni, ma serve subito una collaborazione costruttive per i malati di Covid e per tutte le altre patologie

Angiolo Angolucci, stimato medico aretino lancia il suo appello da consigliere comunale della Lista Ralli

Angiolo Agnolucci, consigliere comunale di opposizione, eletto nelle fila della Lista Ralli lancia il suo appello. Da medico e quindi addetto ai lavori ha la sua visione sul momento che si è venuto a creare con la litigiosità, speriamo superata, tra il Comune e la Asl circa la gestione dell'emergenza sanitaria. L'appello è affinché le parti collaborino perché secondo lui ci sono ragioni da entrambe le parti e il territorio avrebbe dovuto farsi trovare più pronto a questa seconda ondata.

"Ci sono ragioni da entrambe le parti"

"In un momento così difficile dal punto di vista sanitario, con coinvolgimenti negativi anche economici e sociali, è necessario che le istituzioni pubbliche sappiano dialogare insieme per il bene comune della nostra cittadinanza. La polemica sterile che si è creata tra il Comune e la USL è quanto mai inopportuna. Ci sono ragioni da entrambe le parti. Il sindaco, in quanto autorità sanitaria della città, ha il compito di vigilare sullo stato di salute dei suoi cittadini. Non ha competenze organizzative e quindi non può disporre della organizzazione delle risorse della Usl, né indicarne le modalità. Tuttavia, il sindaco deve vigilare, controllare e verificare che la amministrazione sanitaria funzioni e porti a dei risultati effettivi. Tali risultati non si devono riferire alla sola epidemia Covid, ma devono riguardare anche tutte le altre patologie presenti, nell’ottica di preservare l’integrità della salute dei suoi cittadini. La Usl dal canto suo dovrebbe garantire una organizzazione adeguata all’emergenza Covid, ma anche a tutte le restanti patologie."

"Il Covid corre, noi avremmo dovuto correre di più"

"Proprio per la gravità di questa epidemia, prevedibile già da qualche mese, la risposta della Usl avrebbe dovuto essere più tempestiva. Infatti, oramai è chiaro che il virus corre, ma noi avremmo dovuto correre di più. A fronte di un quadro composito di problemi amministrativi, sanitari, sociali e di budget, l’unica strada è quella della collaborazione costruttiva."

Cosa fare adesso?

"Per questo gli attori coinvolti istituzionali e non, la Regione, la Usl, il Comune e il personale sanitario devono operare insieme una ricognizione delle problematiche emergenti, incentivare la Medicina del Territorio e le cure intermedie, aiutare ad organizzare gli alberghi sanitari e cercare di adeguare i posti letto ospedalieri alle richieste. Mai come in questo momento dobbiamo superare le divergenze e mettere da parte lo spirito litigioso, che non solo non è utile alla dimensione del problema Covid, ma rischia di impattare negativamente anche sui servizi sanitari locali a disposizione del cittadino. Rivolgo un ultimo pensiero a tutti gli operatori sanitari che a vario titolo continuano il loro lavoro nelle strutture sanitarie con determinazione, passione e professionalità. Il momento è grave e lo sforzo è grande. Ognuno di noi però può fare la propria parte, rispettando sempre le regole di sicurezza: corretto uso della mascherina, igiene delle mani e distanziamento sociale."

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