A Nadia Cadrobbi la borsa di studio "Angiolino Acquisti"

Nadia Cadrobbi ha raccontato la sua esperienza nonviolenta dell’Associazione Giovanni XXIII, in Albania, Kosovo e nel carcere di Trento

Associazione Culturale “Angiolino Acquisti” e l’Associazione Cultura della Pace, in collaborazione con la Sezione ACLI “Adriano Olivetti” di Sansepolcro e con il Comune di Sansepolcro, Assessorato alla Cultura, nella Settimana Onu per il disarmo, hanno consegnato alla dottoressa Nadia Cadrobbi, la Borsa di Studio “Angiolino Acquisti” per la tesi dal titolo “Riconciliazione e perdono come principi della giustizia riparativa e della risoluzione dei conflitti. Le esperienze in Kossovo e Albania con Operazione Colomba” discussa presso l’Università  Ca’ Foscari – Venezia, Facoltà di Lavoro, Cittadinanza Sociale, interculturalità.

"L’idea della giustizia riparativa da realizzarsi tramite la mediazione diventa esperienza di riparazione e riconciliazione che coinvolge, oltre il reo e la vittima, tutti gli attori della mediazione, compresi il mediatore e l’intera comunità - si legge nella motivazione - è così che la giustizia riparativa prevarica l’idea stessa del perdono perché ad esso dà una configurazione concreta proponendo percorsi assolutamente innovativi di umanità che tanto sarebbero piaciuti a Angiolino Acquisti".

Alla presenza della testimonial Carlotta Sami, Portavoce UNHCR per il Sud Europa e degli studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Liceo Città di Piero” di Sansepolcro, è stato affrontato il tema delle migrazioni, dei rifugiati e degli sfollati da guerre e carestie che tanto preoccupano il consesso mondiale. I rifugiati e sfollati hanno raggiunto il numero record di 71 milioni di persone, di queste, 27 milioni sono gli sfollati fuori dal proprio paese di origine, ma il mondo se ne fa carico soltanto per 55mila di loro. La soluzione, racconta la Sami, non può coinvolgere solo i governi, ma una serie di attori che vanno dal mondo dell’istruzione a quello imprenditoriale, economico e sociale.

Nadia Cadrobbi ha raccontato la sua esperienza nonviolenta con Operazione Colomba, dell’Associazione Giovanni XXIII, in Albania, Kosovo e nel carcere di Trento, che prevede una riconciliazione tra parti offese attraverso la giustizia riparativa, e la scelta della strada del perdono per superare i traumi violenti che molti hanno vissuto.
Un filmato a cura di Caterina Casini con Laboratori Permanenti e in collaborazione con l’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Sansepolcro, ha raccontato la bella esperienza di integrazione e di costruzione di identità nuova, tra studentesse di nazionalità serba, kosovara e cinese, presenti nel nostro territorio.
Gli studenti, partecipi e attivi hanno presenziato alla cerimonia testimoniando un desiderio di conoscenza encomiabile. Tutte le tesi che sono arrivate saranno stampate e messe a disposizione della Biblioteca Comunale di Sansepolcro.

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