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Nomine Asl, Agnolucci e Seppia: "Bene, ma mancano risorse per investimenti e figura provinciale"

I due politici aretini, tra cui Agnolucci medico Asl in pensione e consigliere comunale, sono perplessi del fatto che queste nomine aretine ai vertici possano veramente significare un cambiamento

"Abbiamo appreso con entusiasmo la nomina ai vertici della Asl della dottoressa Antonella Valeri come direttore amministrativo e della dottoressa Patrizia Castellucci direttore dei servizi sociali. Entrambe due ottime professioniste, con anni di esperienza, capaci di azioni concrete e che sicuramente porteranno avanti il loro impegno con efficacia e dedizione in settori strategici per l’azienda; di cui, la gestione dei finanziamenti del Pnrr e garantire l’aspetto sociale per una popolazione che invecchia e dove aumentano le povertà ed i bisogni. Nonostante questo, la nomina delle due professioniste aretine non riesce a rappresentare un cambio di passo nella strategia della Azienda sud est, come dichiarato dalla vice sindaca Tanti. Sicuramente sapranno amministrare meglio di come è avvenuto nel passato le risorse che sarebbero dovute spettare alla sanità aretina."

Comincia così una lettera di Angiolo Agnolucci e Mauro Seppia che analizzano le novità sulle nomine nella sanità dell'Asl Toscana Sud Est. Da qui poi il calcolo di quanti investimenti spetterebbero alla provincia di Arezzo e di quanto vecchio sia l'ospedale San Donato.

"Secondo un calcolo della popolazione, ad Arezzo, per quota capitaria, dovrebbero spettare oltre il 40% degli investimenti, mentre ci risulta che negli ultimi anni la cifra spesa per la nostra sanità sia stata di molto inferiore. Un cambio di passo, reale, legittimo e riconosciuto, passerebbe dall’investimento che questa azienda potrebbe sostenere nell’ottimizzare le proprie strutture. Il San Donato è un presidio anagraficamente vecchio, il più vecchio della Toscana, con una struttura muraria che ha necessità urgente di modifiche importanti: mancano servizi essenziali, ci sono carenze di personale che impediscono il corretto svolgimento del lavoro, nonchè stiamo aspettando dal 2010 la ristrutturazione delle sale operatorie e dal 2020 l’hospice. Quanto mai frammentato e debole è il progetto di rete tra gli ospedali periferici, per non parlare dell’ottimizzazione dei servizi nel territorio."

Le difficoltà di accorpamento nell'Asl Sud Est

"La Regione Toscana, quando nel 2015 pensò alla ristrutturazione delle Asl in tre sole aree, come modello strutturale prese d’esempio l’area centro, sua caratteristica, più che un accorpamento di usl stesse, era già un’area metropolitana facile da gestire, mentre l’area sud est, con il suo territorio vasto, con una rete viaria carente e con realtà socio culturali molto differenti, rappresentava un esempio di difficile governabilità, con distanze tra un punto e l’altro superiori ai 260 km da percorrere in non meno di 4 ore."

Abbiamo più volte sottolineato come il primo vero cambio di passo nella gestione della Asl Sud Est potesse essere un cambio nella governance, con la presenza di una figura provinciale, che con un budget disponibile, potesse essere più vicino possibile al territorio di riferimento coadiuvato da un consiglio dei sanitari, con un ruolo determinante nella organizzazione della gorvernance. Proprio su questo ultimo punto abbiamo sentito la mancanza di un interesse dei nostri rappresentati regionali, di qualsiasi schieramento, per lo più interessati a difendere o attaccare a seconda delle fasi elettorali i vari momenti di difficoltà che l’azienda stessa stava attraversando.

La presenza del sindaco

"Lo sviluppo della organizzazione sanitaria di Arezzo è frenata anche da una carenza istituzionale importante nella figura del suo sindaco. In questo contesto così delicato, il poco interesse da parte del sindaco non ha certo aiutato. Ghinelli, quale autorità sanitaria, non ha possibilità di entrare nel merito della organizzazione della Asl, ma è il responsabile delle condizioni di salute della popolazione del suo territorio, ha il compito di vigilare, e monitorare se esistono carenze o difficoltà, ha il dovere di valutare e segnalare efficacia ed efficienza dei servizi erogati. Chiediamo che tali sforzi non siano solo racchiusi in un tempo ben specifico chiamato “campagna elettorale”. Le azioni di forza dei sindaci di altri comuni della stessa nostra Asl hanno portato ad ottenere ciò che dovrebbe essere offerto ad ogni cittadino, per garantire il loro “diritto alla salute” con strutture e servizi migliori. La denuncia di un impoverimento dei servizi erogati ai cittadini ha addirittura una data, il 2017. In un’assise abbastanza partecipata, il Comune di Arezzo, organizzatore stesso dell’evento, si prodigò di farci sapere quanto l’offerta sanitaria cittadina fosse in pericolo e che già ci fosse una carenza ben definita. Ad oggi, dove è finita quella denuncia? Cosa è stato fatto, nella realtà dei fatti?"

Il direttore del dipartimento oncologico a Grosseto

"Vorremmo anche fare i nostri auguri di buon lavoro al dottor D’Urso e alla dottoressa Dei per la loro riconferma, sperando possano avere in questo triennio un occhio di interesse verso il nostro territorio. Al momento non ci sembra però che le loro azioni vadano in questo senso, visto e considerato che la recente nomina del direttore di dipartimento oncologico è transvolata a Grosseto, decentrando sempre più tutte le figure di comando dal nostro territorio."

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