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Arezzo in zona rossa, cosa cambia da lunedì: negozi, parrucchieri ed estetisti chiusi. Sì all'asporto, no alle visite ai parenti

In zona rossa sono consentiti spostamenti solo per motivi di lavoro, salute o necessità (anche verso un'altra Regione). Non è consentito fare visita ad amici e parenti, a meno che non si tratti di persone non autosufficienti

266 contagi su 100mila abitanti in una settimana. E' questo il dato aretino, comunicato dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che ha relegato la provincia di Arezzo in zona rossa. La decisione è stata ufficializzata ieri sera, dopo un confronto tra il governatore e sindaci di Prato, Pistoia e Arezzo. Nella Toscana arancione - una delle poche regioni che ha mantenuto questo colore - sono infatti tre le province in cui da lunedì 15 marzo entreranno in vigore misure più restrittive. 

"Purtroppo i numeri parlano chiaro - hanno commentato il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli e la sua vice, Lucia Tanti - il coefficiente su 100mila abitanti per la provincia di Arezzo è di 266 contagi in più negli ultimi 7 giorni. Il dato di Arezzo città è di 376, quindi decisamente consistente". A questi dati si aggiunge una nota particolarmente dolente "la saturazione del San Donato è oltre l'80% sia per la degenza covid che per la terapia intensiva".

Una decisione che non è stata gradita da tutti i sindaci della provincia. Dal Casentino, dal Valdarno, dalla Valdichiana i primi cittadini hanno fatto sentire la propria voce. 

"Siamo tenuti al rispetto delle regole - ha commentato Silvia Chiassai, sindaco di Montevarchi e presidente della Provincia di Arezzo - ma mi permetto di non condividere il nuovo provvedimento normativo a livello nazionale sulla chiusura delle scuole anche in assenza di focolai. Da genitore ritengo che non ci siano "ristori" di alcun tipo per le conseguenze che subiscono i nostri figli e le famiglie".

Le reazioni dei sindaci e la richiesta di una deroga per nidi e materne

Ma cosa comporta la zona rossa? Spostamenti, scuola, attività di bar e ristoranti, attività commerciali, parrucchieri ed estetiste: tutti saranno interessati interessati dalle restrizioni. Ecco quali sono le restrizioni previste da lunedì in poi. 

Spostamenti

In zona rossa sono consentiti spostamenti solo per motivi di lavoro, salute o necessità (anche verso un'altra Regione). Il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione è sempre consentito, così come quello in seconde case ubicate dentro o fuori il territorio regionale.

No alle visite ad amici e parenti

Non è consentito fare visita ad amici e parenti, a meno che non si tratti di persone non autosufficienti: in quel caso sarà necessario proteggersi il più possibile dai contatti, trattandosi di categorie più vulnerabili e a rischio (specie se persone anziane). È possibile recarsi anche fuori Regione nel caso si debba prestare assistenza ad una persona non autosufficiente, ma solo nel numero strettamente necessario (solitamente uno).

Bar e ristoranti

Dal 15 marzo resteranno chiuse al pubblico tutte le attività di ristorazione e bar (comprese pasticcerie e gelaterie). Sarà comunque possibile la vendita per asporto: dalle 5 alle 18 senza alcun tipo di restrizione e dalle 18 alle 22 solo per i ristoranti (non per i bar). La consegna a domicilio è consentita senza limiti di orario, ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti. È consentita, senza limiti di orario, anche la consumazione di cibi e bevande all’interno degli alberghi e delle altre attività ricettive, per i soli clienti ivi alloggiati.

Attività commerciali, chi apre e chi chiude

Solo alcune tipologie di  alcune attività comemrciali potranno restare aperte. Si tratta di quei servizi considerati essenziali: negozi di generi alimentari, farmacie e parafarmacie, fornai, rivenditori di mangimi per animali, edicole, distributori di carburante per autotrazione ad uso pubblico, commercio al dettaglio di materiale per ottica, produzione agricola e allevamento, servizi di rifornimento dei distributori automatici di sigarette, servizi di rifornimento delle banconote agli sportelli dei bancomat e postamat, attività di trasporto connesse al rifornimento di beni essenziali. Restano chiusi tutti gli altri inclusi tutti i negozi all’interno dei centri commerciali, ad esclusione di quelli che rientrano in queste categorie.

Rispetto al precedente decreto, con il Dpcm in vigore dallo scorso 6 marzo è stata introdotta la chiusura in zona rossa anche di tutti i servizi alla persona, come parrucchieri, barbieri e centri estetici.

Scuole chiuse

Come detto, anche le scuole di ogni ordine e grado, dagli asili nido all'università, resteranno chiusi, con lezioni in modalità Did (didattica integrata a distanza). Resta comunque garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali. Resta l'attesa per capire cosa risponderà il ministero dell'Istruzione alle richieste del presidente Giani.

Musei

L'accesso a musei e gli altri istituti e luoghi della cultura è sospeso, ad eccezione delle biblioteche dove i relativi servizi sono offerti su prenotazione, e degli archivi, fermo restando il rispetto delle misure di contenimento dell'emergenza epidemica.

Sport e attività motoria

Lo svolgimento degli sport di contatto è sospeso; sono sospese anche l’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto nonché tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto, anche se di carattere ludico-amatoriale. Restano chiuse palestre, piscine, centri natatori.

Resta consentito lo svolgimento di attività sportiva solo in forma individuale ed esclusivamente all’aperto. Sarà possibile svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie.

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