Alloggi per emergenze sociali, Rossi e Cornacchini: "Presto due abitazioni senza barriere architettoniche"

“L’assessore alle politiche della casa Tiziana Nisini ha risposto all’interrogazione che avevamo formulato, relativa alle problematiche legate ad Arezzo Casa, alla gestione degli alloggi di emergenza per i disabili e all’avvio di una ricognizione...

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“L’assessore alle politiche della casa Tiziana Nisini ha risposto all’interrogazione che avevamo formulato, relativa alle problematiche legate ad Arezzo Casa, alla gestione degli alloggi di emergenza per i disabili e all’avvio di una ricognizione straordinaria e immediata tra coloro a cui è stata assegnata un’abitazione al fine di appurare se gli stessi ne abbiano ancora diritto" con queste parole Angelo Rossi e Meri Stella Cornacchini (OraGhinelli) tornano a spron battuto sulla questione delle abitazioni popolari e soprattutto per quanto riguarda gli alloggi per disabili.

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Rossi e Cornacchini"Ci siamo mossi proseguono i due consiglieri comunali - a seguito di articoli apparsi sulla stampa dai quali emerge che il Comune non dispone attualmente di alloggi di emergenza in grado di ospitare i disabili in difficoltà. Non avere una disponibilità per situazioni di emergenza è a nostro avviso una grave mancanza per un’istituzione che ha l’aspirazione di essere civile e solidale. Ma la cosa risulta francamente inaccettabile se consideriamo che il Comune, tramite Arezzo Casa, allo stato attuale ha assegnato negli anni ben oltre 1.000 abitazioni, un numero sicuramente notevole se si rapporta alla grandezza della nostra città che a stento raggiunge i 100.000 abitanti.

Oltretutto è noto che esiste una lista d’attesa di molte centinaia di famiglie aventi diritto, una speranza vana visto che sono rarissimi i casi in cui qualcuno decide di abbandonare l’abitazione e l’unico modo possibile attualmente per una nuova assegnazione sembra sia quello del decesso del precedente occupante. La domanda quindi che è sorta spontanea è se questo ‘esercito dei mille’ a cui è stata assegnata nel corso dei decenni un abitazione, al prezzo che ricordiamo varia tra i 40 e i 140 euro mensili, mantenga tutti i requisiti necessari per usufruire di un’abitazione popolare a prezzo agevolato o se tra loro esistono casi che di fatto negano la disponibilità di una casa che potrebbe andare a chi ne ha realmente bisogno". E sono proprio i due consiglieri a rendere pubblica la risposta dell'assessore alla loro interrogazione: "a oggi il Comune di Arezzo – ha tenuto a specificare l’assessore – ha costituito una quota di 23 alloggi ERP destinati all’emergenza sociale. Trattasi di alloggi di piccolo taglio, da 28 a 50 metri quadrati, utilizzati a rotazione per fronteggiare casi di particolare disagio, segnalati dal servizio di assistenza sociale". L'assessore ha ritenuto di fondamentale importanza che vadano monitorati i tempi di permanenza delle persone/nuclei familiari che li occupano, al fine di mantenere il previsto criterio di transitorietà. Il timore è che questi siano diventati e possano diventare alloggi definitivi. "L’assessore - concludono i due consiglieri - ha ritenuto inoltre opportuno prevedere di inserire ulteriori alloggi di emergenza destinati a categorie particolarmente deboli quali i disabili. Tenuto conto che a breve confluiranno nel patrimonio dell’amministrazione comunale due alloggi privi di barriere architettoniche in Piazza San Gemignano, uno di questi, se non entrambi, sarà inserito tra gli alloggi di emergenza sociale. Riguardo alle verifiche a tappeto sugli assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica, è stata confermata l’intenzione dell’amministrazione comunale di rafforzare i controlli. Saranno altresì organizzate assemblee pubbliche sul territorio i cui destinatari sono i cittadini che abitano negli alloggi. Le date non sono ancora state fissate ma la popolazione interessata verrà avvisata mediante adeguata comunicazione”.

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