Modello di economia circolare: i vantaggi per le imprese

Ecco le 3 regole per diventare un'azienda virtuosa e sostenibile

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.” Non serve Lavoisier, scienziato del ‘700, per capire che il mondo così come lo conosciamo sarà obbligato a cambiare in tale direzione. Tre saranno i principi cardine del nuovo mondo: ridurre, riusare, riciclare. Azioni semplici che fanno capo a una più ampia visione circolare della vita, dell’ambiente, dell’economia.

E proprio su quest’ultima che si giocano gli scenari futuri e le prospettive di crescita delle imprese italiane, che vedono l’attuale sistema di economia lineare fallire proprio a causa di una poca lungimiranza in fatto di sostenibilità. L’estrazione di materie prime per la produzione e il consumo di massa è destinata a produrre scarti e materiale in eccesso da dover smaltire o dismettere. Sono procedimenti inefficienti oltre che costosi, e trascinano con sè conseguenze nefaste per l’ambiente, producendo inquinamento marino e terrestre, effetto serra e cambiamenti climatici, nonché per l’uomo, sobillando vere e proprie guerre per il controllo delle materie prime.

Ma il mondo, come detto, sta cambiando e l’economia con esso. Il nuovo modello di economia circolare si basa infatti su una nuova concezione, più sostenibile, della produzione.

Prima regola, dunque, è ridurre. Già, ma cosa? Ridurre innanzitutto la quantità di materie prime usate così da diminuire di conseguenza il numero di articoli prodotti che finiscono per rimanere inutilizzati e per essere inesorabilmente cestinati. A questa pratica virtuosa dovrà seguire, poi, la riduzione degli imballaggi dei prodotti industriali. È una formula semplice: ridurre gli sprechi porta alla riduzione dei costi.

Seconda regola: riusare tutto ciò che buttiamo per reintrodurlo nei cicli di produzione e lavorazione, allungando così il ciclo di vita della materia iniziale e dei beni prodotti con essa.

Terza regola, infine, è riciclare. Perchè non basta ridurre gli scarti, ma è necessario, tra quelli inevitabilmente prodotti, recuperare ciò che si può. Rifiuti e materiali accantonati possono dar vita a nuovi prodotti evitando sprechi di risorse e riducendo anche ciò che è destinato alle discariche.

Queste regole costituiscono la base, ma di strategie per entrare a pieno regime in un’ottica di economia circolare ce ne sono varie, tra cui, ricordiamo, la condivisione delle risorse e l’uso di energie alternative provenienti da fonti rinnovabili. E le imprese, nella loro veste di produttrici di beni e servizi, sono le prime chiamate in causa nel dovere e, soprattutto, nel volere attuare questa transizione. La riconversione del proprio apparato produttivo, se da un lato può spaventare, dall’altro è destinata a produrre benefici e vantaggi. Il Decreto Crescita 2019, infatti, abbraccia pienamente questa filosofia di economia circolare supportando le imprese nel cambiamento e negli eventuali investimenti in tal senso, con agevolazioni fiscali e finanziarie che inevitabilmente saranno destinate ad avere ricadute positive anche sulla produttività e sull’immagine aziendale.

Ma, come detto, il cambiamento può intimorire perché a volte il solo sostegno economico, di cui si fa portatore il Decreto Crescita, potrebbe non bastare.

È necessario anche un supporto concreto nell’affrontare tale transizione. Agli imprenditori, insomma, serve un professionista di fiducia, con una formazione puntuale e obbrigatoria, che mostri loro la via. I professionisti iscritti all'Ordine dei Commercialisti e dei Contabili di Arezzo (ODCEC), sono pronti a fornire alle imprese aretine ogni informazione e supporto in merito alle novità legislative già emanate e a quelle in imminente arrivo: dalle modalità di presentazione della domanda per ottenere le agevolazioni, fino alle migliori strategie per sfruttare i vantaggi in materia fiscale e produttiva, passando attraverso tutti i passaggi necessari per un ripensamento in ottica sostenibile del proprio “fare impresa”.

L’ODCEC condivide quindi in pieno il nuovo corso virtuoso che si sta innescando grazie all’economia circolare, soprattutto trovandosi nella condizione di operare in stretta simbiosi con le aziende del comparto orafo per il quale Arezzo è rinomata, settore nel quale anche il più piccolo scarto vale letteralmente tanto oro quanto pesa.

Oggi non serve creare, né tantomeno distruggere. Il segreto della crescita è trasformare, trasformare tutto senza sprecare nulla.

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