Giovedì, 18 Luglio 2024
Confindustria

Decreto sostegno ter. Ance: “Stop a crescita e riqualificazione del patrimonio immobiliare”

"Purtroppo il Governo ha imposto forti limitazioni alle cessioni dei crediti fiscali, lo strumento che permette a famiglie ed imprese realizzatrici di monetizzare immediatamente i bonus"

Ance Arezzo si unisce alla delusione espressa dalle tante associazioni nazionali di categoria in merito alle strette introdotte dal Decreto Sostegni ter su sconto in fattura e cessione del credito per l’utilizzo del Superbonus 110%. “È paradossale – dice il presidente, Igor Michele Maginisecondo il monitoraggio di Enea e del Ministero della Transizione Ecologica al 31 gennaio gli investimenti ammessi alla detrazione del Super Ecobonus 110% hanno raggiunto 18,3 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 16,2 miliardi contabilizzati al 31 dicembre scorso (+12,9%), per un totale di 107.588 asseverazioni; un segno evidente che la misura è entrata in una fase di grande espansione e si conferma una leva essenziale del processo di miglioramento della qualità edilizia del nostro Paese. Lo stesso monitoraggio testimonia che la distribuzione regionale degli interventi vede la Toscana tra i primi posti della classifica nazionale, subito dopo Lombardia, Veneto, Lazio ed Emilia Romagna. Purtroppo, con il Decreto Sostegni ter, il Governo ha imposto forti limitazioni alle cessioni dei crediti fiscali, lo strumento che permette a famiglie ed imprese realizzatrici di monetizzare immediatamente i bonus, mettendo di fatto un’ipoteca sui cantieri del Superbonus 110%. Con i cambiamenti introdotti sarà infatti possibile effettuare una sola cessione dei crediti fiscali: l’impatto sulla circolazione dei bonus sarà molto importante e aumenteranno costi e tempi di trasferimento del credito. Inoltre, i cessionari diminuiranno la capacità di assorbimento dei bonus e molti intermediari potrebbero decidere di uscire da questo mercato. Voglio aggiungere che il provvedimento inserito nel Decreto Sostegni ter penalizza, oltre al settore costruzioni, numerosi altri comparti ad esso collegati – continua Magini, che spiega - sul fronte della transizione ecologica l’Italia deve raggiungere determinati obiettivi. Le aziende di diversi comparti, come la filiera termoidraulica, la costruzione ed installazione impianti, il legno, la progettazione, hanno alte potenzialità ai fini del raggiungimento di questi obiettivi e stanno contribuendo in maniera importante alla crescita economica del nostro Paese. È necessario che venga garantita più stabilità normativa, non si può continuamente intervenire modificando le regole, comprese quelle sui contratti in essere; la conseguenza della norma introdotta con il Decreto Sostegni ter è che le imprese ora si troveranno costrette a rivedere i contratti generando contenziosi e il risultato finale sarà il blocco del mercato. Tutto questo in un momento particolarmente critico, nel quale le aziende si trovano a dover fronteggiare l’incessante aumento dei costi delle materie prime e dell’energia. Facciamo appello al Parlamento perché corregga al più presto questa stortura che rischia di mettere a repentaglio la ripresa economica - conclude Magini - non è così che si combattono le frodi. Serve una qualificazione delle imprese e la tracciabilità delle operazioni, altrimenti finiamo solo con il penalizzare le imprese e i cittadini onesti".

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