"Cinque cantieri nella E45, peggiorate le condizioni della Tiberina 3bis" esplode la rabbia degl'Industriali

A parlare è il presidente degli imprenditori della Valtiberina che fa il punto sulla situazione mettendo in evidenza criticità e lungaggini ancora non superate

"In 2 anni cambia il mondo ma è come se in Italia il tempo scorresse più lentamente." Giovannni Sassolini presidente del gruppo imprenditori della Valtiberina di Confindustria Toscana Sud rilancia l'allarme sulla viabilità da e verso l'Emilia Romagna. Si parla delle famigerate e tristemente note E45 e ex statale Tiberina 3 bis. A distanza di quasi due anni da quanto scattò il sequestro del viadotto Puleto, poco o nulla è cambiato rispetto alla richiesta delle categorie economiche di ripristinare la viabilità alternativa evitando un drammatico isolamento per l'intera vallata.

Confindustria Toscana Sud, che ormai da diversi anni ha attivato un monitoraggio delle infrastrutture strategiche del territorio, parlò allora di disastro annunciato e della necessità di garantire subito collegamenti alternativi, ripristinando la ex-statale Tiberina 3 bis. 

Sassolini-2 "La situazione che oggi si presenta nel tratto della E45 fra Pieve Santo Stefano e la Romagna è positiva se si guarda all’avvio degli investimenti di manutenzione straordinaria in attuazione ma continua a rimanere estremamente problematica, per la presenza di ben 5 cantieri con deviazione del traffico su carreggiata opposta e la chiusura parziale dello svincolo di Pieve S. Stefano Sud. Consideriamo inoltre che siamo ormai giunti alla stagione invernale, che i cantieri saranno sicuramente presenti anche l’inverno successivo e che, nel caso si dovessero verificare  emergenze a causa di neve, ghiaccio o incidenti nei tratti a unica carreggiata, la situazione diventerebbe ancora più critica."

Per questo diventa sempre più urgente il ripristino della vecchia Tiberina ex SS 3 bis nel tratto Valsavignone-Canili, interrotto ormai da oltre 20 anni per la presenza di frane e massi crollati dall’alto. "A questo proposito, ricordiamo che nel 2019 è intervenuto un accordo fra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Comune di Pieve S. Stefano per un progetto stralcio di 2,2 milioni di euro per la sistemazione del tratto Valsavignone-Canili e la successiva statalizzazione della ex SS 3bis, attualmente classificata “comunale”. L’appalto dei lavori, previsto entro il 2020, non sembra tuttavia più possibile, poiché la revisione progettuale di Anas ha evidenziato un peggioramento delle condizioni stradali e, di conseguenza, maggiori costi per i lavori da eseguire."

Percorsi lunghi da sbloccare.

"Attualmente il Comune di Pieve S. Stefano sta esaminando l’ultima proposta di Anas - spiega Sassolini - per la ristrutturazione a stralci della vecchia strada ed è in attesa del nulla osta della Regione Toscana per il progetto del primo stralcio. Il cammino è quindi ancora lungo ed è evidente che, senza stanziamenti aggiuntivi, la completa riattivazione della ex Tiberina 3 bis come alternativa a situazioni di emergenza della E45 risulta, di fatto, impossibile – conclude Sassolini – nel frattempo il contesto generale, anche a causa dell’epidemia in corso, è sempre più difficile e le aziende, i cittadini e tutto il territorio continuano a sopportare sulle proprie spalle i danni e i disagi conseguenti a questa situazione incredibile."

"Tutto questo nonostante che nel contratto di programma Ministero Infrastrutture-ANAS 2016-2020, la E45 risulta finanziata per 1.545 milioni di euro, primo investimento in assoluto per manutenzioni straordinarie delle strade di grande comunicazione della rete nazionale. Rivolgiamo quindi un appello a politici, amministrazioni ed istituzioni affinchè, ciascuno per il proprio livello, si attivi rapidamente per risolvere una situazione di stallo che sta diventando sempre più grave e che sta provocando un pericoloso e progressivo isolamento della Valtiberina”.

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