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Giovedì, 7 Luglio 2022
Scuola

Tornano le prove scritte all'esame di maturità, gli studenti aretini protestano

Seconda puntata de "La Voce del Colonna", il giornale realizzato dagli studenti del Liceo Vittoria Colonna di Arezzo con la collaborazione di ArezzoNotizie. Focus sulla scuola, con l'imminente Esame di Stato

Ecco la seconda puntata de "La Voce del Colonna", il giornale realizzato dagli studenti del Liceo Vittoria Colonna di Arezzo con la collaborazione di ArezzoNotizie. Oggi si parla dell'imminente Esame di Stato, oltre che di quadrimestre e pentamestre.

Esame di Stato 2022: la maturità dopo l’emergenza Covid

di Filippo Stanganini, Filippo Guadagni

La scuola, dall’inizio della pandemia, è stata una delle istituzioni che ha subito più limitazioni. Il governo ha favorito la sicurezza degli studenti imponendo la didattica a distanza e questa nuova condizione ha ovviamente portato a delle variazioni nelle procedure di verifiche ed esami. Negli anni scolastici 2019-2020 e 2020-2021, infatti, gli Esami di Stato sono stati effettuati soltanto in forma orale. Ma quest’anno la situazione sembra essere differente. Con l’ordinanza presentata il 31 gennaio, il ministro Bianchi ha espresso la volontà di ritornare alle modalità tipiche degli esami, con due prove scritte.

La prima prova, di italiano, su base nazionale, avverrà il 22 giugno, mentre la seconda, incentrata sulle discipline d’indirizzo, avrà luogo il 23 giugno e sarà preparata dalle commissioni d’Esame. Dopodiché l’Esame si concluderà con il colloquio, orale. 

Non sono mancate, fin da subito, le proteste. Sono in molti, tra studenti ed insegnanti, a non approvare le modalità attualmente proposte. In particolare gli alunni si sono mobilitati, organizzando proteste in tutta Italia, come accaduto anche nella nostra città il 4 ed 11 febbraio scorsi. A quest’ultima hanno preso parte anche gli alunni del Colonna, in larga parte scontenti delle condizioni imposte dal Ministero. Dai dati del questionario sottoposto agli alunni del Liceo, risulta infatti che quasi il 50% degli oltre 500 intervistati consideri più adeguato un esame in sola forma orale. Il 29% pensa invece che le condizioni siano adeguate per svolgere le due prove scritte, mentre il restante 21% circa vorrebbe che venisse organizzata una nuova modalità d’esame. È quindi chiaro che l’opinione dominante, anche se non univoca, è quella secondo cui l’esame dovrebbe svolgersi in forma orale, come è stato negli ultimi due anni.

Nonostante tutto, il 14 febbraio il ministro dell’Istruzione Bianchi ha confermato ciò che era stato precedentemente comunicato, con una nuova ordinanza. A variare è stato soltanto il punteggio che verrà attribuito ad ogni prova per la composizione del voto finale. Il credito scolastico potrà arrivare a valere 50 punti, la prima prova 15, la seconda 10. Il colloquio fino a 25. Per quanto riguarda invece l’ammissione all’esame stesso, le prove Invalsi ed i Pcto non saranno requisiti obbligatori. Ora che la modalità è stabilita non resta che attendere il 22 giugno, quando l’esame avrà inizio.

Quadrimestre e pentamestre: cosa ne pensano gli studenti

di Mattia Valerio, Sofia Tavini, Rosai Agnese

Tutte le scuole d’Italia hanno adottato differenti modalità di divisione dell’anno scolastico, ovvero le ripartizioni in trimestre e pentamestre o in due quadrimestri. Nel Liceo Vittoria Colonna è stato svolto un questionario per conoscere quale delle due modalità gli studenti preferiscono e da ciò è risultata evidente la preferenza degli studenti per la suddivisione attualmente utilizzata dalla scuola, ossia quella in trimestre e pentamestre. La principale motivazione degli studenti a favore è il maggior tempo che il pentamestre offre per potersi meglio organizzare nello studio, così da poter recuperare eventuali carenze. Tuttavia la minoranza degli alunni, che ha espresso la sua preferenza nell’avere due quadrimestri, ha mosso critiche riguardo la pressione esercitata dai professori durante il trimestre, a causa del poco tempo a disposizione per assegnare voti sufficienti ad avere una corretta valutazione. Proprio per questo gli studenti si ritrovano a dover svolgere molti compiti ed interrogazioni in poco tempo, senza potersi impegnare al massimo in ogni materia. Quindi sia per i professori che per gli alunni il trimestre risulta essere un periodo frenetico e stancante. In conclusione l’attuale suddivisione in trimestre e    pentamestre rimane l’opzione favorita dagli studenti, anche se ci sarebbe bisogno di maggiore collaborazione fra alunni e docenti, per poter rispondere alle esigenze di entrambe le parti.

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