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Farsi fuori, la maternità arriva al Pietro aretino per Z generation meets theatre

Giovedì 5 marzo al Teatro Pietro Aretino di Arezzo secondo appuntamento con la rassegna

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ArezzoNotizie

Il teatro ad Arezzo non si ferma ed anzi rilancia sui temi più complessi e delicati del nostro quotidiano grazie alla rassegna Z Generation meets Theatre ideata e organizzata da Officine della Cultura. Giovedì 5 marzo, alle ore 21, appuntamento al Teatro Pietro Aretino con “Farsi fuori”, prodotto da Psicopompoteatro, con Luisa Merloni e Marco Quaglia, voce di Alessandra Di Lernia; disegno luci di Mauro Guarrera, scenografie di Gianluca Moro; collaborazione artistica di Fiora Biasi; assistente alla regia di Cristiano Demutras; testo e regia di Luisa Merloni. Scrive Luisa Merloni: «Farsi fuori nasce da una semplice domanda: siamo la prima generazione che sceglie davvero se essere madre o no? E come si arriva a questa scelta? In che termini viene posta la domanda? Sono partita da una situazione paradossale. Cosa accadrebbe se una donna di oggi, moderna ed emancipata, magari proprio un’artista contemporanea, si trovasse di fronte all’arcangelo Gabriele venuto per farle l’Annunciazione? In una società che vede forse per la prima volta una generazione di donne ritardare sempre più la scelta di diventare madri, la maternità, come scelta, come dovere, torna ad essere tema discusso e controverso nonché un nodo nevralgico dove si scontrano spesso visioni differenti sulla vita, la religione, la spiritualità. Il testo parte da questo humus e lo sviluppa in una chiave comica, dove la comicità, che spesso si nutre di contrasti, illumina il conflitto senza volerlo risolvere. Femminismo è una parola che sta tornando alla ribalta del dibattito pubblico. Sempre, irriducibilmente scomoda. Eppure è nel solco del pensiero femminista che troviamo queste parole: margine, eccentrico, nomade. Parole che richiamano un fuori, un luogo vicino ma altro, radicalmente altro, sempre in trasformazione, un luogo che non esiste, se non siamo noi a farlo esistere. Farsi fuori, dunque, per non essere fatte fuori, anche. È un’operazione difficile, ad alto rischio, che può essere continuamente scambiata con “farsi da parte”. Si tratta di ripartire sempre da una scomodità, da questo fuori impossibile, non per fare di questa posizione un dogma o un ghetto, appunto, ma proponendola come prospettiva privilegiata di complessità, dove possono coesistere anche in tensione tra loro, i diversi punti di vista critici sulle problematiche di genere. Farsi fuori è anche, come spesso succede in teatro, frutto di incontri, come quello con l’attore Marco Quaglia, in diversi spettacoli realizzati da Psicopompoteatro, e del comune desiderio di cercare insieme nuovi spazi per il comico nel teatro contemporaneo». Prossimo appuntamento domenica 15 marzo, con inizio alle ore 19, quando i protagonisti della scena di Z Generation saranno Sara Bonci e Filippo Mugnai in “L’eco delle falena” prodotto da Cantiere Artaud e presentato ad Arezzo in anteprima nazionale. Scene e regia di Ciro Gallorano; disegno luci di Federico Calzini e Ciro Gallorano; tecnico del suono Francesco Checcacci; residenze artistiche Teatro Comunale di Bucine/Diesis Teatrango, Teatro Verdi di Monte San Savino/Officine della Cultura. “L’eco della falena”, realizzato con il sostegno del MiBACT e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea. Z Generation meets Theatre può andare in scena grazie al sostegno di Regione Toscana, Comune di Arezzo, Fondazione CR Firenze e Fondazione Guido d’Arezzo; in collaborazione con Arezzo Crowd Festival, Officine Montecristo, Rete Teatrale Aretina e RAT Residenze Artistiche Toscane. Info e prevendite presso Officine della Cultura via Trasimeno 16, Arezzo, tel. 0575 27961 - 338 8431111, dal lun. al ven. ore 10 > 13 e 15:30 > 18; circuito BoxOfficeToscana/Ticktone.

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