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"Caldo e niente piogge, i fiumi soffrono. E rischiamo di diventare una piccola tornado valley"

Lorenzo Sestini (Arezzo Meteo) parla della situazione dei corsi d'acqua aretini e spiega come una vallata in particolare, la Valdichiana, sia a rischio fenomeni estremi (già verificatesi nelle scorse estati) anche in futuro

foto d'arch

Da giorni non piove e Arezzo è avvolta da una "bolla" di calore che ha portato a temperature più alte della media di questo periodo. Termometri che hanno segnato massime ben oltre i 30 gradi e campagne senza acqua. In questo scenario, in che stato sono in nostri fiumi? Una panoramica di quello che sta avvenendo la traccia Lorenzo Sestini, di Arezzo Meteo. 

"Anche se ha piovuto abbondantemente nel periodo invernale, adesso la situazione è seria. Per i fiumi, infatti, l'alternarsi di periodi con piogge elevate a periodi di secca in questo modo è una situazione inutile. Le piogge invernali, copiose, non possono sopperire alla mancanza di precipitazioni attuale. Inoltre tali precipitazioni sono sempre meno durature e con accumuli spalmati in poco tempo. Insomma i fiumi si alzano notevolmente nel periodo subito dopo la pioggia per poi calare nuovamente subito dopo. Le giornate intere di pioggia ve le ricordate? Quest'ultime sarebbero importanti per i fiumi. Perché meno acqua c'è e più l'acqua si surriscalda. La Chiana per esempio sta subendo una forte devastazione". 

Segnali che mostrerebbero come il clima stia cambiando nel nostro territorio. "In una zona dell'entroterra come la nostra - prosegue Sestini -,  i periodi di siccità potrebbero aumentare ancora di più, alternati poi da forti temporali che possono causare danni e allagamenti improvvisi. Inoltre con l'aumento delle temperature le nostri vallate, in primis la Valdichiana, possono accumulare tantissima energia mano a mano nel terreno per poi rilasciarla con l'arrivo delle perturbazioni. Insomma anche noi potremmo avere una piccola tornado valley. Più sono durature le ondate di caldo e persistenti e più energia si crea".

La preoccupazione è legata a quei fenomeni estremi, che purtroppo negli scorsi anni abbiamo visto anche nell'Aretino, con forti raffiche di vento e fortissimi temporali. "Se ricordiamo quello che è successo qualche anno fa in Valdichiana dimostra quanto ho detto. In quel caso l'energia in gioco era notevole, accumulata per settimane prima, per poi scatenarsi in poche ore. In quel caso poi il monte Lignano ha agito da tappo, bloccando l'autorigenerante per 2 ore. Samo difesi in parte dalle nostre montagne, soprattutto in inverno, quando arrivano le ondate più fredde. In questo caso infatti vediamo sempre le precipitazioni nevose bloccate a est della nostra provincia. Nei mesi estivi in genere le precipitazioni e i forti colpi di vento provengono da ovest. Ad ovest siamo completamente scoperti".

E' possibile tornare indietro? "Forse è troppo tardi per tornare indietro, ma di sicuro potremmo rallentare le cose nei prossimi anni.  Per lasciare ai nostri figli un aria più pulita e forse far rientrare qualche centesimo di grado le medie mondiali delle temperature".

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