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Le materie prime sono preziose: come recuperarle?

Un evento sull’economia circolare, con chi da futuro agli scarti

Sempre più studi stabiliscono che riciclare metalli è più conveniente che estrarli da zero. Il discorso riguarda la sostenibilità – che rimane un obiettivo a prescindere, perché le risorse non sono infinite – ma è anche di tipo economico: la sfida per le aziende ha a che fare con la trasformazione. Come migliorare i propri processi, soddisfare nuove esigenze del mercato e continuare a generare valore.

“Recuperare” significa anche emettere meno CO2 nell’aria: al 2019 in tutto il mondo si sono prodotte 53,6 tonnellate di rifiuti elettronici e l’Europa oggi è un continente dove se ne ricicla meno del 40%. Computer, smartphone, televisori e tutti i dispositivi per chi si occupa di riciclo di metalli sono una miniera d’oro: una tonnellata di roccia, per esempio, può contenere 50 grammi d’oro; una tonnellata di rifiuti elettronici ne può contenere almeno 100. 

Gli scarti provengono anche da settori come quello chimico e farmaceutico (per esempio pellicole, catalizzatori esausti), orafo-argentiero (residui di lavorazione, articoli invenduti, scarti della produzione di accessori), medico (amalgame dentali, residui di lavorazione odontotecnica). Tuttavia la percentuale di recupero dei materiali in questi ambiti è ancora esigua.

Ridurre l’estrazione e aumentare il riciclo

Dai rifiuti, quindi, è possibile ricavare una grande quantità di metalli preziosi che possono poi essere riutilizzati. Quello su cui si dovrebbe ‘spingere’ maggiormente è proprio il processo di recupero, perché consentirebbe un notevole risparmio, riducendo il ricorso ad attività estrattive atte al reperimento della materia prima e perchè contribuirebbe di conseguenza a preservare ecosistemi già fragili.

A febbraio 2021 il Parlamento europeo ha varato non a caso un nuovo piano d’azione includendo nuove misure vincolanti sul riciclo, con l’intento di promuovere proprio il riutilizzo e la riparazione dei materiali. L’idea è di indirizzare sempre più verso un tipo di economia definita “circolare”, ovvero un modello di produzione che possa ‘rigenerarsi’ e in cui viene allungato il ciclo di vita dei prodotti.

Mentre in un’economia di tipo lineare – più tradizionale – il modello prevede che ogni materiale passi attraverso tappe fisse (come estrazione, produzione, distribuzione, consumo e smaltimento), generando a ogni step inquinamento e rifiuti, attraverso la promozione e l’adozione di un modello di economia circolare si evita lo spreco di risorse e si crea nuovo valore economico grazie al riciclo e al riutilizzo.

Conoscere i player del mercato del recupero 

T.C.A S.p.A., azienda storica che opera in tutto il mondo, specializzata nel recupero di metalli preziosi, il 23 e il 24 ottobre apre i propri stabilimenti di Castelluccio (frazione di Capolona, in provincia di Arezzo) al pubblico. L’obiettivo è quello di illustrare il rinnovo dell’impianto di fonderia, atto a migliorare il processo produttivo e la sua capacità depurativa, e promuovere le ragioni e le modalità dell’economia circolare: recupero di materie prime dagli scarti, Ricerca & Sviluppo, investimenti concreti, con il fine di agire sempre più nel rispetto dell’ambiente.

L’azienda si configura come un vero e proprio player in questo tipo di economia in quanto attore di recupero all’interno del processo circolare. Ma questo fenomeno riguarda tutti i soggetti coinvolti. T.C.A. ha infatti una visione internazionale perché appartiene a quella rete di soggetti altamente specializzati nei processi di recupero delle materie prime, nell’innovazione continua che sceglie di investire di continuo e confrontarsi per ricercare insieme nuovi modi, sempre più efficaci per svolgere l’attività di recupero. L’azienda, con quasi 50 anni di storia alle spalle, esperienza tecnica e capacità tecnologica, ha stretto nel tempo importanti relazioni commerciali, ma soprattutto condivisione di conoscenza con i più grandi player mondiali nell’ambito del recupero di metalli preziosi.

Non a caso il titolo dell’evento è “Circolare, un viaggio senza fine. Trasformare, recuperare e fare insieme”, dove l’ultimo imperativo rimanda a una dimensione collettiva: per attuare serie politiche di riutilizzo dei materiali è importante collaborare e comprendere il proprio ruolo all’interno della filiera, in Italia come nel mondo. La visione di TCA non riguarda infatti il solo fare business, ma ha a che fare con l’agire in rete: l’azione di recupero può essere davvero efficace se diventa di tutti, imprese e individui, dove ciascuno può contribuire con la propria competenza e capacità.

Come iscriversi all’evento

Per accedere agli impianti sarà obbligatoria l’iscrizione (rimarrà aperta fino al 18 ottobre), la quale sarà disponibile direttamente dal form sul sito. Per evitare assembramenti, nel pieno rispetto delle norme anti-Covid, le visite agli impianti saranno organizzate per gruppi di massimo 10 persone, accompagnati dal personale T.C.A.: la durata sarà di circa 60 minuti per ogni visita.

L’evento ospiterà nel pomeriggio di sabato 23 ottobre la conferenza dal titolo “Le materie prime nel mondo: recuperare per dare nuova vita”, a cui parteciperanno accademici e tecnici della chimica inorganica ed esperti ambientali per raccontare le possibilità offerte dai processi di recupero dei materiali. Mentre i posti saranno limitati, i contenuti della conferenza saranno disponibili a tutti sul sito www.eventocircolare.it.

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