Disagi psicologici, dispersione e abbandono scolastico: gli effetti della Dad alle superiori

Il sondaggio della Federazione degli studenti della Provincia di Arezzo mette nero su bianco lo stato d'animo dei ragazzi in questa lunga pandemia costretti alla didattica a distanza

Dad e poi ancora mesi di didattica attraverso un computer e una connessione, con la presenza in classe al 50%, intervallata per alcuni da giorni di quarantene per contatti stretti con positivi. La sofferenza della scuola adesso ha anche dei numeri che sono preoccupanti e che devono essere presi in considerazione. La Federazione degli studenti della provincia di Arezzo ha infatti voluto mappare il disagio spicologico degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e quindi di licei e istituti superiori. "Dopo molte segnalazioni da parte degli studenti in questi mesi abbiamo deciso di costruire e proporre ai ragazzi un questionario per capire cosa sta accadendo veramente dentro le scuole di Arezzo" spiegano dalla Fds.

Il sondaggio

Il campione preso a riferimento è stato composto da 1506 studenti e studentesse provenienti praticamente da tutte le scuole superiori del Comune di Arezzo. Le domande e le risposte hanno riguardato su varie tematiche, "quello che ci ha colpito di più è sicuramente l'aggregato sulle risposte di natura psicologica" spiegano i rappresentanti della Fds.

Alla domanda 'Dall'inizio della pandemia, una percentuale sempre maggiore di studenti tende a soffrire d'ansia, depressione, autolesionismo ecc... Hai avuto a che fare in prima persona o meno con questi problemi?" in 869 cioè il 58%degloi intervistati hanno risposto Sì, mentre 599 pari al 39,5% hanno risposto No, mentre in 38, cioé il 2,5%, non hanno risposto.

Un'altra domanda posta è stata: "Dall'inizio della pandemia, una percentuale sempre maggiore di studenti tende ad abbandonare gli studi; hai avuto a che fare in prima persona o meno con questo fenomeno?" . In questo caso è emerso che in 355 pari al 23,6% hanno risposto Sì mentre in 1151 pari al 76,4% hanno risposto No. Combinando queste risposte appare evidente che ad oggi le quantità di studenti e studentesse che soffrono o hanno sofferto di disagi psicologici sono in aumento e questo ha portato anche un quarto dei ragazzi a pensare di lasciare la scuola prima del previsto.

Le cause di questi disagi sono molteplici, ma in larga parte sono legati alla didattica a distanza.

Per circa l'86% degli intervistati (1303 su 1506) la scuola nelle attuali condizioni è diventata più stressante, mentre per il 79,7%(1200 su 1506) il carico dei compiti è nettamente aumentato rispetto al periodo pre pandemia. Oltre a questo circa 990 studenti su 1506 affermano che non sempre vengono effettuati momenti di pausa fra le lezioni, per 195 non vengono proprio effettuate, mentre solo per 321 intervistati queste avvengono con regolarità.

"La fotografia che ne esce descrive una situazione complessiva in linea con le analisi e le rilevazioni effettuate ad esempio da Oxfam Italia sulla dispersione scolastica, oppure da Save The Children dove è emerso che in media gli studenti e le studentesse hanno perso circa 2 mesi di istruzione.
Tutto ciò, sommato all'incertezza del rientro a scuola, la paura delle varianti, oltre ad una nuova ipotesi di dad totale, hanno portato i ragazzi e le ragazze ad un isolamento sempre maggiore e di conseguenza ad un aumento costante di queste problematiche" spiegano i rappresentanti di Fds.

Le proposte della Federazione degli studenti di Arezzo

Assistenza spicologica, sostegno agli studenti, interventi strutturali nella scuola e purificatori d'aria. Gli studenti della Federazione spiegano le loro rinvendicazioni fatte nei confronti delle istituzioni.

"La proposta che facciamo e che vogliamo portare a tutte le istituzioni è quella di un potenziamento dell'assistenza psicologica non solo dentro gli istituti, ma anche fuori, attraverso la creazione di uno sportello psicologico gratuito da parte della Asl Sud Est, dedicato a tutti gli utenti della fascia adolescenziale. Per ultimo, ma non meno importante, riproponiamo la proposta che come Federazione degli Studenti Arezzo, Foiano e Toscana stiamo chiedendo a gran voce fin da settembre: creare dei protocolli uniformi per tutte le scuole, nei metodi di gestione della Dad, coinvolgendo le rappresentanze studentesche degli istituti stessi. Ad un anno di distanza è oramai chiaro a tutti che la Dad non è e non sarà la soluzione e che anzi, questa ha comportato più danni che benefici su tutta la linea.
Le istituzioni non solo nazionali e regionali, ma soprattutto del territorio stesso, si devono rendere conto che il ricorso alle chiusure è stata una conseguenza dovuta a grosse mancanze di stampo istituzionale. Nella scuola, nonostante numerosi annunci, ancora non si sono visti nè interventi infrastrutturali, ne sono stati individuati plessi alternativi, nè tanto meno sono stati ottenuti i famosi 678 purificatori che sarebbero dovuti arrivare per tutti gli istituti superiori del territorio.
Misure che sicuramente non avrebbero azzerato i casi di focolai dentro le scuole, ma che sicuramente avrebbero comportato una grossa frenata agli stessi."

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