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Aggressione omofoba a Giacomo, tante le reazioni. Vasarri di Arcigay: "La vogliamo considerare libertà d'opinione?"

Intanto è stata fatta la denuncia querela da parte delle vittima dell'aggressione. I carabinieri hanno identificato il giovane, appena maggiorenne, che ha insultato e picchiato Giacomo

La presidente di Chimera Arcobaleno ad Arezzo Veronica Vasarri, foto tratta dal suo profilo Facebook

"Quando la tua unica colpa è camminare per strada e ti senti dire "spostati ricchione sennò alzo le mani", neanche il tempo di reagire che le mani le alza davvero e ti arrivano due colpi in piena faccia, senza alcuna vergogna in mezzo a tanta gente. È successo ad Arezzo, in pieno centro, sabato sera, non a me ma è come se ci avessero colpite tutte. Vogliamo considerare libertà di opinione anche questa?"

E' con tanta amarezza che Veronica Vasarri, presidente di Chimera Arcobaleno, la sezione aretina di Arcigay commenta i deprecabili fatti accaduti nell'ultimo weekend aretino. Giacomo alle 21,30 di sabato scorso è stato insultato e picchiato con due colpi in faccia solo perché preso di mira per la sua identità di genere, per il suo orientamento sessuale.

Il racconto dello stesso 22enne, studente universitario di psicologia a Firenze, è nitido e dettagliato. Tanto che è stato lui stesso la sera a incontrare dopo un'ora di nuovo l'aggressore e a far intervenire i carabinieri per identificarlo alla sua stessa presenza. "Sì, volevo vederlo in faccia" ha detto Giacomo che in Corso Italia aveva ricevuto da quel ragazzo poco più giovane di lui insulti omofomi e due pugni in faccia.

"Per quanto tempo continuerete a dirci che non servono le norme per la prevenzione di episodi come questo e per l'educazione al rispetto?" hanno commentato ancora i rappresentanti di Chimera Acrobaleno. Il riferimento diretto è alla discussione in corso per l'approvazione oppure la modifica del testo del Ddl Zan al quale tiene particolarmente lo stesso Giacomo: "Va approvato senza modifiche, questo rappresenta il minimo sindacale. Io sono stato aggredito per la mia identità di genere e il mio orientamento sessuale che hanno dedotto da come ero vestito e qui si sta discutendo per avere una briciola di diritti. C'è bisogno di educare le persone al rispetto delle differenze. Non siamo tutti uguali, siamo tutti diversi e queste differenze vanno rispettate e tutelate, non devono essere ridicolizzate e non possono essere motivo di aggressione."

Anche dal mondo della politica locale sono arrivate alcune reazioni. Come quella di Francesco Ruscelli, segretario provinciale del Partito Democratico: "In questo paese serve molto più che l’approvazione del Ddl Zan. Serve un sussulto delle coscienze di tutti, serve un cambio di paradigma nelle relazioni sociali e umane. Dobbiamo riscoprire l’umanità, l’importanza della diversità il rispetto delle diversità. Condanniamo tutti con forza l’atto vergognoso accaduto sabato ad Arezzo. Uno dei tanti, troppi atti di intolleranza ai quali ogni giorno siamo costretti ad assistere."

Dal Movimento Cinque Stelle di Arezzo è il consigliere comunale Michele Menchetti che parla, conosce direttamente Giacomo e in merito afferma: "La violenza è frutto dell'ignoranza. L'ignoranza, nel nostro caso, è dovuta anche a politiche di integrazione e anti-discriminazioni mai attuate negli ultimi anni. Conosco personalmente la persona aggredita, condividendo il suo forte attivismo in campo animalista. Niente può giustificare un'aggressione simile. Niente. Purtroppo una società piena di pregiudizi porta anche a questo. Se poi ci si mette pure un'amministrazione locale, quella di Arezzo, che tra i primi provvedimenti adottati nel 2015 esce dalla rete regionale anti-discriminazioni senza nessun valido motivo, il cerchio si chiude."

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