Giovedì, 18 Luglio 2024
Confindustria

Caro materiali e lavori pubblici, Magini: "Un miliardo di pagamenti alle imprese bloccati dalla burocrazia"

"Negli ultimi 3 anni si è registrato uno straordinario aumento dei prezzi dei materiali da costruzione, con una media del 40% e proprio per affrontare questa situazione il Governo ha adottato alcune misure a partire dalla metà del 2021. Purtroppo però, tali misure sono rimaste in gran parte inattuate"

I soldi ci sono ma i pagamenti alle imprese avvengono con il contagocce. Il presidente di Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili Confindustria) Arezzo, Igor Michele Magini interviene su una situazione paradossale, che sta mettendo in ginocchio le aziende e a rischio migliaia di cantieri in tutta Italia con cantieri importanti anche nella nostra provincia.

"Negli ultimi 3 anni si è registrato uno straordinario aumento dei prezzi dei materiali da costruzione, con una media del 35/40% e proprio per affrontare questa situazione il Governo ha adottato alcune misure a partire dalla metà del 2021. Purtroppo però, talimisure sono rimaste in gran parte inattuate: la burocrazia sta infatti bloccando circa 1 miliardo di euro che deve ancora essere pagato alle imprese per il caro materiali che si è registrato nel secondo semestre 2021 e nel 2022. Le erogazioni avvengono con il contagocce, nonostante la cassa sia disponibile da mesi e con questo ritmosaranno necessari almeno 4 anni per completare i pagamenti alle imprese - spiega Magini – qualche numero che aiuta a comprendere la gravità della situazione: le aziende sono ancora in attesa dei pagamenti per il caro materiali relativo al secondo semestre 2021 che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti deve effettuare in attuazione della Legge di bilancio 2022. A giugno 2022 il Ministero ha ricevuto circa 119 milioni di euro di richieste dalle stazioni appaltanti per dare ristoro alle imprese dei maggiori costi sostenuti. Secondo informazioni fornite dagli uffici del Ministero, sinora sono stati pagati alle stazioni appaltanti (che hanno poi provveduto a pagare le imprese) solo 15 milioni di euro, pari al 13% dei fondi per il caro materiali. Per quanto riguarda il pagamento del caro materiali relativo all’anno 2022, la situazione è molto diversa a seconda dei cantieri: mentre per le opere legate al PNNR (Piano nazionale di ripresa e resilienza), al Pnc (Piano nazionale degli investimenti complementari) e con Commissario straordinario siamo giunti agli ultimi pagamenti, i pagamenti relativi alle altre opere risultano in forte ritardo. Rispetto ad una dotazione di 1,32 miliardi di euro sono state presentate richieste per circa 1,17miliardi di euro ma sono stati effettuati i pagamenti solo per una parte delle richieste, a titolo di anticipo, nella misura del 50%, tanto che l’importo complessivamente erogato ad oggi è pari a circa 170 milioni di euro. E’ evidente come la situazione stia diventando insostenibile finanziariamente ed economicamente per le imprese che hanno anticipato ingenti somme per assicurare la regolare prosecuzione dei cantieri pubblici e che ancora non hanno ricevuto i pagamenti per i lavori svolti. Tra l’altro, la rapida conclusione dell’istruttoria delle richieste è necessaria non solo per consentire il pagamento alle imprese, ma anche per dare attuazione alle misure previste per il caro materiali nel 2023, in attuazione della Legge di bilancio 2023, che ha prorogato il Dl Aiuti. I fondi non utilizzati nel 2022 (circa 1,6 miliardi di euro) verranno infatti trasferiti per essere utilizzati per attuare le misure previste per il 2023.Facciamo quindi un appello alla politica e ai parlamentari rappresentanti del nostro territorio affinchè intervengano per sbloccare i pagamenti che le imprese stanno aspettando  ormai da troppo tempo".

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