"Grandi manifesti vegan ad Arezzo per portare l’attenzione sulla sorte dei pulcini"

In questi giorni è possibile vedere ad Arezzo, in via Dei Carabinieri, il manifesto della nuova campagna di Progetto Vivere Vegan dedicata ai pulcini uccisi nel processo di produzione delle uova.Sul manifesto si legge: “Le uova uccidono i pulcini – nella produzione delle uova milioni di pulcini maschi sono uccisi appena nati”. #uovanonsaicosamangiAncora troppe persone non sanno cosa si nasconde dietro al commercio delle uova: pulcini maschi tritati vivi e galline ovaiole fruttate, maltrattate e poi uccise quando non rendono più abbastanza per azienda.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ArezzoNotizie

Per saperne di più La questione delle uova è probabilmente quella che genera la più classica domanda che, chi si occupa di attivismo vegan, si sente rivolgere. Molte persone, ed è una cosa perfettamente comprensibile, non riescono infatti a collegare le uova alla sofferenza e chiedeono: “ma perché anche le uova?” Ciò accade perché si tende a vedere l’uovo come il regalo disinteressato della gallina che scorrazza felice nel bel mezzo del pollaio. Purtroppo non è così. Per comprenderlo occorre fare uno sforzo, apparentemente banale, che però, generalmente, non facciamo. Eppure se ci pensiamo, appare immeditamente chiaro che per produrre uova, il numero di maschi necessario è estremamente ridotto. D’altra parte, come dice il proverbio: basta un gallo per pollaio. Qualcuno, a volte, si chiede perché i maschi non siano allora destinati a diventare carne. La risposta è che si tratta di animali non pensati geneticamente per essere produttivi da quel punto di vista. L’industria delle uova ha infatti selezionato negli anni la razza di “galline ovaiole” più proficua per la produzione di uova, non per la carne. Basti sapere che le galline in allevamento intensivo possono arrivare a deporre circa 300 uova all’anno. In natura una gallina selvatica deporrebbe circa 36 uova all’anno. Questi animali, così pensati, sono quindi molto diversi dai polli “Broiler” che hanno invece caratteristiche specifiche “a rapido accrescimento” e che appunto sono “ideali” per l’industria della carne. Naturalmente anche le galline ovaiole, dopo un po’ vengono uccise (generalmente intorno ai due anni), ma la loro destinazione è per la carne di seconda scelta e quindi, al massimo, servono a far arrotondare gli allevatori. Il guadagano in questo caso infatti è tendenzialmente basso. Un po’ di numeri Ogni anno, in Italia, sono 40 milioni i pulcini maschi che vengono uccisi per la produzione di uova. Nel mondo si stima che siano 5 miliardi all’anno triturati vivi per diventare mangime. Ecco il motivo di questa campagna. Progetto Vivere Vegan - www.viverevegan.org

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