Superare la crisi post-Covid si può, ma il giusto incentivo economico non basta

Supportano le imprese italiane nei momenti più bui: sono i commercialisti e gli esperti con-tabili e per questa crisi hanno un consiglio per noi

Un Paese bloccato, impaurito, in attesa: questa è stata l’Italia del 2020. L’emergenza Covid ci ha messo tutti a dura prova, costringendoci a temere per la salute nostra e dei nostri cari, a chiuderci nelle quattro mura di casa e ad abbassare a tempo indefinito le saracinesche delle nostre attività.

Oggi, da sanitaria, la crisi è diventata economica, e le nostre aziende, dalle più piccole alle più grandi, che pure hanno riaperto, si trovano però ancora in grossi guai: mancanza di liquidità, timori ancora diffusi dei clienti, grande incertezza sul futuro. Risultato: una generale immobilità dell’economia che ancora non riesce a ingranare la marcia giusta per la tanto auspicata ripartenza.

La risposta del Governo c’è stata, ma il burocratese frena l’economia

Servono aiuti su più fronti per superare questi problemi. Il Governo sta facendo il possibile, attivando tutta una serie di agevolazioni per privati e imprese: dai vari bonus baby sitter, bonus asilo e bonus vacanze dedicati alle famiglie, si aprono tante possibilità anche per le imprese grazie alla cassa integrazione, a contributi a fondo perduto, a bonus sulle spese di sanificazione e sull’adeguamento delle postazioni di lavoro ai fini della prevenzione sanitaria...l’elenco è pressoché infinito. E se alcune di queste misure servono a tamponare il problema crisi nell’immediato, ci sono formule, come il Bonus 110%, che mirano a risollevare l’intera economia agendo su settori trainanti del Paese e al contempo supportando le singole aziende nella ripresa.

Ma questi aiuti spesso non bastano, perché se è vero che con essi si possono risolvere problemi reali, è anche vero che c’è un gap notevole tra ciò che questi strumenti propongono e quello che l’imprenditore, il commerciante e l’azienda sono in grado di comprendere con le sole loro conoscenze. Chi lavora ha bisogno di qualcuno che lo guidi in una massa all’apparenza confusa di possibilità, potenzialità e soluzioni spesso presentate in un linguaggio tecnico e poco comprensibile ai più. Ed è proprio l’utilizzo del cosiddetto burocratese il motivo per cui, in questi casi, il primo riferimento del titolare d’azienda, così come del privato cittadino, è il proprio commercialista.

Bonus e agevolazioni statali sono incomprensibili? Servono interpreti preparati

È infatti in momenti come questi - nella crisi, nel bisogno, nella poca comprensione - che solitamente il commercialista, sente bussare alla porta. Perché il suo è un settore dove non ci si può improvvisare esperti: l’esperienza, la preparazione e soprattutto l’aggiornamento continuo sono fondamentali per venire a capo di leggi, decreti, regolamenti e circolari messi in atto dal Governo. E i bonus di oggi, con i loro complessi meccanismi, è come se fossero lingue straniere che necessitino di traduttori capaci, di interpreti madrelingua.

Il consiglio per trovare la giusta via per superare questa crisi, allora, è proprio rivolgersi ai commercialisti e agli esperti contabili, i quali oggi hanno decuplicato il loro impegno a supporto delle aziende proprio per la velocità con cui cambiano le regole del gioco post-Covid. Certo, non sono soli in questa loro battaglia, perché a sostenerli c’è l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (ODCEC), un riferimento sempre presente a cui rivolgersi a loro volta per gli aggiornamenti e per la formazione, al fine di interpretare leggi e cavilli.

Nell’accompagnare anche noi altri per mano in questo difficile percorso di ripresa così delicato per le aziende e per l’intero Paese, c’è un particolare consiglio che i commercialisti d’Italia si sentono di dare che riguarda proprio uno dei bonus già accennati: il Bonus 110%.

In cosa consiste e perché è importante il Bonus 110%

E allora evitiamo il burocratese e diamo direttamente la traduzione del commercialista: il Bonus 110% permette a chi esegue una ristrutturazione fino al 31 dicembre 2021 di poter usufruire di una detrazione del 110% sulle spese sostenute per interventi specifici. Specifici in quanto, tali interventi, per poter rientrare nel bonus, devono portare a un miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici oppure devono ridurre il rischio sismico degli stessi.

Questo lo si può fare in tanti modi: dall’installazione di impianti fotovoltaici a quella di infrastrutture di ricarica di veicoli elettrici negli edifici, da un miglioramento dell’isolamento termico alla sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti centralizzati per il riscaldamento e con pompe di calore reversibili per il raffrescamento e la produzione di acqua calda sanitaria.

Ma siccome le applicazioni sono ben più di queste elencate e i vantaggi sono diversi, il consiglio rimane sempre lo stesso: chiedere al proprio commercialista maggiori informazioni e farsi accompagnare nella scelta degli interventi più adatti per la nostra specifica situazione.

Ma perché un commercialista consiglia proprio il Bonus 110% tra le tante possibilità attivate dal Governo? Semplicemente perché è un decreto che va a sostenere un settore, quello dell’edilizia, che è forse il più trainante dell’economia italiana. Questo significa che la ripresa dell’edilizia consentirebbe una reale ripartenza, rafforzando oltretutto, con interventi del tipo citato, anche l’indotto legato alle energie alternative, alla mobilità sostenibile e alla sicurezza derivata da una prevenzione antisismica su ampia scala. Agire su edifici già esistenti in ottica migliorativa ha poi il vantaggio di limitare il consumo di territorio per la costruzione di nuove abitazioni, a tutto beneficio dell’ambiente e in definitiva della nostra salute.

Il Bonus 110%, insomma, si adatta bene anche ai privati e a tutti i tipi di impresa, non solo a quelle edili, perché apportare miglioramenti energetici può significare minori consumi e minori spese, il che si traduce in risparmio e maggiore liquidità a disposizione per altri investimenti o per il pagamento di maestranze e fornitori.

Insomma, di modi per superare questi tempi bui ne sono stati messi in campo tanti, ma è solo con i suggerimenti di commercialisti ed esperti contabili che possiamo trovare la via più corretta da percorrere per ritrovare al luce.

Il consiglio, quindi, è sempre lo stesso: rivolgersi al proprio commercialista. Se esiste una soluzione, lui l’avrà.

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