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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Confindustria

"Le amministrazioni pubbliche sostengano le comunità energetiche rinnovabili"

Confindustria Toscana Sud guarda con favore alla novità e il presidente Fabrizio Bernini ne spiega le ragioni

Da alcuni anni il sistema energetico nazionale ed europeo sta subendo una forte evoluzione e l’Italia, che attraverso il Decreto Incentivi del Ministero dello Sviluppo Economico ha recepito parte della Direttiva Europea Red II, stavolta si è mossa in anticipo, rendendo una realtà le Cer Comunità Energetiche Rinnovabili (previste dalla Direttiva): nuovi soggetti giuridici basati sulla partecipazione aperta e volontaria di attori situati nelle vicinanze degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, il cui obiettivo principale è quello di fornire benefici ambientali, sociali ed economici alla comunità, ai suoi azionisti o membri e alle aree locali in cui opera. Confindustria Toscana Sud guarda con favore alla novità e il presidente Fabrizio Bernini ne spiega le ragioni: “L’Italia è partita subito con una fase sperimentale, in questo modo è stato possibile individuare alcune criticità che ci auguriamo vengano eliminate con il completo recepimento della normativa previsto entro il prossimo 15 dicembre. La transizione energetica è un lungo cammino, bisogna partire con il piede giusto e le Cer sono un metodo innovativo di approvvigionamento energetico che ha tanti vantaggi e porta benefici economici, sociali ed ambientali: infatti, accedendo a tutti i mercati dell’energia elettrica, possono produrre, consumare, immagazzinare e vendere energia rinnovabile e possono scambiare, all’interno della stessa comunità, l’energia prodotta dalle diverse unità di produzione. Tramite le Cer i consumatori finali (industrie, cittadini, Comuni) diventano attori al centro della transizione energetica perché sono in grado di autoprodursi localmente l’energia necessaria al loro fabbisogno; si riduce quindi lo scarto di energia elettrica prodotta dagli impianti da fonti energetiche rinnovabili e si aumenta l’Economia Circolare anche nel settore energetico, favorendo la transizione energetica e riducendo le emissioni di Co2. La decentralizzazione della produzione di energia elettrica resa possibile dalle Cer inoltre aumenta la flessibilità dell’intero sistema, aspetto ancora più rilevante se consideriamo la forte volatilità del mercato elettrico che sta causando incrementi di costo da molti non sostenibili – continua Bernini - ancora oggi in Italia, più del 50% dell’energia elettrica viene prodotta tramite l’utilizzo del gas, per cui i benefici sociali in termini di contrasto alla povertà energetica sarebbero evidenti. Come Confindustria stiamo ponendo l’attenzione su questo tema innovativo e pensiamo che per sostenere la creazione delle Cer sia fondamentale che le amministrazioni facciano da capofila, favorendone appunto la creazione, senza aggiungere aspetti normativi ma promuovendo piuttosto formule incentivanti di riqualificazione energetica. A questo proposito, ricordiamo che il Pnrr riserva 2,2 miliardi ai Comuni con meno di 5.000 abitanti per sostenere la creazione di Cer, e che il territorio della Toscana del Sud è ricco di realtà comunali con meno di 5.000 abitanti, contandone 15 in provincia di Arezzo, 19 in provincia di Grosseto e 19 in provincia di Siena. Non dimentichiamoci infine, che per le Cer sono previsti ristori, da ripartire tra i vari membri, della durata di 20 anni”.

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