La prima seduta dell’inchiesta pubblica su podere rota è stata imbarazzante dal sapore di presa in giro

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ArezzoNotizie

Simone Badii commissario della Lega Valdarno Aretino dichiara: “ la seduta svoltasi il 25 febbraio sull’inchiesta pubblica di podere Rota è imbarazzante nei tempi e nei modi e non vorremmo che fosse il solito fumo negli occhi dei cittadini”, anche perché se gli interessi di Firenze risultano ontologicamente contrapposti a quelli di Arezzo, e segnatamente del Valdarno, alzi la mano chi vede nella commissione che si sta delineando alcun elemento che rappresenti realmente e senza conflitto di interessi il nostro territorio. Questa inchiesta è partita subito male, a partire dall’orario in cui è iniziata visto che ha impedito a molti cittadini, magari interessati, di poter effettivamente “partecipare”, come del resto unanimamente riconosciuto da tutti. Per non parlare della location della diretta svoltasi all’interno della sede della CSAI (azienda che richiede l’ampliamento) . E’ stato un non confronto con i cittadini in quanto non era possibile vedere le domande poste perché la chat non era visibile e le domande non si sapeva nemmeno con che criterio fossero scelte. Verrebbe da chiedersi se siano state scartate le domande scomode. In secondo luogo la questione dei commissari in campo che per onor di cronaca dovrebbero rispettare le parti dei contendenti ed esserne garanzia. Sappiamo che la rosa dei nomi è ora ristretta a tre di cui uno verrà scelto per conto del soggetto favorevole alla discarica ed uno fra due per conto dei contrari. Nello specifico quindi l’ingegnere Massimiliano Il Grande proposto da Csai e quindi di sicura nomina, e dall’altro lato l’avvocato Andrea Grazzini proposto dal Comune di San Giovanni e il Prof. Mauro Mancini Proietti presentato dalla Provincia di Arezzo. I nomi che dovrebbero rappresentare le istanze dei cittadini sono pertanto due stimatissimi professionisti ma è bene evidenziare che l’avvocato Andrea Grazzini proposto dal comune si San Giovanni è dell’area fiorentina come dell’ area fiorentina è il Presidente e come fiorentino è l’ altro commissario. Il Prof. Mauro Mancini Proietti proposto dalla provincia di Arezzo, sembrerebbe quindi a prima vista la scelta più auspicabile anche perché oltre all’ assenza di alcun conflitto di interessi con Firenze, ed anche perché è oggettivamente un profondo conoscitore delle problematiche Valdarnesi visto anche i suoi passati incarichi nella sua funzione di Autorità locale di pubblica sicurezza. Ma, aggiungiamo noi, senza nulla togliere anche a quest’ ultimo che anzi pure stimiamo altrettanto: siamo proprio sicuri che in tutto il Valdarno non vi fosse stata la possibilità di indicare un altrettanto valido professionista che possa agire in nome e per conto dei cittadini e quindi sganciato da qualsiasi logica anche apparentemente politica? Questa scelta di nomi infatti non vorremmo che fosse vista come una diatriba politica tra centrodestra e centrosinistra o ancora nella querelle tra la provincia ed il Comune di San Giovanni. Ecco perché sarebbe stato il caso di cercare uno dei tanti stimati professionisti presenti nel nostro Valdarno che non possa essere ricondotto a nessuna area di pensiero. La lega da sempre è stata attenta e vicina al territorio e non ha un problema, se la situazione lo richiede e quindi nell’ interesse esclusivo del territorio a rifuggire da qualsiasi logica di area vera o presunta che sia. Credo che al centro di tutto vi siano i cittadini e le loro esigenze e se proprio le vogliamo far emergere, inchiesta pubblica o meno, si proponga allora una raccolta firma tra favorevoli e contrari alla discarica. Una raccolta firma, apartitica e senza simboli tra i cittadini così che emerga la loro volontà circa il futuro a prescindere dai loro convincimenti politici. Saremmo certi che a prescindere da ciò che dovesse emergere o non emergere dall’ inchiesta pubblica, il messaggio che ne uscirebbe sarebbe inequivocabile e sgombrerebbe via qualsiasi dubbio di un gioco delle parti. E saremmo anche altrettanto sicuri che la doppia anima del pd (fiorentina ed aretina) verrebbe meno. Di qui chiediamo il fatto che noi saremmo per coinvolgere i cittadini direttamente: solo con l’impegno di tutti possiamo far valere la voce del territorio.

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